In visita alle fortificazioni della Linea Cadorna

Per i nonni appassionati di storia, ecco una gita molto bella da fare con i nipoti: quella alle fortificazioni della Linea Cadorna nel tratto a nord di Varese (Lombardia).
La Linea Cadorna (il cui nome “ufficiale” è  Sistema Difensivo Italiano alla Frontiera Nord con la Svizzera ) è una lunga linea difensiva che va dalla Val d’Ossola, in Piemonte, fino alle Alpi Orobiche, in Lombardia, costruita per difendere la Pianura Padana e la zona più ricca di industrie del Paese da un’eventuale aggressione da nord-ovest… che poi (fortunatamente) non c’è stata: per questo la fortificazione non è mai stata usata per combattere.
Si tratta di un’opera imponente, iniziata nel 1911 ma che poi ebbe un impulso decisivo allo scoppio della Grande Guerra, nel 1915, per volere delle generale Luigi Cadorna, a cui deve il nome con il quale è nota.
Oggi, un tratto di questa linea difensiva è stata recuperata ed è visitabile in una facile passeggiata  da fare anche con i nipotini (non troppo piccoli: a partire dagli 8-9anni) per toccare con mano un pezzo della nostra storia.

Luoghi anche della Resistenza

Ma andiamo per ordine. Gli itinerari di visita possibili sono diversi, sia in Piemonte sia in Lombardia, e i percorsi non sono difficili, anche se è bene andare preparati con abbigliamento da trekking e anche eventualmente una pila frontale che può essere utile nei tratti coperti.
Quello che abbiamo scelto parte da Cassano Valcuvia e dalla visita al Centro Documentale “Frontiera Nord Linea Cadorna”, un’introduzione completa e interessantissima a quello che si vedrà poi nella camminata “in trincea”.
E qui si scopre che, se queste fortificazioni non sono state mai usate a scopi difensivi, proprio in questo tratto durante la Seconda Guerra Mondiale sono state teatro della Battaglia di San Martino, uno dei più importanti episodi della Resistenza italiana.

L’itinerario da Cassano Valcuvia

@ Domenico Semeraro

Da Cassano Valcuvia, in pochi passi, si arriva alla piccola chiesa di San Giuseppe e, appena dietro, al percorso lungo le fortificazioni. Fortificazioni che conservano i camminamenti, spesso scavati nella roccia oppure realizzati in cemento, le postazioni per le mitragliatrici, i ricoveri in caverna o in galleria, spesso realizzati intorno a delle sorgenti (l’acqua era preziosa!), che servivano a dare un po’ di respiro ai soldati, ma anche per conservare i materiali, le munizioni…
Insomma, una visita che ci permette di renderci conto di com’era davvero la vita dei soldati nelle trincee. E intorno, a gettare appena uno sguardo oltre il muro che delimita le fortificazioni, una natura così serena, che sembra così estranea alla guerra…

Una passeggiata per far rivivere la storia

Una visita non solo bellissima, ma anche perfetta per parlare con i bambini e i ragazzi, per raccontare loro di quella guerra che è costata tanto ai nostri nonni, e che fa parte della nostra storia. E per imparare a dire sempre no alla guerra, come recita la nostra Costituzione (“L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come risoluzione delle controversie internazionali, art. 11).

Informazioni: Centro Documentale “Frontiera Nord Linea Cadorna”

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