Il rapporto emotivo nonna-nipoti

Il rapporto tra nonne e nipoti è speciale (e questo lo sapevamo); ma c’è di più: è un legame emotivo tanto forte che le nonne condividono empaticamente gioie e dolori dei bambini, in modo quasi simbiotico.
La notizia la troviamo sul Guardian, l’autorevole giornale inglese, che riporta i risultati di uno studio condotto dalla Emory University di Atlanta, in Georgia (USA), con lo scopo di comprendere bene le basi biologiche di questo rapporto così stretto.
Per farlo, gli scienziati hanno studiato 50 nonne con nipoti di età compresa tra i 3 e i 12 anni. Alle nonne che si sono sottoposte a questo studio è stata fatta una risonanza magnetica mentre osservavano le foto dei loro nipotini, dei loro figli (ora genitori) e di altri bambini.
Ebbene, nell’osservare le foto dei nipotini piccoli si attivavano le aree del cervello legate all’empatia emotiva: se il nipote sorrideva, la nonna sorrideva con lui, sentiva la sua gioia; se piangeva, viceversa, sentiva il suo dolore. Questo significa, secondo i ricercatori, che le nonne tendono a sentire e a fare propri i sentimenti e gli stati d’animo dei nipoti.
Invece quando osservavano le foto dei figli o dei nipoti adulti, si attivavano altre aree del cervello, quelle dell’empatia cognitiva. Che significa? Secondo i ricercatori, la differenza è notevole: l’empatia emotiva è quella che permette di sentire in prima persona, sulla propria pelle, quello che provano gli altri; l’empatia cognitiva, invece, permette di comprendere quello che provano gli altri.
Perciò, in breve: quando il nipote è piccolo, la nonna riesce a sintonizzarsi perfettamente con lui e a condividere le sue emozioni, a sentirle dentro di sé. Quando il nipote cresce, si acquisisce una maggiore distanza (pur nel grande amore che è una costante dei rapporti nonna-nipote e nonna-figli) e le nonne comprendono le emozioni, ma in modo più ragionato
Che ne dite, è un’analisi che vi convince? Vi ritrovate?

2 commenti su “Il rapporto emotivo nonna-nipoti

  1. Mi identifico completamente in questa analisi, inoltre posso affermare che che questa grande empatia emotiva e cognitiva verso i miei quattro nipotini ed i miei due figli si è diventata anche una consapevole e salvifica empatia verso me stessa…. aiutandomi a superare le difficoltà degli anni adulti, (legata soprattutto alla perdita dei genitori e alla pensione,) e a realizzare importanti progetti professionali (che giacevano in un cassetto), aiutandomi anche a comunicare meglio con gli altri con la stessa spontaneità del mio rapporto con i miei piccoletti.

    1. Grazie per aver condiviso con noi la tua esperienza, Daniela! Anche io mi sono ritrovata perfettamente in quest’analisi, per questo mi è sembrato interessante condividerla.
      Un caro saluto
      Annalisa Pomilio
      noinonni.it

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