In visita a Choco Story, il museo del cioccolato di Torino

Foto di Federico Gorgoglione

Siete certi di conoscere davvero il cioccolato? Scommettiamo che, anche se lo trovate irresistibile e ne avete mangiato moltissimo (e continuerete a farlo…), avete ancora tante cose da scoprire. Per scoprirle non c’è che da andare a Torino, una delle “patrie” italiane del cioccolato, e visitare il Choco Story Torino, il museo del Cioccolato e del Gianduja.  Ebbene sì, è un museo tutto dedicato al cioccolato, e il bello è che si può anche assaggiare (quindi ne vale assolutamente la pena). Un posto da visitare anche con i nipotini!
Un museo che ha, per così dire, due “anime”: cioccolato sì, ma anche gianduiotto, il cioccolatino-simbolo della città, quello ispirato a Gianduia, la tipica maschera piemontese, e che nasce dal connubio tra il cioccolato e la nocciola delle Langhe.
Il Choco Story Torino è l’ultimo nato di una serie di musei del cioccolato presenti in Belgio, Francia, Repubblica Ceca, Libano e Messico. Frutto della collaborazione tra Francesco Ciocatto, proprietario della storica pasticceria Pfatisch di Torino, ed Eddy Van Belle, imprenditore e collezionista belga, è allestito in quelli che originariamente erano gli storici laboratori di Pfatisch. Una sede che da sola  vale la visita e che permette di ripercorrere una tappa importante dell’artigianalità torinese: basta pensare che qui sono in mostra macchine in uso già nel 1921 e oggi ancora perfettamente funzionanti.

Il percorso di visita

Foto di Federico Gorgoglione

La visita permette di conoscere non solo la storia, ma anche come nasce il cioccolato e i cioccolatini. Si parte dalle origini della coltivazione del cacao per arrivare, attraverso le prime ricette dei Maya e degli Aztechi, all’importazione in Europa e alla nascita della tradizione artigianale piemontese. Un viaggio da fare grazie agli oltre 700 oggetti della collezione, dai malinillos (usati per tritate le fave), agli strumenti per la lavorazione dello zucchero, ma anche a tazze e cioccolatiere di raffinata fattura.
Ai bambini piacerà moltissimo imbarcarsi su un “vero” galeone spagnolo dotato di carte nautiche, per rivivere il viaggio con cui Hernan Cortes ha portato in Europa per primo questa delizia.
Poi, basta sedersi su un divano di sacchi pieni di fave di cacao per scoprire come viene coltivato e come diventa cioccolato fondente, ma anche per gustare il racconto del legame unico tra Torino e il cioccolato, un legame che passa attraverso le regge dei Savoia.
E poi c’è la sala dedicata al gianduiotto, il primo cioccolatino incartato al mondo, con un macchinario di fine ‘800 per la sgusciatura delle nocciole, che insieme al cacao sono l’ingrediente-base di questa bontà.

Le attività interattive

Foto di Federico Gorgoglione

Non basta però guardare. Il museo coinvolge in prima persona il visitatore, di qualsiasi età, attraverso  attività interattive, installazioni e giochi multimediali didattici, oltre che attraverso i quattro video ad ambientazione storica con la regia di Alessandro Rota che creano un percorso narrativo all’interno del museo. Si tratta di filmati che ripercorrono la storia del cioccolato in Europa dal XVII secolo fino al 1915, anno della nascita della storica pasticceria Pfatisch nel cui laboratorio è allestito il museo.
Ma non basta: attraverso alcune vetrate, infatti, si possono vedere i maestri cioccolatai al lavoro. Ed è perfino possibile assaggiare le loro creazioni. Non avete già l’acquolina in bocca?

Informazioni e prenotazioni: www.choco-story-torino.it

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