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Risponde lo psicologo – L’influenza della TV

29 Ottobre 2014

logo psicologoInutile negarlo, alcuni dei programmi televisivi  indirizzati ai bambini ci lasciano francamente perplessi. Che cosa possiamo fare? Una nonna lo chiede alla nostra consulente,  Manuela Arenella,  psicologa psicoterapeuta, specializzata in psicoterapia dell’infanzia e dell’adolescenza. Ecco la sua risposta.

DOMANDA

Ho avuto occasione di assistere, insieme ai miei nipotini, alla rappresentazione dei cartoni animati trasmessi dalla Rai nelle ore serali: sono assolutamente diseducativi, sia per il tipo di linguaggio
generalmente aggressivo e pungente, sia per i contenuti privi di valori, improntati sulla violenza e sulla sopraffazione. Quale insegnamento ne traggono i bambini di 5, 6, 7 anni? Lo ritroviamo nei loro comportamenti quotidiani, quando si rivolgono in modo strafottente e insopportabile
nei confronti di chi li circonda. Dobbiamo impedirne la visione?

RISPONDE LA DOTTORESSA MANUELA ARENELLA

La televisione è sicuramente uno strumento potente, in grado di condizionare, o quanto meno suggestionare i bambini che, quanto più sono piccoli, tanto più vengono “ipnotizzati” da immagini, suoni, colori che si susseguono freneticamente, in modo spesso frammentato.
È un bombardamento di stimoli che non lascia spazio alla possibilità di elaborazione, e soprattutto non lascia spazio all’immaginazione.
Se ascoltando una storia posso immaginarmi come voglio la strega cattiva, o chiedere di rallentare o ripetere un passaggio saliente, la TV non aspetta e, di conseguenza, non rispetta i tempi, i bisogni, le particolarità dei suoi utenti.
Nelle storie raccontate, la violenza e la paura sono mediate dalla fantasia, dal “tanto tempo fa….” e dalla voce dell’adulto, che può calibrare l’intensità in base alla reazione del bambino. Di fronte alla TV non esistono mediazioni, soprattutto quando i bambini vengono lasciati soli davanti a questa scatola “magica”, che li affascina e li fagocita.

Detto questo, non si può vietare in toto l’uso della TV o la visione di certi programmi, ma si può regolamentarlo, limitarlo a 30-60 minuti nell’arco dell’intera giornata, lasciando la maggior parte del tempo alla possibilità di inventare giochi, allenare la fantasia e, perché no, di annoiarsi.

Rispetto all’offerta, sicuramente oggi quella della TV è più varia ed articolata: si passa dai cartoni “di un tempo” (Puffi, Barbapapà, Pimpa, ecc..) a programmi “educativi”, a cartoni che propongono dinamiche di lotta, di inclusione/esclusione dal gruppo, di soprusi, ecc….
Non possiamo analizzare i contenuti dei diversi programmi, anche perché la TV dovrebbe appartenere a un ambito ricreativo, dove non c’è una finalità particolare, ma solo il gusto di guardarla, di abbandonarsi a una storia fatta di colori, immagini, ecc..
Possiamo però cercare di capire cosa trovano i bambini in un determinato cartone animato, che può diventare lo spunto per affrontare dinamiche di gruppo legate anche alla loro realtà.

Un fattore protettivo è la presenza di un adulto che, anche solo con commenti brevi, tiene il bambino agganciato alla realtà, e può commentare le dinamiche di violenza o sopraffazione a cui fa riferimento il programma, fornendo la propria chiave di lettura su ciò che accade, o facendo domande per evitare, nel bambino, una fruizione esclusivamente passiva .

Dobbiamo valutare se è meglio dirgli cosa guardare e cosa no, oppure fornirgli gli strumenti (emotivi e cognitivi) per poter guardare programmi diversi (talvolta purtroppo anche discutibili), ma con uno sguardo critico e attraverso il filtro della propria personalità.

MANUELA ARENELLA, psicologa psicoterapeuta, specializzata in psicoterapia dell’infanzia e dell’adolescenza a Bologna, già da alcuni anni tiene corsi di formazione per educatori di asili nido e personale docente, ma anche per genitori, in varie località della Romagna e a San Marino.
Svolge attività libero-professionale presso proprio studio a Bellaria (via Conti 37) e a Bologna. Ha rapporti di collaborazione consolidati con i Servizi Educativi di San Marino e con il Centro per le Famiglie di Rimini, organizzando serate a tema su diverse tematiche, in particolare sui bisogni dei bambini, le relazioni interfamiliari e il valore delle regole.

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