La leggenda di re Laurino

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C’era un volta, nel cuore delle Dolomiti, un regno incantato. Il suo territorio, che si estendeva lì dove oggi si innalza maestoso il Gruppo del Catinaccio, era occupato interamente da un grande giardino dove crescevano splendide rose rosse.
Questo regno incantato era abitato da nani che avevano raccolto e nascosto nelle loro caverne sotterranea enormi ricchezze e che obbedivano agli ordini del Re Laurino.
Il re, come tutti i suoi sudditi, era un omino molto piccolo, ma grazie alla cintura magica che portava aveva la forza di dodici uomini.

Vicino a quello di re Laurino si estendeva il regno di Ildebrando. Questo re aveva  una figlia bellissima, Similde, e Laurino decise di chiederla in sposa e per questo inviò al re suo vicino tre nani come messaggeri. La bella principessa però rifiutò la proposta. Allora re Laurino la rapì e la portò nel suo regno delle rose.

rose-giardinoRe Ildebrando e i suoi cavalieri decisero di vendicare l’offesa e di riportare indietro Similde. Fu così che il bellissimo giardino si ritrovò circondato di guerrieri, pronti a varcare il confine tra i due regni. Iniziò allora una violenta battaglia.
Nonostante la magica cintura del sovrano, che gli dava una forza sovrumana, i nani si ritrovarono presto in difficoltà e perfino Laurino, vista la situazione disperata delle sue truppe, decise di fuggire. Ma non ci riuscì: un cavaliere riuscì a catturarlo e a strappargli di dosso la cintura, costringendolo ad arrendersi.

Catinaccio-DolomitiIldebrando decise di portare Laurino, ormai prigioniero, nel suo regno. Ma proprio mentre stava per abbandonare per sempre il suo territorio Laurino, folle di rabbia, si voltò verso il giardino e pronunciò una crudele maledizione: nessuno avrebbe più potuto ammirare le rose del suo giardino, né di giorno né di notte.
Così le rose scomparvero e il giardino di Re Laurino fu tramutato in roccia. Però il re dei nani si dimenticò di due momenti della giornata: l’alba e il tramonto. Perciò al sorgere e al calar del sole, ancora oggi, le pareti del Catinaccio si colorano di rosa, mostrando lo splendore dell’antico regno di Re Laurino.

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