Skip to content
  • Chi siamo
  • Contatti
  • Cookie Policy
  • Privacy policy
Noi Nonni

Noi Nonni

Primary Menu Noi Nonni

Noi Nonni

  • Home
  • Filo diretto
    • Vita da nonna
    • Nonni e genitori
    • Nonni e nipoti
    • Nonni in pratica
    • Parliamo di noi
    • Risponde lo psicologo
  • Benessere
    • Animali e natura
    • Benessere bambini
    • Star bene
  • Da fare con i nipoti
    • Compiti in allegria
      • Italiano
      • Matematica
      • Inglese
    • Fiabe, storie & Co
    • Filastrocche e poesie
    • Giochi
    • Lavoretti
    • Ricette per giocare
  • Da fare per i nipoti
    • Con le nostre mani
    • I consigli della nonna
    • Le ricette della nonna
      • Contorni
      • Dolci
      • Piatti unici
      • Pizze, torte salate & Co
      • Secondi piatti
      • Primi piatti
    • Primi sapori e primi pranzetti
  • Tempo libero
    • Da vedere
      • Abruzzo
      • Basilicata
      • Calabria
      • Campania
      • Emilia-Romagna
      • Friuli-Venezia-Giulia
      • Lazio
      • Liguria
      • Lombardia
      • Marche
      • Molise
      • Piemonte
      • Puglia
      • Sardegna
      • Sicilia
      • Toscana
      • Trentino-Alto Adige
      • Umbria
      • Valle d’Aosta
      • Veneto
    • Libri
  • Risponde lo psicologo

Risponde lo psicologo – Se il conflitto è uno stile

4 Aprile 2018

Va bene la naturale crisi di opposizione, ma bisogna stare attenti che quello che pensiamo sia “crisi di opposizione” non sia invece richiesta di attenzioni e di amore. Il parere della psicologa Manuela Arenella.

DOMANDA

Mio figlio, di 7 anni, mi sfida continuamente e vuole suscitare le mie reazioni negative. Io gli dico continuamente che “è l’unico bambino al mondo che vuole essere sempre ripreso e rimproverato” e continuamente lo riprendo per ogni dispetto che combina…
Sebbene rivendichi autonomia, mi pare che sia molto dipendente da me e dal mio giudizio. Che danno mai avrò combinato nell’educarlo? Come posso rimediare per garantirgli un’autonomia autentica?

RISPONDE LA DOTTORESSA MANUELA ARENELLA

Gentile Signora, di solito la rabbia e l’opposizione celano in realtà una richiesta, un bisogno di amore.
Molte volte si innescano circoli viziosi per cui si scambiano le naturali opposizioni dei bambini come provocazioni, e spesso ciò genera nell’adulto pregiudizi che portano a entrare in conflitto e a rispondere alla rabbia del bambino con altrettanta rabbia.
Il tutto, nel tempo, tende a connotare il rapporto di un tono di sfida continua dalla quale però tutti, sia i genitori che il bambino,  escono sconfitti.

Talvolta noi adulti diamo per scontato che i bambini debbano ubbidirci e basta, e non teniamo conto del fatto che un bambino che si oppone sta cercando in qualche modo di “dire la sua”, di affermarsi, e che forse avrebbe bisogno di mediazioni, di atteggiamenti non umilianti che riconoscano la rabbia, ma sostengano l’importanza di fare ciò che si chiede, non “per accontentare mamma e papà”, ma per il bene del bambino stesso.
“Vestiti da solo”, ad esempio, non deve voler dire “lo devi fare così mi libero di un peso”, ma il “sei capace di farlo e mi dà gioia vedere che diventi grande”.

Non esiste bambino al mondo che voglia essere sempre rimproverato, ma a volte i meccanismi che si instaurano fanno sì che i bambini si sentano visti solo “a l negativo”, cioè i genitori prestano loro attenzione solo se combinano qualcosa o se si rifiutano di fare da soli. E dato che per un bambino la cosa più importante è lo sguardo dei genitori, meglio essere visti come delle pesti, piuttosto che non essere visti per niente!

Bambini provocatori sicuramente attivano rabbia e rifiuto, anche perché questa è la modalità relazionale che conoscono e che tentano di riprodurre anche con altri adulti (ad esempio a scuola).
Sarebbe importante andare oltre l’atteggiamento e riconoscere che, dietro la sfida, c’è un bambino che ci sta chiedendo qualcosa, forse di esserci in modo diverso, più costruttivo, e di dimostrare che lo desideriamo comunque.
È importante aiutarlo a costruirsi un’identità al positivo, valorizzando gli aspetti di risorsa, i lati positivi, invece che rimarcare sempre quelli negativi.

Si può spiazzare il bambino provando ad aprire un dialogo franco: “la mamma vede che sei molto arrabbiato, ma non riesco a capire come aiutarti. Mi dici dove sbaglio, cosa faccio che, pur non volendo, ti ferisce?”.
Ovviamente ognuno trovi le parole più adatte a sé e i tempi giusti, ma è importante provare a parlare sinceramente, per interrompere un braccio di ferro che lascia nell’adulto impotenza e sensi di colpa e nel bambino la sensazione di essere solo, non capito.

Questo vissuto di rabbia e attenzione continua alle reazioni dell’adulto, ovviamente non permette al bambino di avere energie mentali libere e disponibili per lo studio e i processi legati ad una crescita sana ed armonica.
Finché sono impegnato a recriminare e cercare di ottenere un riconoscimento dai genitori, non posso pensare di iniziare a camminare sulle mie gambe e a crescere.
L’autonomia vera deriva da una dipendenza pienamente soddisfatta.

È necessario, pertanto, fare qualche passo indietro, riprendere le fila del rapporto, per colmare quei bisogni di coccole, riconoscimento, approvazione e accettazione piena che sono rimasti inascoltati.

 

MANUELA ARENELLA, psicologa psicoterapeuta, specializzata in psicoterapia dell’infanzia e dell’adolescenza a Bologna, già da alcuni anni tiene corsi di formazione per educatori di asili nido e personale docente, ma anche per genitori, in varie località della Romagna e a San Marino.
Svolge attività libero-professionale presso proprio studio a Bellaria (via Conti 37) e a Bologna.
Ha rapporti di collaborazione consolidati con i Servizi Educativi di San Marino e con il Centro per le Famiglie di Rimini, organizzando serate a tema su diverse tematiche, in particolare sui bisogni dei bambini, le relazioni interfamiliari e il valore delle regole.

 

Tags: bambine, bambini, bambino, bambona, conflitto, famiglia, Manuela Arenella, nipote, nipoti, nonna, nonne, nonni, nonno, psicologa, psicologo, richiesta amore, richiesta attenzione

Continue Reading

Articolo precedente Risponde lo psicologo – Non ubbidisce mai!
Articolo successivo Risponde lo psicologo – Un bambino che gioca con le bambole…

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Annalisa Pomilio - Il grande libro dei nonni

Gite, viaggi e visite per tutti

Clicca sull’Italia e scopri le mete regione per regione.

Newsletter noinonni

Scopri i nostri social

  • Facebook
  • Twitter
  • Instagram

Ultimi articoli pubblicati

  • Le ricette della nonna
  • Secondi piatti

Le uova con pomodori e peperoni

5 Luglio 2026
  • Filastrocche e poesie

Poesie per i bambini – “Alla festa del sole”

3 Luglio 2026
  • Libri

Libri per bambini – “Il Maestro di carta”

1 Luglio 2026
  • Vita da nonna

Vita da nonna – Iniziano le vacanze…

28 Giugno 2026
  • Star bene

Congelare e surgelare: come conservare i cibi

24 Giugno 2026

Qui si parla di:

bambina bambine bambini bambino benessere compiti craft cucina fai da te famiglia filastrocca genitori giocare gioco gita Italiano lavoretto leggere lettura libri libro mamma mamme Natale nipote nipoti noinonni noi nonni nonna nonne nonni nonni e bambini nonni e nipoti nonno poesia psicologia psicologo ricetta ricette salute scheda scuola scuola primaria star bene visita

I post più letti

1
  • Le ricette della nonna
  • Secondi piatti

Le uova con pomodori e peperoni

2
  • Filastrocche e poesie

Poesie per i bambini – “Alla festa del sole”

3
  • Libri

Libri per bambini – “Il Maestro di carta”

  • Facebook
  • Twitter
  • Instagram
Copyright Noinonni.it © All rights reserved.