Giovani si diventa

GIOVANI_si-diventa-locandinaAvete voglia di una serata tranquilla al cinema, a vedere un film piacevole e che fa pensare (ma senza pesantezza)? Il nostro consiglio è di andare a vedere Giovani si diventa.
No, non parla della nostra generazione, ma piuttosto di quella dei nostri figli (anno più, anno meno) che comincia a fare i conti con la generazione ancora successiva, quella che viene avanti e inizia a bussare alla porta.
Due generazioni che si confrontano, come sempre avviene, e si scontrano, anche questo come avviene sempre: perché ogni nuova generazione pensa di dover correggere gli errori di quella precedente prendendo strade diverse, anche se in realtà non c’è mai una strada assolutamente vincente (ma questo lo sappiano noi nonni, con la saggezza della nostra esperienza)

I “vecchi” del film sono Josh (Ben Stiller) e Cornelia (Naomi Watts) Srebnick, una coppia di quarantenni newyorkesi felicemente sposati. Dopo aver provato senza successo ad avere dei figli, Josh e Cornelia hanno deciso di fermarsi e accettare la situazione. Cornelia è una produttrice cinematografica, mentre Josh è un regista di documentari in crisi, che da diversi anni non riesce neanche a terminare il montaggio del suo ultimo documentario e comincia a rassegnarsi all’idea che la spinta artistica si è affievolita. Entrambi, ma soprattutto Josh, sentono di dover dare una svolta alla propria vita.

E la svolta sembra arrivare quando Josh conosce Jamie (Adam Driver) e Darby (Amanda Seyfried), una coppia di hipster quasi trentenni, lui documentarista della generazione YouTube e lei gelataia bio, appassionati di videogame vintage e di animali domestici insoliti (allevano un pollo in casa).

Josh e Cornelia sono conquistati da questa amicizia, che sembra portare una ventata di novità nella loro vita e promette quasi di poter riportare indietro qualcosa della loro giovinezza: abbandonano gli amici di sempre per seguire i due giovani, che ai loro occhi appaiono liberi, disinibiti e pieni di vita.
Le cose però non vanno così lisce… ma non vi diciamo di più, per non togliervi il piacere della scoperta.

Quello che è certo è che il film, firmato da Noah Baumbach, riesce a restituire con grande finezza queste differenze generazionali, che anche noi abbiamo sotto gli occhi. Notevole l’interpretazione dei quattro attori, tutti bravissimi, in un “film di parole” che in diversi punti ricorda l’intramontabile Woody Allen.

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