La “classe autonoma”, un nuovo modo di imparare
Ogni volta che si parla di educazione e di apprendimento, si parte da lei, Maria Montessori. Ed è quello che ha fatto anche Juline Anquetin-Rault, l’autrice del libro A scuola si impara dai compagni – La “classe autonoma” come risposta alle sfide educative (Sonda editore), che si è ispirata a una celebre frase della nostra geniale pedagogista, quella che ha rivoluzionato l’idea stessa di insegnamento: “Il ruolo dell’insegnante non è quello di inculcare conoscenze ai bambini. Sono loro che devono esplorare e imparare da soli”.
Concentrare l’attenzione sui ragazzi
Questa frase sembra proprio il filo conduttore del libro della Anquetin-Rault, che propone un modello di insegnamento innovativo basato sulla classe autonoma, in cui gli studenti, organizzati in piccoli gruppi, apprendono in modo cooperativo, sviluppando competenze trasversali, autonomia e consapevolezza.
Difficile? No, certo, se si riesce a ripensare ai modelli di insegnamento tradizionali a cui siamo abituati. Sì, perché questo approccio sposta il fuoco dai contenuti da trasmettere e lo porta sui ragazzi, sugli alunni, e sui loro bisogni. Questo non significa far passare in secondo piano il “che cosa” si insegna, ma partire da coloro che devono imparare.
“Impariamo meglio quando siamo felici, motivati, incoraggiati” spiega infatti l’autrice. E se i ragazzi sono felici e motivati, andare a scuola diventa gratificante, un’esperienza a tutto tondo che investe tutti gli aspetti della formazione e della vita.
Un’esperienza maturata “sul campo”
Juline Anquetin-Rault opera in Francia, dove insegna a Rouen, ma ha anche una sua agenzia di supporto scolastico e formazione degli insegnanti nella pedagogia della classe autonoma. Ha quindi una vasta esperienza maturata “sul campo”, che nasce dall’osservazione dei ragazzi e da approfonditi studi specifici e che l’ha porta a elaborare questa innovativa metodologia di insegnamento.
In questo libro, Juline racconta la propria esperienza umana e professionale e spiega nel dettaglio in che cosa consiste il suo metodo e da quali evidenze, non solo pratiche ma anche scientifiche (basate, per esempio, sugli studi più recenti sul “modo di funzionare” del cervello degli adolescenti) nasce. Ma non si limita a questo: indica con precisione le strategia didattiche più adatte per “mettere in moto” i processi cognitivi e la memorizzazione.
Tutto teorico? No, certo! Una corposa sezione, al centro del libro, propone infatti attività sperimentate sul campo, per favorire il ripasso e la rielaborazione autonoma dei contenuti da parte degli studenti.
Insomma, A scuola si impara dai compagni è uno strumento utilissimo per gli insegnanti (e non solo!), capace di cambiare il modo di vedere la scuola e di rispondere in modo efficace al problema dell’abbandono scolastico, oggi così sentito in Italia come in Francia.
Juline Anquetin-Rault, A scuola si impara dai compagni – La “classe autonoma” come risposta alle sfide educative, Sonda editore, 22,00 €
