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Risponde lo psicologo – I trasferimenti

22 Agosto 2014

logo psicologoSpesso i bambini reagiscono molto male quando la famiglia deve trasferirsi in un’altra città, e qualche volta perfino quando il trasferimento è più contenuto, in un quartiere diverso della stessa città. Una resistenza tanto più forte quanto più ci si avvicina all’adolescenza. Oggi è proprio a una domanda sui trasferimenti che risponde la nostra consulente, Manuela Arenella, psicologa psicoterapeuta, specializzata in psicoterapia dell’infanzia e dell’adolescenza

 

Trovi un altro articolo su questo tema anche la seguente link:
Adattarsi ai cambiamenti

DOMANDA

Sono mamma di due bambine di 13 e 7 anni. Vivo con le mie bambine in una piccola città delle Marche, mentre mio marito da tre anni lavora a Faenza. Io e mio marito abbiamo deciso di riunire la famiglia, quindi io e le bambine stiamo per trasferirci. Purtroppo mia figlia maggiore ci sta minacciando e io sono molto preoccupata, anche se penso che la presenza del padre in questa fase di crescita sia importante quanto la mia.

RISPONDE LA DOTTORESSA MANUELA ARENELLA

È comprensibile che, di fronte a una scelta di vita diversa, ci si interroghi sui tempi, sulle modalità e soprattutto sugli effetti.
È importante sapere che, per gli adolescenti, un cambiamento in generale e un trasferimento in particolare sono sempre eventi “traumatici”. Per loro il cambiamento è una tragedia, un qualcosa che mina un equilibrio già precario, in cui ci si barcamena per darsi un’identità, delle stabilità, una continuità basata sugli stessi amici, su un determinato modo di vestire, luoghi da frequentare, ecc…
Pochi chilometri, per un adolescente che non ha ancora la possibilità di muoversi autonomamente con motorino o macchina, rappresentano distanze invalicabili e molto probabilmente il cambiamento di scuola e compagni (che sarebbe comunque avvenuto) risulterà molto più faticoso.
Nella normalità un cambiamento del genere, pur essendo vissuto come un “dramma”, non ha effetti realmente traumatici, soprattutto se sostenute dai genitori con convinzione e coerenza.
Scelte del genere attengono ai genitori.
Sono gli adulti che hanno il diritto e il dovere di fare valutazioni di carattere economico, pratico, organizzativo, ecc…
Spetta agli adulti valutare la qualità di vita e le opportunità che si vogliono dare ai figli, anche se all’inizio loro avvertono più la fatica e la tristezza per ciò che lasciano, che non l’entusiasmo per le novità.
È importante che lei e suo marito valutiate i diversi aspetti legati a questo cambiamento e vi assumiate una scelta fortemente sentita.
Se sarete convinti del fatto che il cambiamento può portare benefici ed una migliore qualità di vita, sarà più facile gestire e contenere le crisi dei vostri figli; sicuramente soffriranno, proveranno a farvi sentire in colpa, vi accuseranno della loro solitudine o fatica, e allora sarà importante che teniate duro ed abbiate bene in mente le motivazioni che vi hanno spinto a fare questa scelta.
Non dimenticate che ci sono, nella vita, fatiche “evolutive”, situazioni faticose dalle quali usciamo più forti e sicuri delle nostre potenzialità. I passaggi di vita faticosi arricchiscono l’umanità di una persona!
Rendetevi disponibili al dialogo con i vostri ragazzi, al mantenere i contatti con i loro legami più stretti lasciati in città, e difendete la vostra scelta come una scelta d’amore, fatta per garantire a tutti una qualità di vita migliore; in questo modo piano piano le loro ansie e sofferenze saranno contenute e gradualmente potranno incontrare la bellezza del cambiamento e godere dell’opportunità che gli state dando.
In bocca al lupo!

MANUELA ARENELLA, psicologa psicoterapeuta, specializzata in psicoterapia dell’infanzia e dell’adolescenza a Bologna, già da alcuni anni tiene corsi di formazione per educatori di asili nido e personale docente, ma anche per genitori, in varie località della Romagna e a San Marino.
Svolge attività libero-professionale presso proprio studio a Bellaria (via Conti 37) e a Bologna. Ha rapporti di collaborazione consolidati con i Servizi Educativi di San Marino e con il Centro per le Famiglie di Rimini, organizzando serate a tema su diverse tematiche, in particolare sui bisogni dei bambini, le relazioni interfamiliari e il valore delle regole.

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