I nostri bambini e la paura della guerra

Le notizie e le immagini che ci arrivano dall’Ucraina e dalla terribile guerra che sta devastando questo Paese  ci turbano e ci angosciano. Noi, ma anche i nostri bambini. Impossibile tenerli del tutto al riparo: la guerra è entrata nelle nostre case, attraverso la televisione e i media, e i bambini ne parlano con i compagni, a scuola, con gli amici, qualche volta anche con gli insegnanti. E ne sono comprensibilmente turbati e spaventati. Come aiutarli, come rassicurarli e rasserenarli? Inutile negarlo, è un compito difficile. Però abbiamo il dovere di farlo, di proteggere e salvaguardare l’infanzia e i bambini, il bene più prezioso. Ecco allora qualche indicazione di massima, che ogni mamma, papà, nonna e nonno saprà far propria, con tutto l’amore di cui è capace.

Allora, prima di tutto: non negare. Cerchiamo certo di non esporre i bambini alle immagini più crude – magari rinunciamo noi a seguire un telegiornale o una trasmissione centrata su questo tema –, ma non pretendiamo di tenerli del tutto all’oscuro di ciò che accade: sarebbe impossibile! Cerchiamo invece di non lasciare i bambini soli davanti alla televisione, selezionando con loro i programmi, in modo da ridurre le occasioni in cui sono esposti a immagini violente. E spieghiamo loro che cos’è la guerra, dicendo che è una cosa brutta, ma sottolineando anche, in positivo, che molte persone si stanno adoperando per porvi fine. Insomma, cerchiamo di porre l’accento sulla pace, per aprire lo sguardo alla speranza.

Poi, accogliamole emozioni dei bambini e stiamo attenti ai loro messaggi, verbali e non verbali. Se non hanno voglia di parlare, non forziamoli; se lo fanno, non sminuiamo le loro paure ma diciamo che è normale, che tutti hanno un po’ di paura; se lo riteniamo opportuno, possiamo anche spiegare loro che la paura è normale e perfino utile perché aiuta a sfuggire ai pericoli.  Se però non hanno voglia di parlare, non forziamoli: arriverà il momento in cui lo faranno. E non lanciamoci in spiegazioni non richieste: i bambini chiedono quello che hanno bisogno di sapere.

Poi, stiamo attenti alle nostre reazioni. Se ci mostriamo troppo preoccupati o impauriti, è naturale che anche i bambini, a loro volta, lo siano. So che questa guerra gela il sangue a tutti noi, ma se ci sono in giro i nostri nipotini cerchiamo di controllare i commenti, anche con familiari e amici: i bambini sono spugne e colgono al volo tutto, perfino le sfumature della voce, anche quando sembrano distratti.
Questo non significa evitare i commenti, ma cercare di avere un atteggiamento comunque fiducioso, attivo, aperto al futuro: è soprattutto di questo che i bambini hanno bisogno, per poter guardare avanti con quello sguardo puro che nessuno ha il diritto di togliere loro.

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