Nonna Annalisa racconta – Babysitter per tre giorni

E mi sono ritrovata con la spalla a pezzi. Certo, non è colpa della mia nipotina. Era già piuttosto malmessa, con tutte le ore al computer di anni e anni di lavoro. E poi, me la sono cercata: l’ho sempre detto, da mamma, che non bisogna prendere i bambini in braccio alla prima protesta, che non bisogna farli addormentare in braccio, che sono solo vizi… Ma ora, da nonna, la prospettiva è completamente cambiata: come non godermi ogni istante? Come rinunciare al piacere di sentire quelle braccine strette a me, di vedere quegli occhietti che piano piano cedono al sonno – non senza lottare, come di dovere, per cercare di resistere a dispetto della stanchezza.

Insomma, sì, l’ho fatto: ho fatto tutto quello che non si dovrebbe. E ho scoperto che le mie spalle non reggono tre giorni di babysitter a tempo pieno: l’età si è fatta sentire, eccome.
In compenso, c’è stato anche un effetto di flashback insospettato: in certi momenti, mi sono sentita tornare indietro nel tempo, e ho scoperto che stavo ripetendo gli stessi gesti di quando ero la mamma delle mie bambine, da piccole. Gesti che pensavo di aver dimenticato e che sono veri piccoli “miracoli” di equilibrio, di cui sono stata molto fiera (ma di cui le mie povere articolazioni, già irrigidite, mi hanno poi presentato il conto!). Per esempio, preparare il biberon con una sola mano, tenendo sull’altro braccio la piccola: un vero esercizio di equilibrio (e di forza!) che tanti anni fa facevo a occhi chiusi. Cambiare il pannolino tenendo ferma con una mano una bimba che sembra un’anguilla ben decisa a scappare dovunque. Sdraiarsi insieme a lei sul tappeto per giocare insieme, e scoprire che alzarsi da terra richiede molto più impegno di un tempo. Ballare con lei in braccio, per strapparle quelle irresistibili risatine un po’ gorgoglianti per le quali sono disposta a tutto. Cullarla tra le braccia passeggiando e canticchiando sottovoce per farla addormentare, nella speranza di riuscirci presto e resistendo mentre la spalla inizia a protestare…
Eppure, tutto questo ha iniziato a mancarmi appena poche ore dopo essere tornata a casa, e ho cominciato a contare le ore che mancano al prossimo “babysitteraggio”… quando sarò molto più saggia e penserò un po’ anche alla mia spalla!
Nonna Annalisa

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