Nonni al tempo del coronavirus

L’abbiamo sentito tutti, sui giornali, in televisione e sul web, con toni più o meno gradevoli: il coronavirus è particolarmente pericoloso proprio per i “nonni”, cioè le persone della terza età, e soprattutto per chi ha già delle patologie.
Insomma… che paura! Ma nel concreto, come si traduce tutto questo? Che cosa possiamo fare? Certo, seguire le indicazioni date dall’ISS (l’Istituto Superiore della Sanità), che sono piuttosto semplici e abbastanza “di buonsenso”, valide per molto patologie che si diffondono per contagio diretto. Ma soprattutto non sottovalutare il rischio. Che è serio per tutti, per noi anziani forse più serio, e ancora più serio per chi tra noi ha delle patologie croniche. Ad esempio il diabete, quelle che colpiscono l’apparato respiratori e circolatorio, chi ha problemi oncologici. Chi è affetto da queste patologie deve avere qualche attenzione in più, perché sono quelle più a rischio di complicazioni, in particolare a carico dell’apparato respiratorio: il Covid-19 infatti dà, come si sa, soprattutto complicanze polmonari.

Perché sono proprio le persone “over 70” a essere più colpite?  Il motivo sta nel fatto che hanno un sistema immunitario spesso più debilitato, anche dai farmaci che assumono per le loro malattie croniche.

E ora, che cosa possiamo fare? Naturalmente, prima di tutto proteggerci per evitare di venire a contatto dei virus, seguendo scrupolosamente le indicazioni dell’ISS.
Poi ci sono alcuni comportamenti a cui non pensiamo, ma che ci fanno correre dei pericoli, e a cui dobbiamo stare attenti. I nonni, si sa, sono sempre a disposizione di figli e nipoti. Ma… e se ci chiama un figlio dicendoci che non sta bene e pregandoci di passare in farmacia a ritirare un medicinale per portarglielo? Ebbene, sarebbe meglio non precipitarci a dare la nostra disponibilità, verificare prima di quali disturbi si tratta, valutare le nostre patologie e, se potrebbero essere aggravati sa un’infezione di coronavirus, verificare se ci sono altre strade.
Lo stesso discorso vale per i bambini: è vero, in questo momento le scuole sono chiuse in molte regioni e i nonni sono all’opera per venire come sempre in aiuto, ma bisognerebbe essere certi che prima di tutto noi siamo in buona salute (immaginate i sensi di colpa se dovesse venir fuori che siamo stati noi a contagiare i nipotini?), poi che non siano viceversa loro ad aver contratto il virus e a potercelo trasmettere, soprattutto se già soffriamo di qualche acciacco “importante”.
Insomma, un difficile equilibrio tra il “cuore”, che ci spingerebbe a metterci a disposizione di figli e nipoti, e la “testa”, che ci suggerisce prudenza. Ma un equilibrio che dobbiamo trovare, per il bene nostro, ma anche dei nostri figli e nipoti.

Infine, questa epidemia ha anche un altro imprevedibile risvolto: l’impatto psicologico sui bambini. Perché va bene per noi essere in ansia, è normale, anche se non dobbiamo cedere alla paura. Ma dobbiamo cercare di non spaventare i bambini, garantire che possano crescere in un ambiente sereno. Perciò va bene richiamarli alle norme igieniche fondamentali, insegnando loro a lavare le mani nel modo corretto, a non toccarsi bocca, naso e occhi quando sono fuori, a starnutire o tossire un un fazzoletto monouso… e insomma, a rispettare le norme igieniche suggerite dal Ministero della Salute; ma non dobbiamo diventare ossessivi, né inculcare in loro paure che non sappiamo quali confini potrebbero raggiungere.
L’ideale sarebbe riuscire a insegnare queste regole  come in un gioco, magari costruendo delle tessere con i comportamenti giusti e quelli sbagliati e guidandoli nel riconoscimento. Ma, soprattutto, come sappiamo, i bambini introiettano le regole con l’esempio, senza tante parole e senza agitare degli spauracchi: quindi… comportiamoci bene!

In caso di dubbi, scaricate il poster del Ministero della salute, che trovate al link seguente, e soprattutto… seguitelo scrupolosamente!
http://www.salute.gov.it//portale/nuovocoronavirus/dettaglioOpuscoliNuovoCoronavirus.jsp?lingua=italiano&id=433

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