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Noi e i nostri amici animali: i dati di una ricerca

Quanti sono in Italia i “senior” (le persone tra i 61 e gli 85 anni) che hanno un animale domestico? E che riflessi ha sulla loro salute?
È a questa la domanda che risponde lo studio condotto dal Centro Studi di Economia Sanitaria di FederAnziani Italia.
Ebbene, la risposta è molto significativa e, per diversi aspetti, sorprendente: il 39% del campione (5790 persone, tutti dai 65 anni in su) dichiara di possedere un animale domestico, principalmente nel nord del Paese.

Quanti animali da compagnia? E quanto spendiamo per loro?

Un dato che, su scala nazionale, significa che in Italia ci sono in tutto 2,1 milioni di persone anziane proprietarie di un animale da compagnia, con una spesa annua totale di circa 1,4 miliardi di euro. Rapportato alla vita quotidiana, significa investire buona parte della pensione, quasi 800 euro all’anno, per i nostri amici a quattro zampe. Più nel dettaglio, nell’arco dei dodici mesi 125 euro andrebbero alle spese veterinarie, 452 all’acquisto del cibo e 236 alle cure igieniche.
Insomma, i proprietari “senior” di animali domestici sono molto attenti alla loro salute e non tralasciano vaccinazioni, cure e cibo appropriato.

Quali gli effetti sulla nostra vita e la nostra salute?

Questo però non è l’unico dato interessante della ricerca. Anzi, ce ne sono altri molto rilevanti. Per esempio, alla domanda su quanto sia importante la compagnia fornita da un animale domestico, bel in 93% del campione ha risposto “abbastanza” o “molto”. Quindi il valore affettivo dell’animale domestico, percepito come compagno da cui ricevere affetto ma anche di cui prendersi cura, dando così un fine e uno scopo alle proprie giornate, è elevatissimo.
Altro dato interessante: avere un animale domestico aiuta anche la nostra salute! Infatti i dati raccolti permettono di calcolare che il possesso di un animale domestico, unito a una corretta alimentazione, comporti un risparmio per il Servizio Sanitario di circa 4 miliardi, soprattutto legati alle gestione delle malattie croniche come il diabete, l’ipertensione o la depressione.

Un compagno di vita

Per i “senior”, il cane o un gatto è un vero compagno per la vita. Per questo tra gli anziani sono estremamente rari i casi di chi abbandona il proprio amico a quattro zampe; anzi, il 38% dichiara di portarli in vacanza con sé mentre la metà circa li lascia invece presso parenti o persone fidate. Solo il 12% opta per pensioni e strutture apposite.

Insomma, avere un animale domestico fa bene al fisico e allo spirito!
Ma vediamo nel dettaglio i risultati della ricerca.

I vantaggi di avere un pet

 I vantaggi sono davvero molti, confermati anche dai dati presenti nella letteratura scientifica sull’argomento.
Prima di tutto, i pet rappresentano un impegno e quindi aiutano ad avere uno scopo nella vita. Inoltre, possono coadiuvare l’interazione con altre persone e permettono di rimanere attivi. È stato calcolato che anche solo portando a spasso il cane si può arrivare a camminare complessivamente per più di un’ora, con effetti benefici sulla pressione sanguigna, microcircolazione, colesterolo e riduzione della perdita ossea. Inoltre, qualora il cane sia stato appositamente addestrato, potrà segnalare preventivamente le crisi ipoglicemiche.
Da un punto di vista emotivo, si verrà a creare un’importante relazione incentrata sull’affetto reciproco, che riduce stati di stress e preoccupazioni.

Cani o gatti?

Il 33% di chi possiede un pet preferisce il gatto e il 54% sceglie il cane. L’82% die padroni di cani dichiara di portarli a spasso regolarmente e circa la metà del campione riferisce di averlo ricevuto in regalo. Interessante che un buon 78% degli intervistati conosca alla perfezione la Pet Therapy e che il 97% la ritenga utile a migliorare stati d’animo tristi e a sollevare dalla malattia, anche grazie alla maggiore attività fisica.
Nella scelta del tipo di cane, ci sono differenze tra le donne e gli uomini: le donne preferiscono le piccole taglie, lasciando le taglie medio-grandi principalmente agli uomini.
Il dato curioso è che le taglia giganti si associno maggiormente al sesso femminile.

Accessori, antiparassitari e cibo

Premesso che spendono cifre mensili maggiori i proprietari di cani che quelli di gatti e di più coloro che vivono nelle regioni settentrionali, emerge comunque che negli acquisti di prodotti specifici e di accessori si seguono solitamente le indicazioni date dal veterinario.
Rispetto al cibo, il 28,5% sceglie il secco, il 21,5% il secco alternato all’umido ed il 18,5% il cucinato. Solo il 22% ricorre all’uso di cibi medicati per patologie specifiche.
Il 75% degli intervistati si dichiara attento all’utilizzo di repellenti e antiparassitari.

Assicurazioni e spese mediche

Quando si deve varcare la soglia di un ambulatorio veterinario, sono certamente più propensi a farlo i possessori di cani piuttosto che coloro che hanno un gatto. Oltre la metà vi si reca due volte all’anno, il resto si limita ad una volta sola. Nel complesso, quasi tutti i proprietari risultano attenti alle vaccinazioni routinarie.
Il 75% è a conoscenza della possibilità di assicurare il proprio animale nei confronti di danni a persone e cose, ma solo il 62% lo assicura realmente.

L’uso di Internet

E c’è un dato particolarmente interessante: il 68%, ovvero circa un intervistato su tre, consulta siti specializzati sugli animali.
Un dato che sta ad indicare ulteriormente la forte motivazione dei senior-proprietari nella buona gestione del pet, ma anche che l’età avanzata non allontana necessariamente dalla Rete.

 

 

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