Genitori “over 40”: diversi da quelli della nostra generazione?

È forse uno dei fenomeni più rilevanti degli ultimi anni: vedere dei genitori “over 40” con bimbi piccoli. Complice la crisi economica, le esigenze di un lavoro sempre più precario e che comunque richiede una dedizione (anche in termini di tempo) sempre maggiore, molte coppie ritardano il momento di avere figli.

Si diventa genitori sempre più tardi

Negli ultimi anni, quasi il 9% dei bambini è nato da una mamma di più di 40 anni, e il numero di donne che è diventata mamma per la prima volta a quell’età ha raggiunto quello di chi ha avuto  il primo figlio a meno di 25 anni, con un’inversione di tendenza sicuramente significativa. E sono dati che continuano a crescere.
Per noi nonni è un fenomeno del tutto nuovo. Io ricordo mia madre, diventata mamma a 33 anni, che diceva di essere una “mamma anziana”. Oggi, certo, la percezione dell’età è completamente diversa: noi avevamo una gran voglia (forse eccessiva) di crescere, di diventare adulti e anche di assumerci gli oneri e le difficoltà che questo comportava, mentre i nostri figli, complice anche un modo del lavoro sempre più difficile che impedisce loro di uscire di casa troppo presto, spesso continuano a sentirsi “ragazzi” a un’età in cui noi ci saremmo sentiti assolutamente uomini e donne ormai perfettamente maturi e pronti ad affrontare il mondo.

I genitori di ieri… 

Ma, tornando ai genitori: questo comporta delle differenze nel rapporto con i bambini? Per la mia esperienza, certamente sì, ma devo dire che sono differenze positive. Noi (almeno, questa è la mia esperienza), diventati mamme e papà subito dopo aver finito gli studi e appena abbiamo cominciato a lavorare, siamo quasi cresciuti insieme ai nostri figli, che nel bene e nel male ci hanno seguito in tutte le tappe della nostra vita, personale e professionale. E certo, abbiamo affrontato tutto sempre con un atteggiamento “da giovani” e cioè (con lo sguardo di oggi) sottovalutando pericoli e fatiche, sicuri che comunque “ce l’avremmo fatta”. Insomma, la nostra vita si è “impastata” con quella dei figli, diventando un tutto indissolubile con la loro… almeno finché non c’è stato l’inevitabile distacco e i figli hanno preso la loro strada.

… e quelli di oggi

I genitori più maturi di oggi arrivano invece spesso ad avere figli quando la loro vita, almeno quella professionale, si è ormai assestata su binari abbastanza stabili. Ed è sicuramente una scelta più consapevole. Sanno più di noi (o almeno più di me quando sono diventata mamma) che cosa comporta: ricordo che, quando ero incinta della mia prima figlia, molto desiderata e sognata, immaginavo più o meno che avrei avuto a che fare con una bambola…
I genitori di oggi sono più preparati, sono talvolta anche pronti a sacrificare a questa scelta una parte della loro carriera (magari più le mamme dei papà…) e in molti casi hanno anche una maggiore disponibilità economica. E questo significa maggiore pazienza, più tranquillità, potersi permettere una babysitter qualche ora in più, ma anche maggiore consapevolezza dei propri limiti, essere disposti a farsi aiutare in modo concreto senza lanciarsi in donchisciotteschi e faticosissimi programmi pensando di “farcela”.
Viceversa, forse per loro i figli sono meno un’”avventura”, come è stato per noi: spesso hanno la consapevolezza che resteranno figli unici, e la maggiore disponibilità economica fa sì che in molti casi siano disposti a spendere molto per loro. Per i bambini, essere figli di una coppia meno giovane può significare talvolta sia dover rispondere ad aspettative molto “alte” dei genitori, sia avere un rapporto diverso, più lontano, con i nonni, che sono inevitabilmente più avanti negli anni e non possono garantire il supporto che avrebbero potuto offrire se fossero approdati alla nonnità qualche anno prima.

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