La leggenda della lucciola

Tanto tempo fa le lucciole erano insetti di colore nero. Non uscivano dalle loro tane di notte, ma di giorno, quando c’era tanta luce.
Una sera però una lucciola che non riusciva a dormire sentì uno strano richiamo. A chiamarla era una piccola libellula che si era ferita a un’ala e non riusciva più a tornare a casa: aveva bisogno di aiuto!
Era una notte di luna piena, e l’astro con il suo chiarore illuminava bene il bosco, quindi la lucciola si avventurò fuori dalla tana, accorse dov’era la libellula, se la caricò sul dorso e cominciò a volare verso la sua casa.

All’improvviso, una nuvola coprì la luna e il bosco piombò nuovamente nell’oscurità.
La lucciola non riusciva più a orientarsi e cominciò ad avere paura. A un certo punto, sentì un rumore: era l’acqua dello stagno che si muoveva.
Ora aveva capito dove si trovava; però subito dopo, ecco un gracidio minaccioso: era una rana, pronta a fare un solo boccone di lei e della povera libellula.

La lucciola cercò di allontanarsi più velocemente che poteva, ma ormai tra il buio e la paura aveva perso la direzione e le pareva che il gracidio, invece di allontanarsi, si avvicinasse.
Se almeno avesse trovato un nascondiglio! Ma nulla: nelle tenebre, non riusciva proprio a capire dove poteva rifugiarsi!

Proprio a questo punto, per fortuna, una folata di vento spinse via le nuvole e la luna riapparve i tutto il suo splendore. La libellula in un lampo capì dove si trovava e, con un rapido cambio di direzione, riuscì a sfuggire alla rana e a portare in salvo la libellula.

La luna dall’alto vide tutto e ammirò il coraggio e la generosità della lucciola. Decise allora di farle un regalo: le donò un po’ della sua luce, perché non corresse più pericoli.
Da quel giorno, le lucciole, grazie alla luce che emanano, poterono uscire anche di notte e non correre il rischio di finire nelle fauci dei loro predatori!

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