Festeggiamo la Giornata mondiale dei nonni e degli anziani

©prostooleh – Magnific.com

Istituita da Papa Francesco nel 2021, la Giornata Mondiale dei Nonni e degli Anziani, che quest’anno si celebrerà domenica 26, è un appuntamento importante per tutti noi giunti alla soglia della fatidica “terza età”.
La data scelta – la quarta domenica di luglio – è simbolica: è la domenica più vicina alla festa dei santi Gioacchino e Anna, i nonni di Gesù, e quest’anno anzi coincide proprio con questa festa!
Una giornata che ci invita a una riflessione su di noi e sul nostro ruolo nella società, sulla scorta del versetto del profeta Isaia scelto da Papa Leone XIV come filo conduttore per questa ricorrenza: “Io invece non ti dimenticherò mai” (Is 49,15), un richiamo non solo a prendersi cura degli anziani anche quando sono in situazione di fragilità e di difficoltà, ma soprattutto a dispensare loro amore e tenerezza, riconoscendone il ruolo prezioso di radici e memoria.

Si tratta di un monito prezioso anche per noi nonni, noi “senior” giunti all’età della pensione che spesso ci troviamo in prima linea nell’accudimento dei “grandi vecchi”, i nostri genitori. E a questo compito se ne affiancano altri: basta pensare che a noi è spesso affidata una buona parte del welfare, dall’aiuto economico ai figli all’accudimento dei nipoti, fino al sostegno delle associazioni di volontariato che sopperiscono a situazioni di disagio economico e sociale e costituiscono un fondamentale tessuto di assistenza dei territori italiani.
Compiti importanti e sicuramente talvolta anche gravosi, ma che ci permettono di continuare a sentirci attivi e utili anche una volta finita la nostra attività lavorativa.

D’altra parte, è cambiato proprio lo sguardo con cui noi, giunti nella terza età, guardiamo a noi stessi e alla nostra vita: non più come a una fase di ripiegamento e di tranquillità, com’era fino a non molti anni fa, ma a una nuova stagione, in cui rallentare certo, cercando ritmi e impegni più a nostra misura, ma da vivere e da assaporare pienamente.
Non sempre questo passaggio è facile: bisogna trovare un nuovo equilibrio per un invecchiamento che riesca a mettere d’accordo il desiderio di libertà, di leggerezza e di “rallentamento” con la necessità di far fronte a esigenze che arrivano dall’”esterno”, e in primo luogo dalla famiglia, compresa quella di accompagnare il declino dei nostri genitori, consapevoli del loro valore di custodi della memoria, con tutto l’amore e la dedizione di cui siamo capaci, ma tenendo anche lo sguardo volto al futuro per tenere a bada l’inevitabile malinconia.

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