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Risponde lo psicologo – Le sgridate

21 Marzo 2014

logo psicologoUn nuovo interessante contributo su un tema di psicologia a misura di bambino della dottoressa Manuela Arenella, psicologa psicoterapeuta, specializzata in psicoterapia dell’infanzia e dell’adolescenza.
Oggi risponde alla domanda di una mamma preoccupata della reazione del figlio di fronte ai rimproveri.“È importante trasmettere ai bambini cosa si può fare e cosa no, ma anche ribadire che non è mai in discussione l’amore verso di loro.”

Trovi altri articoli su questo tema anche ai seguenti link:
Risponde lo psicologo – Premi e punizioni
Le “regole d’oro” delle punizioni
Risponde lo psicologo – Time out!

DOMANDA

Mio figlio di 4 anni e mezzo anni negli ultimi tempi ha preso l’abitudine di cominciare a piangere e a dire “la mamma non mi vuole” quando lo rimprovero perché ha fatto qualcosa di sbagliato. Ovviamente io provo a spiegargli che se l’ho sgridato non significa che non gli voglio bene, ma la volta successiva accade la stessa cosa. Questo comportamento poi passerà da solo, oppure c’è qualcosa che posso fare per rassicurarlo?

RISPONDE LA DOTTORESSA MANUELA ARENELLA

Ci sono alcune fasi della crescita in cui i bambini attraversano dei momenti di cambiamento (nascita di un fratellino, traslochi, periodo di nervosismo tra i genitori, ecc…) che possono renderli più vulnerabili.
Inoltre intorno ai cinque anni si consolida il processo di individuazione e comincia a ridursi l’egocentrismo, per cui i bambini si rendono conto di essere “separati”, individui distinti dai propri genitori che, non essendo “parti di sé”, possono allontanarsi. In questa fase le sgridate possono trasmettere al bambino la minaccia di non essere più voluti, il rischio di poter essere abbandonati; per questo hanno la tendenza, dopo aver combinato qualcosa, a correre a rassicurarsi che la mamma non sia più arrabbiata, che ci sia ancora.
È giusto perciò rassicurarli sul fatto che le sgridate non implicano l’essere amati meno o non essere voluti. L’amore dei genitori è qualcosa che non deve mai essere messo in discussione, mai essere oggetto della minaccia “se fai così non ti voglio più bene”.
Talvolta i bambini provano a farci sentire in colpa per evitare le sgridate. È importante non “cascarci”, per non privare il bambino di quella parte della vita fatta anche di limiti e divieti.
Capita però anche che le sgridate siano caricate di una rabbia eccessiva, di una tensione che va oltre quello che il bimbo effettivamente ha combinato (perché siamo nervosi, perché ci sono nostri aspetti irrisolti che ci fanno scattare per una determinata cosa, eccetera) e perciò veicolano un vero rifiuto verso il bambino e non solo verso quello che ha fatto.
Quindi, per tornare al tema specifico della domanda, la prima cosa da fare è valutare:
– che cosa può essere successo quando il bambino ha cominciato a mettere in atto questo atteggiamento;
– che cosa proviamo realmente quando lo sgridiamo.
Al di là delle rassicurazioni che possiamo dare a parole, quello che i nostri figli avvertono è il nostro sentimento più profondo. Se una determinata cosa ci irrita particolarmente per motivi legati al nostro passato, il bambino capta quella irritazione e la ricollega a sé, sentendosi indegno e a rischio di perdere l’amore dei genitori.
Tutto ciò ovviamente non significa rinunciare alla funzione educativa che le “sgridate” hanno. È importante che il genitore trasmetta cosa si può fare e cosa no, allenando il proprio bambino anche a gestire le frustrazioni. Ma è altrettanto importante spiegare ai bambini che le sgridate sono date a loro tutela, far sì che siano legate al comportamento e non alla persona (non “tu sei sciocco” ma “la cosa che hai fatto è sciocca”) e ribadire che non mettono comunque mai in discussione l’amore che proviamo per loro.

MANUELA ARENELLA, psicologa psicoterapeuta, specializzata in psicoterapia dell’infanzia e dell’adolescenza a Bologna, già da alcuni anni tiene corsi di formazione per educatori di asili nido e personale docente, ma anche per genitori, in varie località della Romagna e a San Marino.
Svolge attività libero-professionale presso proprio studio a Bellaria (via Conti 37) e a Bologna. Ha rapporti di collaborazione consolidati con i Servizi Educativi di San Marino e con il Centro per le Famiglie di Rimini, organizzando serate a tema su diverse tematiche, in particolare sui bisogni dei bambini, le relazioni interfamiliari e il valore delle regole.

 

Tags: Arenella, bambina, bambino, famiglia, genitori, Manuela, nipote, nipoti, nonna, nonni, nonno, psicologia, psicologo, punizione, rimprovero, sgridata

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2 commenti su “Risponde lo psicologo – Le sgridate”

  1. Geremia ha detto:
    19 Settembre 2016 alle 11:33

    Siamo due nonni e abbiamo tre splendidi nipoti ci piace molto leggere i vostri consigli sono molto interessanti condivido pienamente tempo fa mi arrivavano tanti link adesso non piu non so perche’.ciao grazie di tutti i consigli che publicate

    Reply
    1. Annalisa Pomilio ha detto:
      19 Settembre 2016 alle 13:04

      Grazie mille per i complimenti, Geremia. Non so come mai non vi arrivino più i link. Se però venite a trovarsi sul sito con continuità, troverete sempre i nuovi articoli.
      Buona giornata e tanti auguri a voi e ai vostri nipotini!
      Annalisa Pomilio
      redazione di noinonni.it

      Reply

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