Una fotografia dei “senior” in una ricerca di Osservatorio Senior

coppia senior che scatta un selfie
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I “senior” italiani, cioè quella fascia di persone che hanno superato i 65 anni, lungi dal guardare al traguardo della “pensione” come a una fase di ripiegamento e di tranquillità, considerano quest’età una nuova stagione della vita, in cui rallentare certo, cercando ritmi e impegni più a propria misura, ma da vivere e da assaporare pienamente.
Si tratta di una nuova percezione di sé, certamente diversa da quella delle generazioni passate, a cui corrisponde anche un oggettivo impegno sociale che vede i “nonni” in prima linea su diversi fronti, da quello familiare a quello del volontariato. Anzi, l’apporto dei senior è prezioso e a loro è spesso affidata una buona parte del welfare, dall’aiuto economico ai figli all’accudimento dei nipoti e dei “grandi vecchi”, fino al sostegno delle associazioni di volontariato che sopperiscono a situazioni di disagio economico e sociale.

È il risultato di delle recente ricerca “Il contributo sociale dei senior over 65” condotta da Osservatorio Senior in collaborazione con Fondazione Ravasi Garzanti, che mette a fuoco con chiarezza alcuni aspetti rilevanti del modo in cui noi senior viviamo questa nostra terza età.

Il primo aspetto è demografico: oggi arriva al traguardo dei 65 anni la generazione del “baby boom”, gli anni della maggiore crescita demografica, che ora, grazie al generale allungamento della vita media, può sperare di avere davanti ancora diversi anni di via autonoma.
A questo dato demografico corrisponde il fatto che i senior, anche dopo la pensione, continuano a dare un grande contributo alla vita sociale, economica, culturale, ma desiderano farlo con modalità che sentono appropriate alle specificità della propria fase di vita. La ricerca, una volta finito l’impegno lavorativo, è quella di un nuovo equilibrio per un “invecchiamento attivo” che riesca a mettere d’accordo il desiderio di libertà e di autonomia con la necessità di far fronte a esigenze che arrivano per così dire dall’esterno, in primo luogo dalla famiglia.
Insomma, se da un lato i senior non vogliono sentirsi messi nell’angolo e inutili, come avveniva spesso nelle generazioni passate, dall’altro non vogliono ritrovarsi con un carico di impegni e obblighi che vincolano: va bene di sentirsi attivi, ma anche liberi, con ritmi più consoni alle esigenze di ognuno.
Difficile?  Sì, anche perché con l’avanzare dell’età ognuno di noi senior deve fare i conti con i limiti legati al proprio stato fisico; ma a bilanciare questo c’è il desiderio – e la soddisfazione – di continuare a sentirsi parte viva di un contesto sociale pieno e soddisfacente.

È possibile scaricare il report completo della ricerca da questo link: Il contributo sociale dei senior over 65

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