Nonni sempre a disposizione!

Giornata di ferie, per la mia amica Francesca. Ferie che vogliono dire, come per tutti (o forse tutte?) pulizia della casa, commissioni e spesa. Ed eravamo proprio al supermercato insieme, per approfittare del giro tra gli scaffali per fare anche una piccola chiacchierata (bisogna cogliere ogni momento!) quando le arriva la telefonata: il marito di sua figlia è in ritardo, la babysitter deve andare via e la nonna deve darle il cambio e occuparsi dei due nipotini.
Quindi, pronti via: Francesca mi lascia il suo elenco della spesa, pregandomi di completarla per lei, e corre.
Io, figuriamoci, lo faccio più che volentieri; ma intanto penso: ma è proprio giusto dare sempre per scontata la disponibilità della nonna?
Francesca lavora ancora, con un orario lungo e impegnativo; il sabato e la domenica, quando è a casa, si occupa sempre deie nipotini, per lasciare un po’ liberi i genitori, oltre a preparare i classici pranzi domenicali per chi arriva, tra figli e compagne del figli.
Lei è ben felice di farlo ma, visto dall’esterno, la mia sensazione è che tutto questo venga dato per scontato: la mamma/nonna c’è, è ben felice di occuparsi di tutto, e nessuno pensa che forse ogni tanto le farebbe bene riposarsi un po’.
Però,… è un destino comune a tante mamme/nonne. Certo, quando ci siamo dentro, nella nostra vita quotidiana, non lo percepiamo, trascinate da quell’amore e quella dedizione alla famiglia che ha guidato gran parte di noi per tutta la vita; riusciamo a vederlo solo nelle altre, in cui ci riflettiamo come in uno specchio. Però… ogni tanto fermiamoci a riflettere, e impariamo a dire qualche no. Fa bene a noi, ma penso che faccia bene anche ai nostri figli!

I secondogeniti sono più liberi, più indipendenti e con meno problemi; i primogeniti hanno alcune caratteristiche dei figli unici: più attenzioni (nel bello e nel brutto) e aspettative che li caricano di più responsabilità. Questo per quanto riguarda la mia esperienza.
Proprio così, Maria Rosa. Grazie per aver condiviso con noi la tua riflessione!
Annalisa Pomilio
noinonni.it
Io ero una nonna a tempo pieno: mio figlio e mia nuora lavoravano tutto il giorno e io mi curavo con immenso piacere di Leonardo dalle 7 alle 19 da quando aveva 8 mesi fino ai 5 anni. Non l’ abbiamo mandato neanche al nido. Con la piccolina non ho potuto farlo perché purtroppo mi era stato diagnosticato il Parkinson e quando è nata eravamo in pieno COVID; mi dispiace tantissimo perché lei, che comunque è attaccata tantissimo a me, è dovuta andare al nido già a un anno, con tutto il carico di pianti e influenze periodiche. Io andavo a prenderla alle 16 e stava abbracciata a me fino alle 19. Adesso li vedo solo nel fine settimana, li copro di baci e gli dico quanto li amo, gioco con loro ma poco perché il Parkinson avanza inesorabilmente. Loro sono la mia gioia, sono felice di aver dedicato la mia vita prima ai miei 3 figli e poi a loro, la mia famiglia è il mio mondo mi dispiace solo essere diventata un peso…
Maria Rosa, siamo addolorati per la sua malattia, ma siamo certi che lei non sia un peso e non lo sarà mai: ha dato e dà ancora tanto amore e questo si sente dalle sue parole. Le facciamo tantissimi auguri affettuosi di buone feste e che possa avere ancora tanti anni di serenità
Annalisa Pomilio
noinonni.it