Noi Nonni

Tutti i pregi dell’acqua!

donna-beve-acqua-Victorrustle-_-DreamstimeOrmai molti di noi hanno l’abitudine di bere acqua in bottiglia invece dell’acqua che esce dal rubinetto di casa. Ma quale comprare? Quella naturale o quella frizzante? Ed è vero che l’acqua frizzante aiuta a digerire? E che fa dimagrire?

Bere aiuta a mantenere il peso forma

Bere, cioè fornire al nostro corpo la giusta idratazione, ci aiuta anche a dimagrire. E questo non perché l’acqua ci dia più o meno calorie: tutte le acque, sia quelle naturali sia quelle frizzanti (a meno che non siano aromatizzate o dolcificate in qualche modo) hanno un contenuto calorico pari a zero. Però è vero che bere la giusta quantità di acqua ci aiuta a non rendere peso.
È la conclusione a cui è giunta una ricerca condotta dall’Università di Michigan (USA) sula salute e gli stili di vita negli Stati Uniti: chi è idratato in modo corretto ha un Indice di Massa Corporea minore di chi beve poco. Insomma, ha meno probabilità di ingrassare e può mantenere più facilmente il peso forma!

Le caratteristiche dell’acqua frizzante

Iniziamo subito col dire che dal punto di vista dell’apposto calorico (pari a zero) e della capacità di idratare, i due tipi di acqua, naturale e frizzante, si equivalgono perfettamente.
Però l’acqua frizzante contiene una certa quantità di anidride carbonica che la rende più gradevole al gusto, ma può accentuare eventuali problemi di gonfiore addominale. Quindi è bene in generale alternare l’acqua frizzante a quella naturale, soprattutto quando fa caldo e si beve molto.

D’altra arte, non bisogna demonizzare l’acqua frizzante perché è vero che, in quantità non eccessiva, favorisce la digestione, proprio perché l’anidride carbonica ha anche l’effetto di dilatare leggermente le pareti addominali.
Inoltre, se dovete affrontare lunghi viaggi, il nostro consiglio è quello di portare con voi dell’acqua frizzante, che aiuta a combattere la sonnolenza (pericolosa soprattutto alla guida) e  a combattere la disidratazione, che può provocare dei cali di attenzione. Potete berne ogni tanto un po’, anche per evitare di sovraccaricarvi di caffè!

Quale acqua?

Un altro consiglio è quello di leggere le etichette delle acque che acquistiamo. Dicono molto, ed è difficile per i “non addetti” interpretarle. Il trucco è però quello di guardare il valore del residuo fisso, che indica la duretta dell’acqua e la quantità di sodio che contiene.
L’acqua con residuo fisso pari o inferiore a 50 mg per litro (mg/l) è definita “leggera”, perché è povera di sodio e di sali minerali, e quindi stimola la diuresi (cioè ci fanno fare molta pipì, il che un bene).

Sono invece chiamate acque oligominerali quelle che hanno un residuo fisso entro i 500 mg/l. Sono acque che contengono poco sodio e pochi sali minerali, quindi vanno bene come acque da consumare in casa, possibilmente alternandole con quelle oligominerali.
Se questo valore è superiore a 500 mg/l, l’acqua è ricca di sali minerali (calcio, zolfo, ferro, magnesio…) e quindi va consumata con moderazione, alternandola alle acque più leggere.

Infine, se il residuo fisso supera i 1500 mg/l si parla di acque curative, che dovrebbero essere consumate dietro consiglio del medico.

Alcuni consigli

Ci sono poi alcuni disturbi che possono consigliare di consumare un tipo di acqua invece di un’altra. Ecco alcuni consigli-base (ma è meglio sentire sempre il medico per indicazioni più specifiche!).

  • Chi soffre di calcoli renali o di renella deve stare attento al contenuto di calcio dell’acqua e preferire acqua oligominerale (e bere parecchio, anche più dei due litri di acqua al giorno raccomandati)
  • non è vero che le acque ricche di calcio facciano bene a chi soffre di osteoporosi; per loro, per “fare scorta” di calcio, è bene seguire le indicazioni del medico e prendere i farmaci prescritti da lui.
  • Non è vero che le acque povere di sodio aiutino chi ha problemi di ritenzione idrica o di ipertensione. Anzi, in entrambi i casi (e soprattutto se la ritenzione idrica è dovuta a problemi cardiaci) è bene seguire le indicazioni del medico.

 

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