Nonna Annalisa racconta – La mia vacanza con i nipoti
Una serie di colpetti, leggeri ma via via più insistenti, sulla schiena, mentre una vocina mi chiama sottovoce, “nonna, nonna…”, insinuandosi nei miei sogni. Mi giro e c’è lei, in piedi accanto al mio letto, che mi sorride felice già con l’astuccio dei pennarelli in mano. E pazienza se non sono ancora le sei e gli altri dormono: possiamo alzarci (anzi, è proprio quello che si aspetta!) e piano piano uscire sul terrazzo per cominciare la giornata disegnando.
È uno dei ricordi felici con cui mi “coccolo” quando sento il bisogno di risentire il calore e la tenerezza che mi ha regalato la settimana di vacanza al mare con i nipotini (e i loro genitori). Una vera riserva di ossigeno e di ricordi preziosi, da custodire nel cuore come un tesoro, ora che so, come solo i nonni sanno, che cresceranno, che tra un anno sarà già diverso, e che… la nonna invecchia, e ci sarà un momento in cui tutto questo non sarà più possibile.
Intanto, però, me la godo, ringraziando mia figlia e mio genero per questo supplemento di vita che mi regalano. Vita da vecchia, certo, come mi conferma ahimè ogni giorno lo specchio, ma che importa?
I ricordi sono tanti e si accavallano. Il piccolo A. alle prese con il primo bagno al mare, tra le braccia dei genitori, all’inizio perplesso e un po’ piagnucoloso, poi via via più sicuro e sorridente; il piccolo addormentato sull’asciugamano, e la corsa per tirarlo su appena si sveglia e, strisciando, riesce a raggiungere la sabbia… per assaggiarne un po’. Lui sorridente, che cerca di gattonare, con la bocca ancora sdentata aperta al sorriso e un’infarinatura di sabbia dappertutto.
E poi, lo sforzo per non interferire quando la “grande” è sgridata dai genitori, cercando di non contraddirli quando mi sembrano un po’ troppo severi, ma poi, dopo la sgridata, intervenendo in modo indiretto (avrò fatto bene?) per alleggerire il clima e far cessare il pianto con una favola, con un gioco, con la ricerca delle conchiglie che il mare lascia sul bagnasciuga…
Ma soprattutto la tenerezza doppia di vedere i genitori, i “miei bambini”, giocare con i loro piccoli, sforzandomi di tenermi un po’ da parte per lasciare dei momenti solo a loro, sperando di riuscire a non essere invadente (ce l’avrò fatta?) come un tempo, (in quella che ora mi pare un’altra epoca!), mi pareva fossero con me mia madre o mia suocera. Questo è il loro tempo e, anche se adesso avvertono momenti di fatica, devono poterselo godere perché è ora che stanno costruendo la loro vita e quella dei loro bimbi.

Grazie. Racconto vero e semplice. Certi momenti lasciano veramente un ricordo che scalda il cuore nei momenti di freddo e di lontananza. Anche io ho dei meravigliosi ricordi di momenti passati con i figli e i nipoti, ora che i nipoti son grandi e io sto naturalmente invecchiando.Pero mi accorgo che il tempo si ferma un attimo quando Clo mi insegna a giocare a carte,io che ho sempre detestato i giochi con le carte.Oppure mi sistema il cellulare. Ricordi bellissimi di giorni insieme, di risate e di meraviglia;la meraviglia della vita.
Grazie per questo commento, Marisa. È bello vedere che si hanno gli stessi sentimenti e che a unirci, al di là delle esperienze individuali, è l’amore per i nipoti.
Tanti auguri per… tutto!
Annalisa Pomilio
noinonni.ir