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Risponde lo psicologo – In tema di separazione

15 Ottobre 2017

Quando i genitori si separano, uno dei problemi da affrontare è quello della casa in cui il bambino abiterà. E spesso non è un problema di facile soluzione, anche perché la casa, come sappiamo, si carica di tanti valori affettivi e simbolici. Il parere della psicologa Manuela Arenella.

DOMANDA

Io e mia moglie ci stiamo separando. Lei ora si trasferirebbe da sua mamma, dove nostro figlio di quasi tre anni è finora cresciuto di giorno (la sera dopo il lavoro lo andavamo a prendere), mentre  io devo scegliere se restare qui, in affitto, o cambiare casa. Quale delle due opzioni è consigliabile per vedere e stare con mio figlio 1-2 volte a settimana? Meglio qui, nella sua casa natale, con i suoi giochi, o meglio se cambio casa, così da non ricordargli la perdita.

RISPONDE LA DOTTORESSA MANUELA ARENELLA

La separazione è un’esperienza forte, che ha a che fare con un lutto; è la perdita di un’unità familiare che prevede una condivisione di ambienti, progetti e intenti per lasciare il posto ad un’altra modalità di essere famiglia.
Di solito si cerca di fare in modo che, nell’ambito di questi cambiamenti, il bambino possa continuare a stare nella casa in cui è cresciuto fino a quel momento.
Al di là di quante ore passi fuori, da nonni o parenti vari, esiste un posto che la famiglia identifica come “casa”, che è l’ambiente di cui stiamo parlando. Anche se ci è sempre andato solo per dormire, comunque immagino che alla sera la frase di voi genitori fosse “torniamo a casa nostra”, e che di giorno lo portaste, per motivi di lavoro, a “casa della nonna”.
È “casa” il posto in cui si svolgono le routine (mangiare, bagnetto, dormire) e soprattutto in cui ci si alza la mattina.

Detto questo, sfatiamo il mito per cui se non si seguono per filo e per segno le indicazioni teoriche, allora si traumatizza il bambino.
Se le vostre esigenze di realtà vi portano a scegliere la soluzione per cui il papà resta a vivere in quella che era casa vostra e la mamma con il bambino si trasferiscono dalla nonna, il bambino si adatterà a questo, e, dopo un po’, lo riterrà normale.
L’adattamento alla nuova situazione avverrà tanto più velocemente, quanto più voi genitori conterrete ansie, preoccupazioni e sensi di colpa per eventuali danni arrecati al bambino. I figli accettano le situazioni, ci si adattano, e sono tanto più sereni quanto più serenamente i genitori vivono le loro scelte, anche se non sono “da manuale”!
Non credo sia utile addirittura abbandonare la casa; il lutto e la fatica della perdita non devono e non possono venire “dimenticati” attraverso un meccanismo tipo “lontano dagli occhi, lontano dal cuore”.
Continuare a vedere e vivere la sua casa lo aiuterà a elaborare il cambiamento e la fatica che comunque incontrerà.
Nessuno potrebbe evitargliela; ciò che si può fare è tenersi pronti a domande, crisi o altri comportamenti che manifestano il disagio per la separazione, e il tentativo di elaborarla.

MANUELA ARENELLA, psicologa psicoterapeuta, specializzata in psicoterapia dell’infanzia e dell’adolescenza a Bologna, già da alcuni anni tiene corsi di formazione per educatori di asili nido e personale docente, ma anche per genitori, in varie località della Romagna e a San Marino.
Svolge attività libero-professionale presso proprio studio a Bellaria (via Conti 37) e a Bologna. Ha rapporti di collaborazione consolidati con i Servizi Educativi di San Marino e con il Centro per le Famiglie di Rimini, organizzando serate a tema su diverse tematiche, in particolare sui bisogni dei bambini, le relazioni interfamiliari e il valore delle regole.

 

Tags: abitazione, bambina, bambine, bambini, bambino, casa, famiglia, genitori, psicologo, separazione

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2 commenti su “Risponde lo psicologo – In tema di separazione”

  1. gigi bassanetti ha detto:
    16 Ottobre 2017 alle 18:59

    Buongiorno,
    anche i genitori della mia nipotina si sono separati che aveva poco più di tre anni; attualmente ne ha più di dodici e dorme a giorni quasi alterni dalla mamma e dal papà che risiede nella casa di famiglia.
    Le posso consigliare di continuare a vivere nella casa di famiglia( natale per il bambino) al quale resta comunque un forte riferimento, almeno uno, per gli anni che verranno….
    Auguri sinceri e saluti

    Reply
    1. Annalisa Pomilio ha detto:
      26 Ottobre 2017 alle 08:18

      Grazie per questa testimonianza e per il consiglio prezioso!
      Tanti cari auguri a lei e a tutta la sua famiglia
      Annalisa Pomilio
      noinonni.it

      Reply

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