L’inserimento al nido dei bimbi (con gli occhi dei nonni)

Ci sono bimbi che iniziano piccolissimi, altri che aspettano di essere un po’ più grandicelli, se non direttamente i tre anni… ma per tutti arriva il momento di andare a scuola. Una grande svolta. Un vero “ingresso in società”, un cambiamento molto importante nella vita dei bimbi, che va preparato e accompagnato con tutta la dolcezza e l’amore che i nostri piccoli richiedono… e meritano sempre!
La scelta della scuola
Prima di arrivare lì, però, c’è tutta la fase, che i genitori conoscono bene, di scelta della scuola. E se talvolta è “obbligata” (nelle strutture pubbliche c’è l’assegnazione in base al luogo in cui si abita), non per questo richiede meno attenzione.
Naturalmente tutto questo è compito e privilegio dei genitori, anche se noi nonni possiamo dare qualche consiglio, soprattutto se ci viene richiesto. Per esempio, possiamo sottolineare l’utilità di avere un giardino in cui i bambini possano uscire per giocare un po’ all’aperto, in libertà, o un locale per mangiare… Poi è importante anche incontrare i docenti e vedere la proposta didattica, il tipo di attività che propongono, e che differiscono da scuola a scuola. Ma tutto questo spetta ai genitori (e per fortuna!).
L’aiuto dei nonni
Un po’ più di aiuto noi nonni possiamo darlo al momento dell’inserimento. In genere non partecipiamo direttamente a questa fase, che è molto delicata; anzi, per lo più le scuole chiedono che sia una sola figura (in genere la mamma o il papà) a occuparsene, in modo che il bimbo o la bimba si senta rassicurato dalla presenza costante di una figura di riferimento. Ma possiamo dare tutto il nostro appoggio ai nipotini (e ai genitori) presentando la scuola come un’esperienza positiva, in cui si divertiranno, giocheranno con tanti nuovi amichetti, impareranno tante cose e… diventeranno grandi (ah, quest’ansia di crescere che hanno i bambini… mentre noi vorremmo che il tempo rallentasse!).
Dal punto di vista pratico, poi, per molti nonni questo può essere un momento ancora impegnativo: l’inserimento avviene in genere in piccoli gruppi, quindi non è detto che l’inizio del calendario scolastico coincida con il momento in cui i bimbi iniziano effettivamente a frequentare la scuola. E poi, è sempre molto graduale: all’inizio i bimbi stanno a scuola poco tempo e sempre con la figura di riferimento, in modo che possano abituarsi all’ambiente, conoscere le maestre e i nuovi compagni, iniziare a riconoscere i giochi; poi, quando le maestre riterranno che il bimbo è sufficientemente sicuro e tranquillo, la mamma o il papà (o comunque gli adulti che seguono questa fase) iniziano ad allontanarsi lasciandolo solo per un tempo via via più lungo, finché la sua presenza non sarà più necessaria. Insomma, in tutta questa fase i nonni costituiscono spesso una “spalla” necessaria, per esempio se la mamma o il papà lavorano e, pur riservandosi del tempo per seguire il proprio piccolo nei primi passi nel mondo della scuola, hanno anche bisogno di un po’ di tempo per portare avanti le proprie occupazioni.
Se c’è qualche difficoltà…
E se il bimbo stenta ad ambientarsi? Bisogna dire che, fortunatamente, oggi sono pochi i bambini che hanno lunghe “crisi di adattamento” alla vita scolastica, ma può succedere che un bimbo o una bimba abbia qualche difficoltà. D’altra parte, pensate che rivoluzione per lui (o per lei): prima aveva poche figure di riferimento (il papà, la mamma, i nonni, una babysitter…) e spesso la vita familiare ruotava intorno a lui/lei; ora si trova insieme a tanti altri bambini con cui deve condividere l’educatrice, e in un ambiente poco familiare…
In questi casi, l’importante è tenere i nervi saldi: anche se talvolta i genitori (e soprattutto le mamme) vivono con preoccupazione questo periodo e si sentono quasi “in colpa” davanti alla reazione dei bambini, noi nonni, che ci siamo già passati, possiamo e dobbiamo rassicurarli. Il bambino scoprirà presto che a scuola può fare tante cose che a casa non gli sarebbero possibili ed entrerà in fretta nella nuova routine, per cui diventerà naturale pensare a una scansione diversa della giornata, in cui la scuola occupa diverse ora, ma poi si torna a casa più ricchi di esperienze e… ogni giorno un po’ più grandi!
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