I neuroni specchio: i bambini imparano da noi!

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Sono stati dei ricercatori italiani, negli anni ‘90, a scoprire, studiando i macachi, un sorprendente nuovo tipo di neuroni, che chiamarono “neuroni specchio”.
Si tratta di cellule nervose che si attivano sia quando osserviamo un’azione compiuta da altri, sia quando dobbiamo compierla noi stessi.
La scoperta ha avuto grandissime implicazioni perché ha permesso di gettare un po’ di luce sui processi, complessi e ancora in parte misteriosi, attraverso i quali apprendiamo. E, come è immaginabile, dagli anni ’90 gli studi su questi neuroni sono continuati, portando a sempre nuove scoperte. Per esempio, a quella che già a tre anni i bambini sono in grado, grazie a questi neuroni, di capire gli altri, prevedendo quasi la successione di azioni che stanno per compiere.
A questa conclusione è giunto uno studio nato dalla collaborazione tra Giacomo Rizzolatti dell’Università degli Studi di Parma (il “padre” della scoperta dei neuroni specchio) e il gruppo di ricerca dell’Università Cattolica di Milano coordinato da Antonella Marchetti. Uno studio importantissimo perché ha dimostrato che i bambini già così piccoli sono in grado non solo di mettersi sulla “lunghezza d’onda” di coloro con cui vengono a contatto, ma addirittura di indovinarne le intenzioni e anticiparne i movimenti.
Ma come si è giunti a questa scoperta? Tutto nasce dall’osservazione di un piccolo muscolo, il muscolo miloioideo, che serve per aprire la bocca. I bambini oggetto dello studio attivavano questo muscolo qualche millesimo di secondo prima di afferrare un boccone per metterlo in bocca, mentre non lo attivavano quando dovevano afferrare un pezzo di carta, cioè afferrare qualcosa e spostarlo, ma non per metterlo in bocca.
Fin qui tutto normale, direte voi, anche se l’attivazione del muscolo prima di doverlo effettivamente usare per mettere in bocca un boccone è già una scoperta, perché implica nei bambini una pianificazione delle azioni da compiere per arrivare a un determinato scopo.
La scoperta vera è però che questo muscolo si attiva anche quando i bambini osservano un ricercatore compiere gli stessi gesti di afferrare un boccone per mangiarlo. Tuttavia, nei bambini più piccini questa reazione avviene un po’ più lentamente rispetto ai bambini un po’ più grandi di 6-9, perché questa capacità di “imitazione” e di “previsione” si affina via via con la crescita. Ma è una capacità importantissima, perché è quella che consente ai bambini di imparare attraverso l’esperienza e di costruirsi una rete di relazioni sociali fondamentali per la vita. Ed è anche un monito per genitori, nonni, educatori e tutti coloro che seguono la crescita dei piccoli: non dimentichiamo mai che imparano da noi, osservandoci e imitandoci. E che le loro capacità di osservazione e di imitazione sono estremamente sviluppate, anche al di là di quello che possiamo immaginare.

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