Fine dell’anno: i nostri auguri per tutti i bambini del mondo

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Fine dell’anno, tempo di feste, ma anche di bilanci e di auguri. E allora, che augurio possiamo fare noi nonni ai bambini, ai nostri nipotini ma anche a tutti i bambini del mondo?
Certo, in primo luogo che siano al riparo dalla sofferenza: che stiano bene, che siano al riparo da quelle malattie che quest’anno ci hanno fatto riscoprire tragicamente la nostra fragilità, dopo un lungo periodo in cui ci sembrava di avere armi efficaci almeno contro virus e batteri. Ma anche che non abbiano a soffrire di quelle privazioni dovute a problemi economici che fino a ieri  sembravano lontane a gran parte di noi e che oggi riguardano una fetta sempre più ampia delle famiglie italiane.

Questo certo è l’augurio-base. Ma poi ci sono tante altre cose che noi nonni desideriamo e auguriamo ai nostri nipotini. Che possano sentirsi sempre circondati da quell’affetto che è il vero nutrimento dell’anima. Che possano vivere non solo lontani dalle guerre che insanguinano tante aree del pianeta, ma in un mondo che abbia trovato la pace. Che imparino la tolleranza e il rispetto verso gli altri, anche verso chi viene da una cultura diversa dalla nostra, e che possano vivere in una società che garantisca questi valori. Che crescano sicuri di sé, ma senza arroganza. Che imparino a esprimere i propri sentimenti e a “gestirli”, sia quelli positivi sia quelli negativi, senza nasconderli ma anche senza lasciarsene travolgere. Che possano continuare a stupirsi e ad aver voglia di scoprire e di imparare per tutta da vita, perfino quando avranno la nostra età. Che non smettano mai di porsi (e porre) domande, anche quelle fondamentali della nostra esistenza, e che non si accontentino mai di risposte banali o scontate…
E poi, l’augurio più importante di tutti: che possano immaginare liberamente la propria vita, che possano sognarla e che riescano a realizzare il loro sogno, senza arrendersi davanti alle difficoltà.

E per noi nonni? L’augurio più bello è quello di poter continuare ad avere “le braccia piene”, di poter stringere al cuore i figli e i nipoti, ma anche gli amici e in generale le persone care, di poter continuare a distribuire amore, senza preferenze, con attenzione, rispetto e soprattutto con la gioia del dono che non ha bisogno di essere ricambiato perché da solo riempie il cuore.

 

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