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Risponde lo psicologo – Essere nonni

15 Aprile 2019

logo psicologoEcco un nuovo puntuale intervento della psicologa Manuela Arenella, specializzata in psicoterapia dell’infanzia e dell’adolescenza.
Questa volta risponde alla domanda di una nonna che propone una riflessione molto interessante sul nostro ruolo.

 DOMANDA

Io sono una nonna e sono anche una maestra di scuola dell’Infanzia. Da quando sono nonna ho incominciato ad analizzare questo ruolo con più attenzione. La nostra società ha creato un “bisogno” da parte dei nostri figli di avvalersi assolutamente del nostro aiuto. Noi nonni siamo impegnati quasi a tempo pieno ad accudire i nostri nipotini e questo ci responsabilizza perché a volte siamo tenuti anche a educarli. Vedo però che certi nonni a volte assumono quasi il ruolo genitoriale: certo quando hai un bimbo tante ore al giorno questo rischio è molto alto!
Ora volevo analizzare con voi questo aspetto sia come nonna che come insegnante. Come nonna cerco di “ricordare” sempre il ruolo che devo rivestire e non andare mai oltre! Come insegnante devo dire, purtroppo, che tanti nonni (in buona fede naturalmente) educano i nipotini quasi come fossero i loro genitori. Questo non è corretto in primis nei confronti dei nostri figli, che devono avere nel bene e nel male la responsabilità di educare i LORO figli, poi nei confronti dei nostri nipotini, che hanno “diritto” di avere dei “veri” nonni.
È un discorso complesso, la nostra società è cambiata, le famiglie sono cambiate… ma i ruoli non devo cambiare altrimenti cresceremo bambini sicuramente intelligenti e svegli, ma fragili emotivamente!

RISPONDE LA PSICOLOGA MANUELA ARENELLA

La riflessione proposta è assolutamente pertinente e quanto mai attuale.
La carenza di welfare, di sostegni alle famiglie nei primi anni di vita dei bambini, fa sì che sia necessario tornare al lavoro sempre più presto. Le madri sono costrette a lasciare i propri bimbi a 4 mesi, obbligandoli a una separazione troppo precoce, che può ostacolare la dipendenza piena di cui il bimbo dovrebbe godere nelle prime fasi di vita. Nei casi più fortunati si può contare sui nonni, che permettono al bambino di rimanere comunque nella cerchia familiare.
Questa è una fortuna quando i genitori hanno risolto i conflitti con i propri genitori (nonni), e sono riusciti a emanciparsi psicologicamente. In caso contrario, il rischio è che si deleghi ai nonni il ruolo educativo, consentendo loro un’“invasione di campo” che non fa che confondere il bambino e sottrarre autorevolezza ai genitori, che non vengono sentiti come riferimenti.

Purtroppo viviamo in una società che mina continuamente la figura del genitore, portandolo a dubitare delle sue capacità, a non fidarsi delle sue sensazioni, proponendo una serie di esperti, rimedi e di “corsi” che, paradossalmente, rischiano di confermargli le sue fragilità e di tenerlo in una condizione di eterna dipendenza da qualcuno che gli dica come fare.
Si ha talmente paura di sbagliare che si preferisce delegare scelte e decisioni, anche se sono queste che rendono speciale e unico il rapporto con i propri figli. Quindi, nel tentativo di essere genitori perfetti ci si dimentica di essere genitori veri, che ascoltano le proprie sensazioni e si assumono le proprie  responsabilità.
Tutto ciò è ancora più complesso se consigli, aiuti e suggerimenti arrivano dai propri genitori, di cui si ha bisogno…
In situazioni “normali” (nonni che vedono i nipoti un paio di volte a settimana) direi che il “compito” dei nonni è quello di viziare i bambini, di condividere con loro momenti di piacere condiviso, poiché il compito di dare le regole spetta ai genitori. L’essere nonni permette infatti di ritrovare alcuni gesti e affetti della paternità e maternità, ma depurati dalla responsabilità. I nonni possono rappresentare una preziosa opportunità di scambi spontanei, fantasiosi, allegramente trasgressivi.
Quando però i nonni sono presenti quotidianamente, allora è importante che si facciano portavoce delle regole dei genitori, restituendo sempre a loro la titolarità del rapporto con i bimbi (“quando tornano mamma e papà glielo chiediamo”).
Allo stesso tempo i genitori devono far sentire che le loro regole valgono in qualunque posto se sono presenti loro (“quando non ci sono, se la nonna te lo permette puoi saltare sul divano, ma quando ci sono io valgono le regole di casa”).

Sono assolutamente d’accordo con le considerazioni della lettrice . I suoi spunti di riflessione sono puntuali e attuali.
Le esigenze della vita di oggi finiscono con l’attacca in continuazione i legami e l’intimità che contraddistingueono il rapporto genitori/figli, portando addirittura alla richiesta che  possano essere i nonni a gestire un passaggio delicato come l’inserimento a scuola.
Cambiano i tempi, ma i bisogni dei bambini non si modificano, e soprattutto si ribellano alle necessità di anticipare i passaggi e di crescere in fretta dei tempi moderni.
Psicologicamente il bambino ha bisogno che i ruoli delle sue figure di riferimento siano chiari, di sapere che i suoi riferimenti principali sono i genitori, e di essere protetto da confusioni o conflitti di lealtà che lo pongono al centro di diatribe tra genitori e nonni.
I Nonni con la “N” maiuscola sanno rinunciare a dare le loro soluzioni, per far sì che i propri figli, anche attraverso gli errori, si approprino della fatica e dell’orgoglio di essere genitori. Sempre mettendo al primo posto il bene dei bambini.

Trovi altri articoli sul ruolo dei nonni anche a questi link:  
Nonni e nipoti: un rapporto fatto anche di complicità
Il ruolo dei nonni nelle famiglia separate
Tramandare la memoria

MANUELA ARENELLA, psicologa psicoterapeuta, specializzata in psicoterapia dell’infanzia e dell’adolescenza a Bologna, già da alcuni anni tiene corsi di formazione per educatori di asili nido e personale docente, ma anche per genitori, in varie località della Romagna e a San Marino.
Svolge attività libero-professionale presso proprio studio a Bellaria (via Conti 37) e a Bologna. Ha rapporti di collaborazione consolidati con i Servizi Educativi di San Marino e con il Centro per le Famiglie di Rimini, organizzando serate a tema su diverse tematiche, in particolare sui bisogni dei bambini, le relazioni interfamiliari e il valore delle regole.

Tags: Arenella, bambini, educazione, famiglia, genitori, Manuela, nipoti, nonna, nonni, nonno, psicologia, psicologo, ruolo

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5 commenti su “Risponde lo psicologo – Essere nonni”

  1. gigi ha detto:
    11 Giugno 2014 alle 13:25

    Buona giornata a tutti.
    Ho letto con molto interesse il quesito ed in particolare la risposta.
    Siamo nonni di una nipotina di 9 anni con genitori ormai divorziati da quasi 2 anni ed i genitori , per ovvi motivi . tra cui la nuova relazione della madre con una figlia avuta recentemente dal nuovo convivente , lasciano noi nonni a gestire in modo, anche più di genitoriale, la nipotina dai bisogni primari a quelli meno strettamente impegnativi. Come dovremmo comportarci quindi, dando retta ai “genitori” oppure sopperire a tutte le situazioni in cui la domanda di affetto è sempre più evidente? Ci sentiamo impreparati ed in difficoltà e siamo costretti spesso a rinunce che, facciamo volentieri , ma condizionano pesantemente la nostra esistenza.
    Grazie della Vs. attenzione

    Rispondi
    1. Annalisa Pomilio ha detto:
      12 Giugno 2014 alle 10:02

      Gentile Gigi,
      grazie per domanda, che abbiamo girato alla psicologa.
      Spero che riesca a rispondere a breve, perché ha avuto da un paio di mesi la sua seconda bambina e quindi, come potrete immaginare, è molto impegnata… su un altro fronte!
      Intanto vi faccio i nostri più cari auguri per tutta la vostra famiglia
      Annalisa Pomilio
      Redazione di noinonni.it

      Rispondi
  2. cosetta soncini ha detto:
    6 Ottobre 2014 alle 20:49

    So di essere fuori tema,ma avrei un quesito da porre a tutti voi nonni! ho un nipotino di 5 anni fatti a maggio,e ancora usa il pannolone la notte, a me sembra un po’ preoccupante la cosa, ma i genitori mi dicono che mi preoccupo troppo.e che quando sara’ il momento smettera’ da solo. Vorrei il vostro parere , vi ringrazio anticipatamente.

    .

    Rispondi
    1. Annalisa Pomilio ha detto:
      7 Ottobre 2014 alle 13:15

      Cara Cosetta,
      capiamo la tua perplessità ma, come ci ripetono tutti, ogni bambino ha i suoi tempi! I “manuali” dicono che il pannolino della notte va tolto quando ci si accorge che il bambino al mattino è asciutto o quasi asciutto. Magari il tuo nipotino si bagna ancora molto e i genitori pensano che sia meglio aspettare ancora un po’. In ogni caso è meglio aspettare piuttosto che intervenire troppo presto, con il rischio che il bambino non si senta “all’altezza” della richiesta.
      Una volta deciso, ecco i consigli pratici:
      – preparare il letto in modo da fare due strati: lenzuolo – lenzuolo plastificato o plastica usa e getta; lenzuolo – lenzuolo plastificato o plastica usa e getta, In questo modo se di notte il bambino bagna il letto basta togliere uno strato per ritrovarsi con il letto asciutto.
      – mettere vicino al letto a portata di mano pigiami puliti, salviette e asciugamano per cambiarlo rapidamente durante la notte
      – coinvolgere il bambino in questa importante sfida, i modo che senta che abbandonare il pannolino significa “diventare grande” (ma senza ansie);
      – non farlo bere molto prima di andare a dormire e fargli fare la pipì prima di metterlo a letto.

      Trovi anche tanti altri consigli nel libro “Pannolino… addio!” (lo abbiamo recensito anche noi. Trovi la recensione a questo link: http://www.noinonni.it/5_tempo-libero/guida-per-aiutare-i-bimbi-conquistare-vasino/)

      Tanti auguri per il tuo nipotino?
      Annalisa Pomilio
      Redazione di noinonni.it

      Rispondi
      1. cosetta soncini ha detto:
        7 Ottobre 2014 alle 15:12

        Vi ringrazio x le informazioni,mi sento piu tranquilla ,seguiro’anche la guida che mi avete consigliato! Cosy

        Rispondi

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