Miopia nei bambini: interveniamo subito!

Sapete che cos’è la miopia? Immagino che gran parte delle persone risponda, come ho fatto io, che si tratta della difficoltà a vedere nitidamente da lontano; è però una definizione molto generica e ben lontana dall’abbracciare l’entità di un fenomeno, quello della diffusione della miopia, che interessa un numero sempre maggiore di bambini. Un disturbo visivo che spesso viene sottovalutato anche dai genitori: un genitore su tre, infatti, non ha chiara la definizione di miopia, un disturbo importante anche per la sua vasta diffusione.
È stato questo il tema di un interessante incontro, “I genitori e la salute visiva dei loro bambini, cosa pensano le famiglie italiane sulla gestione della miopia”, in cui sono stati presentati i risultati di un’indagine internazionale, condotta da Ipsos per EssilorLuxottica, volta a indagare il rapporto tra le famiglie e la salute visiva, con un focus particolare sulla gestione della miopia.
Un fenomeno in crescita
Ma partiamo da un dato: la miopia è un fenomeno non solo in crescita, ma che si sta anche modificando. L’aumento delle persone affette da questo disturbo visivo (l’Organizzazione Mondiale della Sanità stima che entro il 2050 ben 5 miliardi di persone saranno miopi) non può infatti essere giustificato solo da fattori genetici, ma deve essere messo in relazione con i nostri modelli di vita, e in particolare con l’uso intenso dei dispositivi digitali.
Non solo: la miopia colpisce sempre prima, e sono sempre più numerosi i bambini che ne soffrono, mentre viceversa molti genitori tendono a non darle le giusta importanza, pensando che sia facile correggerla.
Invece la miopia è un disturbo che non va sottovalutato: non adeguatamente diagnosticata e corretta, può infatti influire sullo sviluppo dei bambini e sul loro successo scolastico, rendendo per loro difficoltoso leggere alla lavagna o alla LIM, provocando difficoltà di concentrazione e, quindi, causando insuccessi scolastici che poi minano anche l’autostima. E poi, col tempo, non trattata adeguatamente, tende ad aggravarsi.
Che fare?
Che fare, dunque? Prima di tutto, bisogna curare lo stile di vita dei bambini, facendo loro trascorrere più tempo all’aria aperta, con una buona luce naturale, e limitando il tempo in cui stanno davanti agli schermi.
Poi, è indispensabile una diagnosi tempestiva. Lo studio in particolare ha evidenziato come in Italia la prima visita oculistica avvenga per lo più all’ingresso nella scuola primaria, quindi intorno ai 6 anni, quando, proprio in relazione alla lettura da distante, cominciano a evidenziarsi i primi problemi. In realtà invece un primo controllo andrebbe fatto già intorno ai 3 anni o, in caso di forte familiarità, perfino prima. Nei bambini, infatti, la miopia può peggiorare rapidamente, quindi è bene intervenire fin dalle prime manifestazioni del disturbo.
C’è però una buona notizia: la miopia si può non solo correggere, ma anche frenare, grazie alla tecnologia H.A.L.T. (Highly Aspherical Lenslet Target) che, applicata a lenti particolari come le Stellest® (proposte da EssilorLuxottica), rallenta la sua progressione fino al 67%. Risultati ottimi, che però richiedono una collaborazione costruttiva tra le famiglie e gli specialisti del settore, oculisti ma anche ottici-optometristi in grado di seguire i bambini in modo professionale e costante, monitorando fase per fase l’evolversi della miopia.
Disclaimer
Le informazioni riportate rappresentano indicazioni generali e non sostituiscono in alcun modo il parere medico.
