Fiabe per i bambini – Finist, falco lucente

Una fiaba russa tradizionale da leggere ai bambini. Protagonista, un falco in cui si nasconde un principe e una fanciulla bellissima ma un po’ vanesia, che deve imparare a sue spese a conquistare l’amore. Un adattamento da Aleksand n: Afanasjev, Antiche fiabe russe.

C’erano una volta due contadini che avevano tre figlie. Erano tutte belle, ma la minore era una ragazza davvero meravigliosa.
Un giorno il padre andò alla fiera in città. Prima di partire chiese alle tre figlie che cosa volessero in dono. La maggiore chiese un vestito nuovo, la mediana uno scialle e la minore chiese solo un fiorellino rosso.
Il padre rise della figlia più piccola: – Che cosa ne farai di un fiorellino rosso? Sarà meglio che ti comperi un bel vestito!
Ma, per quanto dicesse, non riuscì a convincerla.
Il padre andò al mercato, comprò un abito per la maggiore e uno scialle per la mediana, ma non riuscì a trovare il fiorellino rosso. Quando già stava per andarsene incontrò un vecchino sconosciuto che aveva in mano proprio un fiore rosso.
– Vendimi il tuo fiore, vecchiettino!
– Non è da vendere, è il mio tesoro. Se la tua figlia minore sposerà mio figlio Finist, falco lucente, allora ti regalerò il fiore.
Il padre si fece pensieroso: se non lo avesse preso, la figlia si sarebbe addolorata; se lo avesse preso, avrebbe dovuto dar la figlia in moglie chi sa a chi. Pensa e ripensa, finalmente prese il fiorellino rosso. “Non è un gran male – pensò. – Si fidanzerà, e se poi non è bello, potrà sempre rifiutarlo!”

Il padre, arrivato a casa, diede alla figlia minore il fiorellino, dicendole: – Non mi piace il tuo fiorellino, figlia mia cara, non mi piace affatto! Sai, il fiore non l’ho comprato, ma me l’ha dato un vecchio sconosciuto col patto di darti in moglie a suo figlio Finist, falco lucente.
– Non affliggerti, babbo – rispose la ragazza. – Vedrai che tutto si sistemerà!
La figlia si chiuse in camera, mise il fiore rosso nell’acqua e aprì la finestra. D’un tratto apparve innanzi a lei Finist, falco lucente, penne variopinte, che entrò dalla finestra e si trasformò in un bellissimo giovanotto.
I due ragazzi rimasero insieme fino al mattino. Alle prime luci dell’alba, Finist le disse: – Ogni notte, non appena metterai sulla finestra il fiorellino rosso, volerò da te! Ed eccoti una penna della mia ala; se avrai bisogno di qualcosa esci sul balcone e agita la penna verso destra: in un baleno ti comparirà innanzi tutto ciò che desideri!
La baciò ancora una volta, si tramutò in un falco lucente e volò via nei folti boschi.
Da quel momento, ogni notte, la fanciulla metteva il fiorellino rosso sulla finestra spalancata e il prode Finist, falco lucente, volava da lei.

Venne la domenica. Le sorelle maggiori si prepararono per la messa.
– E tu che abito metterai? Non hai neppure un vestito nuovo! – dissero alla minore.
Lei rispose: – Non importa, anche a casa posso pregare!
Quando le sorelle furono partite, la piccola uscì sul ballatoio, agitò verso destra la piuma del falco, ed ecco comparirle innanzi una carrozza, cavalli di razza, servi in livrea d’oro, vestiti e ogni sorta di monili preziosi.
In un attimo la fanciulla si vestì, salì sulla carrozza e arrivò in chiesa. Era così bella che nessuno la riconobbe e tutti pensarono che fosse una principessa.
Appena la messa fu finita, lei uscì subito dalla chiesa, salì in carrozza e tornò indietro. Sul balcone,
agitò la penna del falco verso sinistra e in un baleno un servo la spogliò e la carrozza svanì.
Come se nulla fosse, ella sedette dov’era prima. Quando le sorelle arrivarono a casa, non finivano di raccontare della bellissima principessa che avevano visto a messa.

Andò avanti così per qualche settimana. Ma una domenica, nello spogliarsi, la bella fanciulla dimenticò di togliersi dalla treccia un fermaglio di brillanti. Quando le sorelle tornarono dalla messa, notarono subito lo splendido gioiello e decisero di scoprire da dove veniva. Perciò
si misero a origliare di notte all’uscio della cameretta e scoprirono che ogni notte Finist, falco lucente, andava a trovarla e all’alba volava via dalla finestra verso i folti boschi.
Capirono quindi che la sorella minore si era fatta beffe di loro e decisero di vendicarsi. Una sera, misero dei coltelli nascosti sul davanzale della finestra della stanza della sorella, così che Finist, falco lucente, si tagliasse le sue ali variopinte.
La sera la minore, che non se n’era accorta, mise alla finestra il suo fiorellino rosso e si addormentò in attesa di Finist. Il falco arrivò, ma nell’entrare dalla finestra si tagliò la zampa; perciò volò via e scomparve nei folti boschi.

Al mattino la bella si svegliò e si accorse che Finist non era andato a trovarla. Guardò la finestra e vide sul davanzale i coltelli affilati e sporchi di sangue: capì perciò che cos’era successo.
La fanciulla pianse a lungo, spargendo lacrime amare; passò molte notti insonni alla finestra della sua camera molte e provò ad agitare la penna variopinta: fu tutto inutile! Finist, falco lucente, non tornò più da lei!
Infine, con le lacrime agli occhi, la fanciulla si recò dal padre, gli raccontò tutto e chiese la sua benedizione.
– Andrò a cercarlo! – disse.
Il padre ordinò di fabbricarle tre paia di scarpe di ferro, tre bastoni di ferro, tre berretti di ferro, tre gallette di ferro. Così, con un paio di scarpe ai piedi, un berretto in testa, il bastone fra le mani, la fanciulla partì nella direzione verso la quale volava Finist, falco lucente.

Cammina cammina, la fanciulla aveva già consumato un paio di scarpe e un berretto, rotto un bastone e mangiato una galletta, quando vide davanti a sé una piccola isba, una casetta nel bosco dalle zampe di gallina, che girava senza posa su se stessa.
La ragazza disse: – Casa casetta! Volta le spalle alla foresta, e a me volgi la testa! – e l’isba si fermò.
Dentro c’era una vecchia, la baba-jaga, stesa da un angolo all’altro della stanza.
– Fu-fu-fu! Dove dirigi i tuoi passi, bella fanciulla? Vai cercando l’avventura, vai fuggendo la sventura? – le chiese la vecchia.
– Oh nonnina! Veniva da me Finist, falco lucente, penne variopinte; le mie sorelle gli hanno fatto del male e io lo cerco!
– Dovrai andar lontano, piccina! Finist, falco lucente, penne variopinte, vive nell’ultimo dei reami, nel più lontano degli stati, e s’è fidanzato con una principessa.
La baba-jaga fece mangiare la fanciulla, la mise a dormire e al mattino, non appena cominciò a far giorno, le diede un dono per il viaggio: un martellino d’oro e dieci chiodini di brillanti.
Poi l’ammonì: – Quando arriverai all’azzurro mare la fidanzata di Finist, falco lucente, verrà a passeggiare lungo la riva. Tu prendi il martellino d’oro e batti i chiodini di brillanti; essa vorrà comperarli, ma tu, bella ragazza, non prender niente, chiedile solo di vedere Finist, falco lucente. Suvvia, adesso va’, recati dalla mia sorella mediana!

Di nuovo la bella fanciulla andò nel bosco oscuro, sempre più avanti e più avanti. Quando ebbe consumato un altro paio di scarpe di ferro e un altro berretto, rotto un altro bastone e mangiato un’altra galletta, vide davanti a sé una piccola isba dalle zampe di gallina, che girava senza posa su se stessa.
La ragazza disse: – Casa casetta! Volta le spalle alla foresta, e a me volgi la testa! – e l’isba si fermò.
Dentro c’era una vecchia, la baba-jaga, stesa da un angolo all’altro della stanza. – Fu-fu-fu! Dove dirigi i tuoi passi, bella fanciulla? Vai cercando l’avventura, vai fuggendo la sventura? – le chiese la vecchia.
– Cerco Finist, falco lucente, penne variopinte, nonnina!
– Egli vuole sposarsi. Oggi c’è ricevimento dalla fidanzata – disse la baba-jaga.
Poi le diede da bere e da mangiare e la mise a dormire. Al mattino all’alba la svegliò, le diede un piattino d’oro con una pallottolina di diamanti e l’ammonì: – Quando arriverai sulla sponda dell’azzurro mare, farai rotolare la pallina di brillanti nel piattino d’oro. Arriverà da te la fidanzata di Finist, falco lucente, che vorrà comperare il piattino e la pallina; tu però non in cambio chiedi solo di poter vedere Finist, falco lucente, penne variopinte. Adesso va’ dalla mia sorella minore!

Di nuovo la bella fanciulla va nel bosco oscuro, più avanti e più avanti. Ha già sfondato il terzo paio di scarpe, ha consumato il terzo berretto, ha rotto il terzo bastone e mangiato l’ultima galletta, quand’ecco dinanzi a lei un’isba dalle zampe di gallina che girava senza posa.
La ragazza disse: – Casa casetta! Volta le spalle alla foresta, e a me volgi la testa! – e l’isba si fermò.
Nell’isba c’era un’altra baba-jaga stesa da un angolo all’altro, le labbra sulla soglia, il naso al soffitto.
– Fu-fu-fu! Dove dirigi i tuoi passi, bella fanciulla? Vai cercando l’avventura, vai fuggendo la sventura? – le chiese la vecchia.
– Cerco Finist, falco lucente, nonnina!
– Ah, bella fanciulla! egli ha già sposato la principessa! Eccoti il mio cavallo veloce, sali e cavalca!
La fanciulla sedette sul cavallo e galoppò nel bosco, che si faceva sempre più rado.

Ed ecco l’azzurro mare – ampio e smisurato – stendersi di fronte a lei.
“Senza dubbio questo è il reame di Finist, falco lucente!”, pensò la fanciulla. Si sedette sulla sabbia e cominciò a piantare col martellino d’oro i chiodi di brillanti.
D’un tratto, ecco arrivare sulla riva la principessa con le sue governanti; si fermò e chiese di comprare i chiodini di brillanti e il martellino d’oro.
– Te li darò per niente, principessa, se mi lasci guardare Finist, falco lucente – risponde la ragazza.
– Ma Finist, falco lucente, dorme e m’ha detto di non far entrare nessuno da lui; se però mi darai i tuoi bei chiodini e il martelletto, farò in modo di fartelo vedere.
Prese il martellino con i chiodi e corse alla reggia. Qui infilò nel vestito di Finist, falco lucente, una spilla magica, in modo che dormisse ancora più profondamente e che non potesse svegliarsi dal sonno; poi diede ordine alle nutrici d’accompagnare la bella fanciulla nella reggia di suo marito euscì.
A lungo la fanciulla si disperò, a lungo pianse sul suo caro; non le riuscì di svegliarlo…Quando la fanciulla fu andata via, la principessa tirò fuori la spilla dal vestito di Finist, che finalmente si svegliò. – Oh Dio, quanto ho dormito! C’è stato qualcuno qui! – disse. – Non ha fatto che piangere e lamentarsi; ma io non potevo aprir occhio, com’era penoso!
– T’è parso nel sogno – rispose la principessa. – Qui non c’è stato nessuno.

Il giorno dopo la bella fanciulla andò di nuovo sulle rive dell’azzurro mare e fece rotolare la pallina di brillanti nel piattino d’oro.
Venne la principessa a passeggiare, la vide e chiede: – Vendimela!
– Lasciami vedere Finist, falco lucente, ed io te la do per niente!
La principessa acconsentì, e di nuovo piantò una spilla nel vestito di Finist, falco lucente. Di nuovo la bella fanciulla pianse amaramente sul suo amato senza poterlo svegliare.

Il terzo giorno sedette ancora una volta sulla riva dell’azzurro mare, triste e sconsolata, e diede da mangiare al suo cavallo dei carboni ardenti.
Al vedere il cavallo che inghiottiva tizzoni infuocati, la principessa le chiese di venderle anche quella meraviglia.
– Lasciami solo vedere Finist, falco lucente, e io te lo darò per niente!
La principessa acconsentì, corse alla reggia e disse: – Finist, falco lucente, vieni che pettino!
Si mise a pettinarlo, e gli infilò tra i capelli la spilla; subito lui si addormentò d’un sonno profondo. Poi manda le sue governanti a cercare la bella fanciulla.

Quella arrivò, la fanciulla cercò di svegliare il suo caro, l’abbracciò, lo baciò, e intanto piangeva lacrime amare: niente, lui non si svegliava!
Si mise allora ad accarezzarlo tra i capelli e senza accorgersene fece cadere la spilla magica.
Finist, falco lucente, penne variopinte, si svegliò subito, vide la bella fanciulla e si stupì!
Lei gli raccontò tutto: come le cattive sorelle avevano avuto invidia di lei, come aveva viaggiato e come era riuscita ad arrivare fino a lui vendendo i suoi doni alla principessa

Lui, senza por tempo in mezzo, ordinò di riunire i suoi sudditi e chiese loro: «Con quale moglie debbo vivere: con quella che m’ha venduto o con quella che m’ha comperato?».
Tutti decisero a una voce che doveva prender quella che l’aveva comperato. Così la principessa fi cacciata dalla città e Finist sposò la fanciulla che tanto aveva sofferto per ritrovarlo.

 

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I due fratellini e la maga Jaga
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