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Risponde lo psicologo – Il bisogno di contatto

14 Giugno 2013

logo psicologoUn nuovo interessante contributo sul tema psicologia a misura di bambino, a cura della dottoressa Manuela Arenella, psicologa psicoterapeuta, specializzata in psicoterapia dell’infanzia e dell’adolescenza.
Oggi risponde “una nonna in ansia” (come si definisce lei stessa) per il piccolo nipotino di 2 anni che non accetta il distacco fisico e le piccole frustrazioni.

DOMANDA

Sono la nonna di Nicolò, di due anni, che ora è diventato impossibile da gestire. Mia nuora lavora e al mattino lo lascia a me. Io sono felicissima, ma da un po’ di giorni vuole stare solo in braccio, mi succhia tutti i maglioncini, anzi pretende che io ne metta uno che è il suo preferito; inoltre mi tocca il seno e se lo sgrido piange e fa capricci… Il pomeriggio dorme, ma se io mi alzo piange e si sveglia. Così fa con mia nuora la notte… Che cosa possiamo fare? Lo lascio piangere e disperarsi allontanandolo quando vuole fare come dice lui? Mi fa tanta tenerezza, anche se il problema è diventato grande. Le premetto che non ha mai preso il ciuccio. Non lo voleva.
La ringrazio per i consigli che vorrà inviarmi.
Grazie di cuore, una nonna in ansia.

RISPONDE LA DOTTORESSA MANUELA ARENELLA

Gentile nonna di Nicolò, nel leggere la sua domanda mi sorgono, come sempre, altri interrogativi.
Sarebbe importante chiedersi che cosa può essere successo in concomitanza con queste manifestazioni del bambino. Sono coincise con il ritorno al lavoro della mamma? C’è stato qualche cambiamento rilevante? Da quello che dice mi sembra di capire che questi atteggiamenti del bambino sono nuovi, insoliti, e allora mi piacerebbe sapere com’era Nicolò prima…
Le manifestazioni di cui mi parla sembrano dovute a un disagio che il bambino sta affrontando per un distacco che fa fatica a gestire. È come se il bimbo, di fronte ad una difficoltà, avesse bisogno di recuperare modalità molto precoci di relazione, come il contatto fisico, la suzione di dita o altro, il toccare il seno, eccetera.
Probabilmente questo bimbo fa fatica a compiere il percorso dal corpo alla mente, che ci permette di limitare il bisogno di contatto fisico, poiché riusciamo a “portarci dentro” le persone care e la rassicurazione che ci dà il contatto con loro. È possibile che Nicolò sia stato tenuto in un contatto fisico molto stretto, probabilmente allattato a lungo, tenuto a dormire accanto ai genitori; tutto ciò giustificherebbe il fatto di non aver bisogno del ciuccio (se c’è direttamente il seno come oggetto consolatorio non serve altro) e la fatica a tollerare il distacco e le piccole frustrazioni.

Detto questo, come aiutarlo? La ricerca di rassicurazioni va assolutamente accolta. È inutile allontanare il bimbo con la forza. Meglio è cercare di accogliere le sue richieste ma con dei limiti.
È importante dire al bimbo che capiamo la sua fatica (“Amore, hai ragione, facciamo tanta fatica… tu hai voglia di stare vicini vicini, però non si può stare sempre in braccio”) e proviamo a proporgli un’alternativa, un’attività, un gioco, eccetera.
Non si deve sgridare un bimbo per una sua difficoltà, m aiutarlo a superarla, con gradualità, mostrandogli che comprendiamo quello che prova, ma incoraggiandolo a “progredire”, in quel famoso percorso dal corpo alla mente. Perciò evitiamo assolutamente che tocchi il seno, e alterniamo i momenti in cui lo prendiamo in braccio ad altri in cui lo teniamo semplicemente accanto a noi, magari mano nella mano. Quando si addormenta avvisiamolo che poi noi ci alzeremo, ma se ci chiamerà accorreremo subito.
Insomma, va rassicurato in modo che comprenda che i suoi riferimenti ci sono anche se non li tocca in continuazione. Il lavoro di rinforzo dell’autostima e della fiducia in sé e negli altri non può prescindere dal far fare a questo bimbo delle esperienze di autonomia, farlo sentire capace e gratificarlo quando riesce a fare delle cose da solo.
Il percorso però richiede un certo tempo, non sono cose che si risolvono immediatamente.
Se desidera fornirmi altre informazioni sarò lieta di approfondire ulteriormente l’argomento.

 

MANUELA ARENELLA, psicologa psicoterapeuta, specializzata in psicoterapia dell’infanzia e dell’adolescenza a Bologna, già da alcuni anni tiene corsi di formazione per educatori di asili nido e personale docente, ma anche per genitori, in varie località della Romagna e a San Marino.
Svolge attività libero-professionale presso proprio studio a Bellaria (via Conti 37) e a Bologna. Ha rapporti di collaborazione consolidati con i Servizi Educativi di San Marino e con il Centro per le Famiglie di Rimini, organizzando serate a tema su diverse tematiche, in particolare sui bisogni dei bambini, le relazioni interfamiliari e il valore delle regole.

 

Tags: Arenella, autonomia, bambini, bisogno, capriccio, contatto, famiglia, genitori, Manuela, nipoti, nonna, nonni e bambini, nonni e nipoti, nonno, psicologia, psicololo

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12 commenti su “Risponde lo psicologo – Il bisogno di contatto”

  1. Mariangela Ciccarone ha detto:
    8 Gennaio 2016 alle 09:23

    Buongiorno Dottoressa, nel leggere questo caso mi ritrovo in parte nella situazione che sto vivendo attualmente con il mio bimbo di 18 mesi. Matteo dallo scorso 7 dicembre non prende più il seno, frequenta il nido al mattino e il resto del tempo lo passa con me e con suo babbo al suo rientro a casa. Purtroppo da circa 20 giorni cerca in continuazione il contatto fisico, in particolare cerca sempre di toccare il collo per arrivare poi al seno in maniera quasi assillante anche mentre è a giocare. È un atteggiamento che ha sopratutto con me ma anche quando è in braccio a mio marito o a qualcuno vicino alla famiglia (nonni, zii e cuginetta). Nella sua risposta leggevo di spiegare tutto al bambino, cosa che io faccio sin da quando è piccolo, di non forzare ma poi leggo di non far toccare il seno al bambino. Nel caso specifico appena mette la mano nelle magliette gli spiegò che non va fatto, che abbiamo altro da fare, giochiamo ma subito dopo aver tolto la mano e lì che cerca di nuovo il contatto. Le chiedo come è più giostro comportarsi. Grazie molte

    Reply
  2. Elisa ha detto:
    15 Febbraio 2016 alle 13:31

    Buongiorno, anch’io mi trovo nell’identica situazione della Sig.ra Ciccarone M.
    Ho allattato il mio bimbo fino all’età di 13 mesi solo di sera prima di coricarsi, da quando ho smesso anche lui ogni volta che è in braccio mette la mano dentro la maglietta e tocca il seno, come bisogna comportarsi?
    Dmenticavo di scrivere che è da 5 mesi che va all’asilo nido solo la mattina, di pomeriggio a volte sta con me e a volte con la nonna.
    grazie Elisa

    Reply
    1. Annalisa Pomilio ha detto:
      18 Febbraio 2016 alle 18:02

      cara Elisa,
      ma quanto ha il tuo bambino? Da quanto l’hai svezzato? E ha cominciato subito a comportarsi così? E poi, prende il ciuccio oppure l’hai sempre fatto addormentare solo al seno?
      Penso che, come scrive Manuela Arenella, la nostra psicologa, il bisogno di contatto vada accolto, anche se con dolcezza bisogna fargli capire che è ormai grande e che non può più avere il seno. Prova a distrarlo con un gioco da fare insieme, vicini vicini, ma senza accettare queste manifestazioni. Ci vuole pazienza, ma vedrai che a poco a poco ce la farai!
      Tanti cari auguri per te e per la tua famiglia. E facci sapere come va!
      Annalisa Pomilio
      Redazione di noinonni.it

      Reply
  3. anna ha detto:
    11 Maggio 2016 alle 12:29

    ciao anch’io vivo un analoga situazione…ho allattato mio figlio al seno fino a sei mesi dopodiche l’ho svezzato togliendogli il seno del tutto, devo dire senza problemi o richieste da parte del bimbo. ha sempre preso il ciuccio ma solo per addormentarsi o nei momenti in cui non gioca e si mette sul divano con noi, o qnd siamo in macchina….ossia poche ore al giorno. qnd gioca non mi cerca ma nn appena mi chiede il ciuccio parte la sua mano in cerca del mio seno o di ql delle nonne o di chiunque lo tenga in braccio. io lavoro poche ore al giorno di mattina e lui in ql momento va all ‘asilo (sono 8 mesi che iscritto)senza ciuccio quindi nn presenta il”problema”. se nn ha il ciuccio nn cerca il contatto col seno anche se sta in braccio. E” da un annetto a questa parte (ora ha due anni) che cerchiamo di sviare qst atteggiamento che mi ha anche portato degli arrossamenti e intorpidimenti al seno…..siamo in procinto di provare ad avere un altro figlio e qst cosa, le devo dire che mi fa un po paura, temo che lui rivendichi il seno vedendomi allattare il fratellino o sorellina….ho provato a spiegargli che nn si fa, ho provato a dargli la manina che puntualmente sfila dalla mia per cercare il seno, ho provato a fargli credere di avere una bua (qnd effetivamente mi faceva male il seno a causa delle continue torsioni a cui lo sottopone) è stato piu delicato, anche in quel caso nn ha rinunciato al suo contatto…a volte lo sgrido perche sono esasperata. avevo pensato a qst punto di agire sul ciuccio….visto che lui collega ciuccio/seno…ma poi nn si addormenta e s’innervosisce….nn so piu come procedere….

    Reply
  4. anna ha detto:
    11 Maggio 2016 alle 12:30

    …ho allattato mio figlio al seno fino a sei mesi dopodiche l’ho svezzato togliendogli il seno del tutto, devo dire senza problemi o richieste da parte del bimbo. ha sempre preso il ciuccio ma solo per addormentarsi o nei momenti in cui non gioca e si mette sul divano con noi, o qnd siamo in macchina….ossia poche ore al giorno. qnd gioca non mi cerca ma nn appena mi chiede il ciuccio parte la sua mano in cerca del mio seno o di ql delle nonne o di chiunque lo tenga in braccio. io lavoro poche ore al giorno di mattina e lui in ql momento va all ‘asilo (sono 8 mesi che iscritto)senza ciuccio quindi nn presenta il”problema”. se nn ha il ciuccio nn cerca il contatto col seno anche se sta in braccio. E” da un annetto a questa parte (ora ha due anni) che cerchiamo di sviare qst atteggiamento che mi ha anche portato degli arrossamenti e intorpidimenti al seno…..siamo in procinto di provare ad avere un altro figlio e qst cosa, le devo dire che mi fa un po paura, temo che lui rivendichi il seno vedendomi allattare il fratellino o sorellina….ho provato a spiegargli che nn si fa, ho provato a dargli la manina che puntualmente sfila dalla mia per cercare il seno, ho provato a fargli credere di avere una bua (qnd effetivamente mi faceva male il seno a causa delle continue torsioni a cui lo sottopone) è stato piu delicato, anche in quel caso nn ha rinunciato al suo contatto…a volte lo sgrido perche sono esasperata. avevo pensato a qst punto di agire sul ciuccio….visto che lui collega ciuccio/seno…ma poi nn si addormenta e s’innervosisce….nn so piu come procedere….

    Reply
  5. Erika ha detto:
    1 Febbraio 2017 alle 09:20

    Salve vorrei un parere… Stessa difficoltà. Sono una ragazza madre di un bambino di tre anni che ha sempre dormito con me e allattato fino ai due anni. Adesso non riesco a levargli il vizio di mettere la mano nel seno non so proprio come fare per lui è diventata un’ossessione!

    Reply
    1. Annalisa Pomilio ha detto:
      2 Febbraio 2017 alle 09:39

      Cara Erika,
      capisco la tua difficoltà e immagino che tra te e il tuo bimbo ci sia un legame particolarmente forte, vista anche l’assenza della figura paterna. Ma il tuo bimbo va all’asilo? Queste manifestazioni sono cominciate in concomitanza con l’inserimento? Sono solo ipotesi, naturalmente, ma forse varrebbe la pena fare una riflessione sulla difficoltà che sta affrontando, e che lo porta a questo comportamento.
      Detto ciò, non posso che ripetere i consigli dati dalla dottoressa Arenella: non allontanare bruscamente il bambino ma cercare di distrarlo con un gioco, un’attività, qualcosa di diverso, evitando però che tocchi il seno e cercando piano piano di abituarlo a staccarsi da te. E, soprattutto, armarsi di pazienza, perché il percorso sarà graduale.
      Tanti cari auguri per te e per il tuo bambino
      Annalisa Pomilio

      Reply
  6. alessandra ha detto:
    25 Febbraio 2017 alle 13:17

    Salve ho mio figlio che ha 11 anni volevo chiedere è normale che un paio di volte è capito che quando lo sgrido lui si appoggia sul letto e si addormenta

    Reply
    1. Annalisa Pomilio ha detto:
      6 Marzo 2017 alle 09:57

      Gentile Mimmo,
      difficile rispondere alla sua domanda, ma se è successo solo un paio di volte penso che la cosa non debba preoccuparla eccessivamente. Magari il bambino si sente mortificato e malinconico, e stendendosi sul letto poi si lascia andare al sonno.
      In generale, però, quello che noi raccomandiamo sempre è di stare attenti, nello sgridare i bambini, a riprendere i singoli comportamenti sbagliati, evitando frasi che possano essere lette come una “svalutazione” complessiva.
      Forse può esserle utile in tal senso leggere l’articolo che trova a questo link:
      http://www.noinonni.it/1_filo-diretto/nonni-e-nipoti/le-regole-doro-delle-punizioni/
      Tanti cari auguri per il suo bambino
      Annalisa Pomilio
      redazione di noinonni.it

      Reply
  7. claudia 46 ha detto:
    15 Settembre 2017 alle 11:14

    gentile anna. le chiedevo in merito al distacco dal ciuccio. il nostro piccolo ha sempre avuto il suo ciuccio personalizzato e sinceramente non riesce a staccarsi, soprattutto di notte. esiste una metodologia consigliata per fagli dare questo passo in avanti? tenga presente che ha 2 anni e mezzo

    Reply
  8. Giorgia ha detto:
    13 Settembre 2019 alle 19:34

    Buonasera, leggendo le vostre domande voglio proporvi la mia solo per una semplice curiosità! La mia bimba ha due anni e poco più da quando aveva 7 mesi ha questa chiamiamola “mania” che quando si rilassa sul divano, o prima di addormentarsi di prendere le mani della mamma o della nonna o di chi ha accanto e premere freneticamente come per gioco la pelle che c’e In mezzo alle dita, praticamente dove ci sono i brevetti, e premerla! Ancora meglio quando trova il nervo allora lì è un piacere per lei ancora più grande! A volte diventa anche “fastidioso” e doloroso ma senza di questo non si addormenta! Non è molto semplice da spiegare ma vorrei capire cosa comporta questo gesto atto da un bambino! A volte è buffo ma sul serio a volte ho pensato eh quando la lascio all’asilo devo tagliarmi una mano! Grazie mille

    Reply
    1. Annalisa Pomilio ha detto:
      25 Settembre 2019 alle 17:00

      Gentile Giorgia,
      grazie per averci scritto.
      Molto bambini si addormentano stringendo qualcosa: si nono quelli che hanno un peluche, altri che non chiudono occhio senza la copertina preferita e se ne indicano perfino dei lembi nelle orecchie o nel naso, altri che si accarezzato le orecchie… A quanto ci scrive, il comportamento della sua bambina lo metterei quindi accanto a questi, e non ci sembra preoccupante: è un modo per richiedere una presenza costante accanto a lei nel momento in cui si addormenta, e forse pian piano le si potrebbe cominciare a togliere questa abitudine.
      Tanti cari auguri per per e per la sua bambina.
      Cordiali saluti
      Annalisa Pomilio
      noinonni.it

      Reply

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