Nonna Annalisa racconta – Il piccolo A.
Vita da nonna: resoconto semiserio delle “prodezze” del piccolo A., forte del suo anno di età…
Il piccolo A è un ballerino. Ha una vera adorazione per la cassa portatile che i genitori collegano al bluetooth. E appena ottiene che qualcuno attivi la musica, comincia a dondolare a ritmo perfetto sulle gambette, forte dell’equilibrio da poco conquistato e della recente capacità di muovere qualche passo senza sostegno, abbassandosi e alzandosi in uno squat simile a quello a cui mi sottopongo faticosamente in palestra. E che resistenza!
Il piccolo A. è un velocista… a quattro zampe. Il suo gioco preferito è quello di sfidarmi a prenderlo e, dopo i primi due o tre incerti passi, continuare a “scappare” a quattro zampe, ridendo. Ma a gattonare è velocissimo: per acciuffarlo devo alzarmi e inseguirlo in piedi, a quattro zampe come lui non ce la faccio.
Il piccolo A. ha la stoffa del cowboy. Quando si alza in piedi e avanza nel corridoio, a gambe larghe e braccia un po’ scostate dal corpo per aiutarsi con l’equilibrio, dondolando leggermente a ogni passo, ricorda gli attori dei film western della nostra giovinezza, quando si sfidavano davanti al saloon, pronti a estrarre la pistola.
Il piccolo A. è un tipo creativo. Non parla, ma per il momento non sembra porsi il problema, tanto a furia di “dadada”, “cicici”, “papapa” se la cava benissimo a ottenere quello che gli interessa. E se non capisco si esibisce in inedite combinazioni di suoni diversi, con l’aria di chi pensa che gli è toccata in sorte una nonna un po’ tonta.
Il piccolo A. è un buongustaio. Ha da tempo chiarito che le pappe mollicce e insipide non sono per lui e che invece vuole tutto quello che arriva in tavola per genitori e sorella. E a forza di strilli riesce a convincerci a fargli assaggiare tutto. Assapora come un vero gourmet, esprimendo il suo apprezzamento con una serie di “ammm”. E per ora dobbiamo accontentarci di questo “ammm”, l’unica vera “parola” che dice, sempre a proposito.
Il piccolo A. è un contorsionista. Se decide che è il momento di scendere dal passeggino, comincia a fare complicate e pericolose manovre per sgusciare fuori dalle cinghie. E se ai giardinetti ottiene di scendere, rimetterlo seduto per tornare a casa è un’operazione che richiede forza e determinazione.
E poi, non chiedetemi perché dopo un pomeriggio con i nipotini sono sfinita!
Nonna Annalisa
