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Risponde lo psicologo – Il mistero della morte

3 Settembre 2020

logo psicologoQuesta settimana la dottoressa Manuela Arenella, psicologa e psicoterapeuta, risponde alla domanda di una nonna su un tema doloroso, ma con il quale ci troviamo purtroppo prima a poi a fare i conti: come parlare della morte ai bambini?

Trovi altri articoli della psicologa Manuela Arenella su questo tema anche ai seguenti link: 
Come parlare ai bambini della morte    /     
Affrontare il tema della morte con i bambini      /

DOMANDA

Mio nipote di quasi 9 anni mi chiede: nonna, se le persone che muoiono vanno in cielo, io perché non le vedo? Che cosa si può rispondere?

RISPONDE LA DOTTORESSA MANUELA ARENELLA

Il tema della morte è complesso per le emozioni che suscita, per la difficoltà di dover parlare di qualcosa che non si conosce, né si capisce e spesso neanche si accetta.
I bambini hanno bisogno di risposte che permettono di immaginare un aldilà definito, connotato nel modo che ciascuno preferisce, con grandi prati o un tappeto di nuvole; con angeli che cantano o paesi dove si ritrovano tutte le persone che non ci sono più, e ci aspettano felici, in una dimensione priva di sofferenza.
Fa parte di una necessità ontologica, propria dell’uomo, il cercare di dare spiegazioni a ciò che non conosce, e per farlo talvolta bisogna compiere un atto di fede (a prescindere dal proprio credo religioso).

A volte, però, i bambini ci sentono titubanti, incerti, e allora fanno domande “razionali”, che ci mettono all’angolo, che ci fanno dubitare del bellissimo “altro mondo” che avevamo immaginato e dipito per loro.
È importante e rassicurante per i bambini sentire che ci sono adulti che credono fino in fondo anche in ciò che non vedono, toccano o sperimentano concretamente, ma soprattutto che sono capaci di essere sereni anche di fronte all’ignoto, al dubbio.

I 9 anni sono una fase delicata, in cui si è a metà tra l’infanzia e l’adolescenza, per cui c’è una lotta continua tra la ragione e la necessità di essere cullati in un pensiero regressivo.
Alla domanda del bambino, si può rispondere dicendo che il cielo che ospita il Paradiso è molto ma molto più in alto di quello attraversato dagli aerei, o da qualsiasi altro mezzo umano, e che le persone che non ci sono più possiamo continuare a vederle con gli occhi del cuore.
Se ci sentiamo imbarazzati di fronte a certe domande può essere utile condividere anche questa fatica: “Amore, è difficile parlare della morte, nessuno sa cosa succede, perché nessuno è tornato a raccontarcelo, ma io sono convinta che…..” e si dipinge la nostra idea.
Ciò che conta non sono tanto le spiegazioni che si danno, quanto le emozioni che si trasmettono e i vissuti che ci attraversano, poiché i bambini sono degli esperti nel cogliere l’autenticità e la verità che ognuno di noi porta dentro.

Potrebbero interessarti anche questi articoli: Come parlare ai bambini della morte, Parlare della morte con i bambini: come e perché, Come spiegare la morte ai bambini, 

MANUELA ARENELLA, psicologa psicoterapeuta, specializzata in psicoterapia dell’infanzia e dell’adolescenza a Bologna, già da alcuni anni tiene corsi di formazione per educatori di asili nido e personale docente, ma anche per genitori, in varie località della Romagna e a San Marino.
Svolge attività libero-professionale presso proprio studio a Bellaria (via Conti 37) e a Bologna. Ha rapporti di collaborazione consolidati con i Servizi Educativi di San Marino e con il Centro per le Famiglie di Rimini, organizzando serate a tema su diverse tematiche, in particolare sui bisogni dei bambini, le relazioni interfamiliari e il valore delle regole.

Tags: Arenella, bambini, domanda, famiglia, genitori, Manuela, morte, nipoti, nonna, nonni, nonni e bambini, nonni e nipoti, nonno, psicologia, psicologo

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4 commenti su “Risponde lo psicologo – Il mistero della morte”

  1. rita fiorentino ha detto:
    5 Ottobre 2013 alle 23:07

    Alla mia nipotina di sei anni, dopo che è morta la sua bisnonna (mia madre), ho detto che la nonna se ne era andata perchè voleva essere vicina al nonno e agli zii. Poichè ho in casa l’urna cineraria di mia mamma, le ho detto che all’interno c’erano tutte le farfalline che facevano compagnia alla nonna. Lei ha accettato tutto con molta serenità e, a tutt’oggi, ne ha rispetto e venerazione.

    Reply
    1. Annalisa ha detto:
      6 Ottobre 2013 alle 09:12

      Bellissima testimonianza, Rita. Ed è così che dovrebbe essere per tutti: tenere vivo nel proprio cuore il ricordo, bello anche se naturalmente velato di malinconia, di coloro che ci hanon lasciato.
      Un abbraccio
      Annalisa Pomilio
      Redazione di noinonni.it

      Reply
  2. Je ha detto:
    23 Dicembre 2013 alle 19:24

    Un abbraccio a tutti e buone feste!
    Je

    Reply
    1. Annalisa ha detto:
      24 Dicembre 2013 alle 09:18

      Grazie, e buone feste anche a te!

      Reply

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