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Risponde lo psicologo – I centri estivi: una bella esperienza

29 Maggio 2021

La risposta della psicologa  Manuela Arenella alla domanda di una mamma che, impegnata con il lavoro, pensa di mandare il suo bambino in un centro estivo, ma teme che il bambino possa soffrirne.

DOMANDA

Mio figlio ha cinque anni e mezzo e quest’anno devo cercare un centro estivo per lui, perché devo lavorare. Finora siamo stati insieme tutte le estati, perciò temo che per lui questo cambiamento sarà uno shock, soprattutto considerando che il suo fratellino, di un anno, rimane a casa con la nonna. Non so come dirgli che non può rimanere anche lui con la nonna (due bambini sarebbero troppi per lei!) e deve andare in un posto dove non conosce nessuno, anche perché i suoi amici rimangono a casa con le loro mamme o i nonni.

RISPONDE LA DOTTORESSA MANUELA ARENELLA

Gentile Signora,
lei sembra molto preoccupata dalla prospettiva di un cambiamento. Certo, affrontare le novità è sempre difficile, ma questo non significa che ciò costituirà uno “shock”!
Sempre più spesso oggi si sentono i genitori usare frasi come “A settembre andrà in prima elementare… sarà un trauma!”, “Dobbiamo cambiare casa, sarà un trauma salutare i suoi amichetti!”… Teniamo presente però che tra “fatica” legata ai cambiamenti e “trauma” c’è una bella differenza! Il trauma è qualcosa che interrompe bruscamente il processo di crescita, che blocca lo sviluppo; la fatica legata ai cambiamenti è qualcosa di vitale e, se affrontata correttamente, aiuta a crescere e a sentirsi più forti. I passaggi, i cambiamenti, comportano infatti fatiche evolutive, cioè utili allo sviluppo psicologico del bambino.

Detto questo, credo che cinque anni e mezzo siano un’età giusta per scegliere un esperienza di socializzazione ricca e bella come i centri estivi. Oggi c’è un’offerta molto diversificata, e alcuni nascono con un vero e proprio progetto educativo e rispondono all’esigenza dei bambini di condividere un contesto ludico, lontano dall’ansia di prestazione e di valutazione tipica della scuola, e di trovare una risposta al loro bisogno di socializzazione, che oggi non possono più esprimere in modo spontaneo nei cortili. Un’esigebnza tanto più importante quest’anno, dopo il lungo periodo di reclusione forzata dovuto all’epidemia che ci ha colpito.
Fare amicizia e mantenerla è infatti, per il bambino, la prova del nove delle sue capacità sociali: impara ad affrontare positivamente il confronto e i conflitti che possono emergere in un contesto di coetanei, e acquisisce un atteggiamento di solidarietà e collaborazione. Il confronto con gli altri gli permette insomma di sviluppare il senso della propria identità sociale: se i genitori e gli insegnanti forniscono modelli per identificarsi e diventare grandi, è con i coetanei che il bambino verifica la sua capacità di crescere, confrontandosi ad armi pari con qualcuno uguale a lui.

Perché questa esperienza sia davvero positiva per il bambino, però, è importante che lei e suo marito siate convinti che questo cambiamento è per lui un’occasione per sperimentare, attraverso il rapporto coi coetanei e con un contesto nuovo, aspetti nuovi di sé, risorse a volte insospettate!
Una volta fatta questa scelta, dovreste informarvi sulle offerte dei centri estivi della vostra zona, che possono variare molto per impostazione, orari, attività, scegliendo se possibile quelli che garantiscono gruppi di bambini di età omogenea.

Poi  parlate con il vostro bambino, spiegandogli che la mamma dovrà lavorare ma che avete pensato per lui una bellissima alternativa: un posto dove potrà giocare, stare con altri bimbi e fare cose divertenti, invece di stare in casa ad annoiarsi con la nonna e il fratellino piccolo, che non può fare tutti i giochi che può fare lui! E se non conosce nessuno è meglio, così avrà l’occasione per farsi tanti nuovi amici!
Bisogna insomma presentare al bambino questa esperienza in una luce molto positiva, in modo che la desideri e la affronti con il giusto stato d’animo. Tenete presente che per i vostri figli il “colore” di un’esperienza dipende molto da come gliela presentano i genitori: per i passaggi nuovi devono sentire che voi siete sereni e sicuri che si divertiranno e che la fatica iniziale lascerà il posto a un’enorme soddisfazione! Fidatevi dei bambini!

 

MANUELA ARENELLA, psicologa psicoterapeuta, specializzata in psicoterapia dell’infanzia e dell’adolescenza a Bologna, già da alcuni anni tiene corsi di formazione per educatori di asili nido e personale docente, ma anche per genitori, in varie località della Romagna e a San Marino.
Svolge attività libero-professionale presso proprio studio a Bellaria (via Conti 37) e a Bologna. Ha rapporti di collaborazione consolidati con i Servizi Educativi di San Marino e con il Centro per le Famiglie di Rimini, organizzando serate a tema su diverse tematiche, in particolare sui bisogni dei bambini, le relazioni interfamiliari e il valore delle regole

Tags: bambini, cambiamento, centro estivo, famiglia, genitori, mamma, mamme, Manuela Arenella, momento di passaggio, nipoti, noi nonni, noinonni, nonna, nonni, nonni e bambini, nonni e nipoti, nonno, passaggio, psicologia, psicologo

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