La leggenda del vischio

Secondo una leggenda del lontano Nord, un tempo, il vischio non aveva le bacche perlacee che sono oggi la sua caratteristica. Ecco come si sono formate.

Il vischio era la pianta sacra di Frigga, la dea dell’amore, moglie del dio Odino e madre di Balder, il dio del sole. Balder era un giovane forte e buono e per questo era amato da tutti.

Frigga aveva però anche un altro figlio, Loki, il dio del male, che era molto geloso e invidioso dell’amore che il popolo aveva per suo fratello. Per questo voleva ucciderlo.

Una notte Balder sognò che un grave pericolo lo minacciava. Raccontò il suo sogno alla madre e Frigga si spaventò moltissimo. Allora andò dall’Aria, dal Fuoco, dalla Terra, dall’Acqua, da tutti gli animali e da tutte le piante e si fece promettere che nessuno avrebbe fatto del male a suo figlio. Così pensava che Balder sarebbe stato al sicuro: non poteva capitargli nulla di male, né sopra né sotto terra.

Loki però sapeva che c’era una pianta alla quale Frigga aveva dimenticato di rivolgersi. Questa pianta non viveva né sulla terra né sotto terra, ma su un albero di quercia. Era il vischio. Così Loki fece una freccia di vischio e la diede a Hoder, il dio cieco dell’inverno, che la tirò colpendo Balder. Il dio del sole morì, il cielo si oscurò e tutte le cose sulla terra e in cielo piansero per la morte del dio.

Per tre giorni tutti gli elementi cercarono di riportare in vita Balder, ma invano. Frigga, disperata per la morte di suo figlio, iniziò a piangere sul suo corpo. Le lacrime della dea a contatto con il vischio si trasformarono in bianche bacche perlacee, che magicamente riportarono in vita Balder.

Per la contentezza di aver riavuto suo figlio, Frigga baciò chiunque passasse sotto l’albero su cui cresceva il vischio.
Da allora, la dea fa sì che a chi passa sotto il vischio non possa capitare nulla di male: solo un bacio!

 

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