Gravidanza e animali: facciamo chiarezza

donna-incinta-gatto_Selenka-_-Dreamstime.comPrendersi cura di un animale durante a gravidanza comporta il rischio di contrarre qualche malattia pericolosa per la mamma o per il bimbo? Ma no! L’importante, come sempre, è seguire le corrette norme igieniche. Ce ne parla la nostra consuente, la veterinaria Arianna Del Treste (Ambulatorio “Medicine Non Convenzionali”, Roma, via Norico, 9, arianna.del.treste@gmail.com).

Spesso si sente dire che avere cani e gatti in casa rappresenta un rischio per le donne in gravidanza.
Questa demonizzazione sommaria è frutto di una notevole disinformazione sull’argomento e può costituire un pericoloso incentivo all’abbandono animale.
Ebbene, sfatiamo qualche falso mito…

Il gatto e la toxoplasmosi 

La Toxoplasmosi è una malattia infettiva trasmessa dal protozoo Toxoplasma Gondii. Chiariamo innanzitutto che questa patologia non ha nulla a che fare con il cane, ma riguarda soltanto il gatto, che ne rappresenta l’ospite definitivo e che può eliminare il Toxoplasma con le feci.
Di qui, l’inevitabile allarmismo che ruota intorno al povero felino durante i nove mesi della gestazione della donna. Ma quanto c’è di vero? Come bisogna comportarsi?

È vero che l’ingestione di oocisti di Toxoplasma gondii durante il primo trimestre può determinare aborto, ma affinché questo accada è necessario non solo che il gatto sia infetto, ma anche che la futura mamma ingerisca le oocisti dalle feci del gatto. Giudicate voi se vi sembra così probabile che queste due evenienze si verifichino in contemporanea!

Il gatto domestico, poi, solitamente non si ciba più di uccellini o roditori a loro volta infetti, bensì di crocchette controllate che non presentano alcun rischio di contagio; inoltre, se un gatto ingerisse le oocisti, le eliminerebbe solo per circa 15 giorni, e una sola volta nella vita.

Certamente però, se una donna incinta ha un gatto in casa, è bene che la pulizia della lettiera sia accurata e soprattutto quotidiana (il rischio di contagio aumenta se le feci stazionano per più di 2-3 giorni), e che la pulizia venga rigorosamente effettuata con i guanti o, meglio, delegata a qualche altro membro della famiglia.

Aggiungete anche che si è altrettanto a rischio di contrarre questa patologia semplicemente ingerendo ortaggi lavati male, carni crude o poco cotte “a cuore” (le oocisti si eliminano solo con una buona cottura), o insaccati.

Inoltre, un’elevata percentuale di persone entra in contatto con il Toxoplasma senza sviluppare clinicamente la malattia, ma acquisendo così un’immunità permanente alla Toxoplasmosi. A inizio gravidanza è possibile effettuare un esame del sangue per svelare gli anticorpi specifici contro il Toxoplasma gondii (IgM, le immunoglobuline più recenti, e le IgG, che stanno ad indicare un contatto “antico” con l’antigene).

In conclusione, è assolutamente vero che qualche accortezza è necessaria se si ha il pancione e c’è un gatto in casa, ma da qui a demonizzare i poveri gatti ne passa!

E se si ha un cane?

Anche per quanto riguarda il cane, è bene rassicurare le donne incinte!
Fermo restando che è sempre bene che i Pet siano gestiti nel rispetto delle norme igieniche e condotti regolarmente dal veterinario per essere controllati, la presenza di un cane in casa può essere di sostegno e di aiuto per la gestante.
Infatti, sempre che non si tratti di una gravidanza a rischio, Fido sarà ben lieto di farsi portare a spasso dalla futura mamma, così da permetterle, camminando, di aiutare la circolazione e di controllare l’inevitabile aumento del peso, nonché di passare piacevoli momenti all’aria aperta in compagnia di un amico leale e sincero, che l’aiuterà anche a mantenere il buonumore e a dissipare le ansie legate alla gravidanza. Fate solo attenzione a che non tiri troppo al guinzaglio…

E prima che il neonato arrivi a casa dall’ospedale, fate odorare una sua copertina al vostro Pet, in modo che anche il “figlio a 4 zampe” possa abituarsi al nuovo arrivato senza traumi ed accoglierlo nel migliore dei modi.

 

Disclaimer  
Le informazioni riportate rappresentano indicazioni generali e non sostituiscono in alcun modo il  parere medico.

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