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Artrosi? Colpisce anche il pet!

Anche i nostri amici cani e gatti possono andare incontro ad artrosi, ovvero alla malattia degenerativa progressiva che colpisce le articolazioni, quando le cartilagini articolari vanno incontro a usura.
Per intendersi in maniera semplice, può essere utile fare l’esempio di un ingranaggio: se non viene lubrificato a dovere o se i capi non combaciano alla perfezione, l’ingranaggio avrà dei problemi di funzionamento, più o meno gravi.

Ebbene, è all’incirca questo ciò che accade alle articolazioni, proprio come accadrebbe a un altro qualsiasi ingranaggio meccanico.

Non solo nell’animale anziano…

Sebbene nell’immaginario collettivo l’artrosi sia più facilmente associata all’età avanzata, nel cane e nel gatto essa può insorgere anche indipendentemente dall’età ed è possibile riscontrarla anche nei giovani, qualora siano presenti problemi ortopedici sottostanti, come ad esempio le displasie di anca e gomito, dove l’artrosi si innesca secondariamente.
Nelle razze a rischio, che il veterinario saprà senz’altro individuare, sarà opportuno effettuare visite e opportune valutazioni radiologiche per poter emettere una diagnosi precoce e intervenire adeguatamente.
Con elevata frequenza, comunque, l’artrosi si riscontra in soggetti adulti o anziani e nei cani di taglia grande-gigante, ancor più se l’animale (cane o gatto che sia!) è in sovrappeso o addirittura obeso.

I sintomi: che cosa osservare

Oltre alla tendenza a voler scaricare il peso dall’arto interessato, fino a una vera e propria zoppia, si potranno notare anche altri segni come irrigidimento e riluttanza al movimento.
Come accorgersene? Soprattutto al primo stadio del problema è importante porre attenzione ad alcuni possibili segni “indiretti” del dolore articolare: un cane abitualmente molto attivo, ad esempio, mostrerà meno interesse quando prenderete il guinzaglio per portarlo a spasso, o farà fatica a saltare nell’automobile alla volta dell’abituale gita domenicale. Allo stesso modo, un gatto che prima amava le grandi altezze e spiccava salti da una parte all’altra della casa, lo farà molto meno del solito.
Come comportarsi? Di fronte a questi sintomi, la prima cosa da fare sarà identificarne la causa con una diagnosi di certezza, dopo un’accurata valutazione ortopedica effettuata dal veterinario.

La terapia

L’obiettivo del trattamento deve essere quello di ridurre il dolore e contenere l’inevitabile progressione del processo artrosico.
L’approccio terapeutico ideale è senz’altro quello “multimodale”, dove la riacutizzazione dei sintomi viene gestita con l’impiego di farmaci (prevalentemente antinfiammatori non steroidei a uso veterinario), in combinazione a un corretto stile di vita, con movimento “controllato” e dieta equilibrata, onde evitare il sovrappeso.
Molto utili la fisioterapia e l’agopuntura, nonché gli integratori alimentari ad effetto condroprotettivo.
In ogni caso, affidarsi al veterinario ed evitare il fai-da-te!

Dr.ssa Arianna Del Treste, Medico Veterinario

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