Visite con i bambini – Una passeggiata nel parco… dei mostri!

L’Orco – Parco dei Mostri di Bomarzo

Un parco… ma non solo un parco! Se siete dalle parti di Roma, concedetevi una passeggiata al Parco dei Mostri di Bomarzo (in provincia di Viterbo), anche insieme ai bambini, per scoprire un parco dalle mille sorprese.
Ma iniziamo con un po’ di storia. Il parco fu realizzato, verso la metà del XVI secolo, per volere del principe Pier Francesco (detto Vicino) Orsini, che lo dedicò alla moglie, Giulia Farnese. Come vedete, grandi nomi della nobiltà romana…
A progettarlo fu l’architetto Pirro Ligorio, mentre le statue che fanno la sua particolarità sono dello scultore Simone Moschino.
Dopo la morte dell’ultimo principe Orsini, nel 1585, il parco cadde però in abbandono, finché non fu ripreso e restaurato da Giancarlo e Rina Severi Bettini.

Questa, la storia. Che però, letta così, non dà ragione della straordinarietà di questo parco, e del senso di sorpresa che coglie il visitatore quando vi si addentra e scopre le incredibili sculture e realizzazioni che lo popolano.
Già all’ingresso, si viene accolti da due Sfingi, donne col corpo di leone poste a guardia del parco. Ma poi, procedendo nella passeggiata, si incontrano tante altre realizzazioni – statue e architetture – che ci destano un senso di meraviglia e il cui significato non è sempre chiaro.
Prendete per esempio la Casa pendente, costruita su una roccia inclinata e tutta “storta” (i pavimenti non sono ad angolo retto rispetto ai muri): entrando, il visitatore viene colto da una sorta di capogiro, una sensazione forte e insolita (molto divertente per i bambini) di perdita di orientamento. Oppure guardate la grossa testa del Proteo (o forse Glauco), poggiata direttamente sul suolo e con la bocca spalancata. Oppure il gruppo della Tartaruga e della Balena, con i due animali che sembrano fissarsi uno di fronte all’altro. O ancora, l’Orco, un faccione di pietra con la bocca spalancata su cui è scritto “Ogni pensiero vola”; l’Orco è l’accesso a una stanza scavata nel tufo dove ci sono alcune panche e un tavolo, la cui particolarità è che la forma delle pareti determina degli strani echi che deformano il suono.
Ma questi sono solo alcuni dei “mostri” che popolano il parco, unico nel suo genere. Un parco in cui girare senza un percorso preciso, “perdendosi”, lasciandosi incuriosire dalle statue, leggendo le iscrizioni un po’ misteriose che le accompagnano. Una gita bellissima, che piacerà anche ai nostri nipotini (a partire dagli 8 anni).
E finito il giro tra i mostri, possiamo rilassarci nell’area picnic oppure mangiare in uno dei locali del parco, ma anche “liberare” i bambini nel bel parco giochi: così, la gita diventa pienamente a misura di famiglia!

Informazioni: www.sacrobosco.eu

Ecco alcune delle meraviglie del Parco dei mostri.

 

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