Nasce un nipotino: le prime settimane

E dopo la grande emozione della nascita, la paura e la gioia… arriva il ritorno a casa e le prime difficoltà dei genitori. Certo, problemi delle mamme (e anche dei papà), ma succede che le nonne siano chiamate in causa, per consigli che è difficilissimo dare (ma quante cose sono cambiate dai nostri tempi?), ma soprattutto per un sostegno, un incoraggiamento.

Cominciamo dai consigli. Certo, molte di noi (parlo alle nonne, che in questa fase sono in genere più coinvolte dei nonni) sono piene di buone intenzioni e si dicono che li daranno solo se richiesti. Ma poi succede che vediamo le mamme un po’ in difficoltà, impaurite dalla prospettiva di “non farcela”, che il loro latte non basti; le vediamo provate dalle notti in bianco, passate a cercare di placare un aquilotto affamato; talvolta piene di sensi di colpa, convinte che se non hanno abbastanza latte non siano buone mamme… e ci viene naturale! Niente di grave se abbiamo un rapporto disteso e sereno con figlia/nuora; più difficoltoso se i rapporti sono un po’ più distanti e formali.
In ogni caso, la parola d’ordine è rassicurare: il bimbo/la bimba cresce bene, ogni tanto l’aggiunta di latte maternizzato va bene, non significa essere una cattiva mamma, si può continuare ad allattare lo stesso, alternando se serve seno e biberon… E possiamo ricordare di quando eravamo noi alle prese con gli stessi problemi, raccontando le “strategie” che avevamo imparato ad adottare per arginare un pianto, per guadagnare un’ora di sonno. Non consigli, ma ricordi condivisi: un bel modo per rafforzare il legame.

Poi, aiutare con discrezione. Oggi nessuno sembra dare più importanza al puerperio, le fatidiche sei settimane che una volta erano un tempo sospeso, il periodo che l’antica saggezza concedeva alla mamma per riassestarsi fisicamente e psicologicamente, superare quelle “tempeste ormonali” che dopo il parto provocano una leggera e passeggere depressione, trovare un proprio ritmo di vita con il bimbo/bimba. Eppure il puerperio esiste, e noi nonni sappiamo che il primo mese è particolarmente delicato e che un piccolo aiuto ci vuole.
Certo, i neogenitori vorrebbero fare tutto da soli, ed è giusto così. Anzi, è bellissimo. È bellissimo vedere tanti papà di oggi darsi da fare, pieni di premure, a cambiare i pannolini, a ninnare il loro bimbo/bimba per farlo addormentare. Ma anche a cucinare, fare la spesa… Tutte cose che, siamo onesti, gran parte dei papà dei nostri tempi non faceva.
Però poi ci accorgiamo che ogni tanto serve anche una mano dalla nonna. Diamola, ma senza essere invadenti e senza farla pesare: è un piacere per noi e non solo un aiuto per loro; diciamoglielo. E non una mano solo per ninnare i bambini e per cambiarli; aiutiamoli portando qualche piatto cucinato, magari un po’ speciale, di quelli che loro ora non hanno più il tempo di preparare; proponiamo di fare una lavatrice, di stirare qualcosa, di sistemare la cucina… senza imporci, senza voler invadere i loro spazi, senza far loro intendere che pensiamo che non ce la facciano, che non siano all’altezza. Aiutiamoli spedendoli a fare un riposino mentre noi ci godiamo il nipotino o la nipotina con una bella passeggiata all’aperto, che fa bene anche a noi. E approfittiamo di questo tempo per costruire un rapporto di confidenza, per stringere quei legami che poi ci legheranno anche ai nostri nipotini, e insomma… per ridefinire i ruoli familiari, com’è giusto che sia quando si inizia una grande avventura come la nascita di un bimbo o di una bimba.

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