In vacanza nel Parco Nazionale d’Abruzzo

Un panorama del parco - foto Umberto Esposito, Wildilife Adventures
Un panorama del parco – foto Umberto Esposito, Wildilife Adventures

In vacanza con i nipoti? Ecco una meta ideale: il Parco Nazionale d’Abruzzo. Fresco e tranquillità, e tante passeggiate adatte a nonni e bambini.

Inaugurato nel lontano 1922, il Parco Nazionale d’Abruzzo è il più antico parco naturale d’Italia. Il suo ruolo storico è stato ed è fondamentale, in particolare per la conservazione di specie, come l’orso bruno marsicano, il lupo o il camoscio d’Abruzzo, un tempo molto diffuse, ma che rischiavano di scomparire.

Quasi cent’anni di vita, dunque, per un parco che abbraccia un’area vastissima (oggi si estende su quasi 50.000 ettari, in gran parte in provincia dell’Aquila, ma anche di Frosinone, nel Lazio, e in Molise), ricco di rilievi montuosi coperti da fitti boschi, che grazie all’istituzione del parco sono stati preservati e tenuti al riparo da un’eccessiva e incontrollata antropizzazione.
Proprio per questo, il Parco Nazionale d’Abruzzo è una meta ideale per una vacanza familiare, con i bambini: offre infatti tante possibilità di gite, visite e divertimento, ma soprattutto tante passeggiate, da fare a piedi o in bicicletta, che hanno il vantaggio di presentare dislivelli molto morbidi e ridotti, facilmente affrontabili perfino chi è un po’ “arrugginito” e non è in vena di fatiche e arrampicate.

Una veduta di Pescasseroli
Una veduta di Pescasseroli

Per una vacanza, noi abbiamo fatto base a Pescasseroli, cuore del parco e sede della sua direzione centrale, un paese ricco di storia e con una buona ricettività turistica.
Qui c’è un maneggio, perfetto per un primo contatto con i cavalli (ci sono anche i pony per il più piccini), oltre a un parco faunistico, un’area attrezzata in cui sono ospitati alcuni esemplari della fauna del parco, come l’orso bruno marsicano, la poiana, il lupo appenninico e i caprioli. Si tratta di animali che sono stati trovati feriti o con problemi tali da non consentire loro di vivere allo stato selvatico: la filosofia del parco infatti è quella di permettere il più possibile agli animali di vivere i libertà.
Ma soprattutto da Pescasseroli partono tanti itinerari per passeggiate di diversa difficoltà. Come scegliere quelle più adatte a famiglie con bambini (e nonni un po’ in là con gli anni)? Lo abbiamo chiesto a un esperto, Umberto Esposito, una guida naturalistica che organizza nel parco escursioni adatte a tutti, dalle famiglie ad appassionati di trekking e di fotografia naturalistica (trovate tutte le informazioni sulla sua attività a questo link: www.wildlifeadventures.it)
Ci ha suggerito tre itinerari facili; perciò armiamoci della carta dei sentieri del parco (indispensabile: la trovate presso l’Ufficio Informazioni del Centro Visita di Pescasseroli) e seguiamo le sue indicazioni!

Pescasseroli – Santuario Monte Tranquillo

Il Santuario di Monte Tranquillo
Il Santuario di Monte Tranquillo

Dal centro abitato di Pescasseroli si prosegue in direzione sud e si costeggia l’Hotel Iris. Poco più avanti si raggiunge su una sterrata l’accesso C del Parco, nei pressi del quale si trova il fontanile della Difesa.
Da qui è possibile proseguire lungo la carrareccia (segnavia C1) che attraversa le immense faggete della foresta della Difesa, una delle meravigliose location del film “La volpe e la bambina”.
Si giunge in una radura riconoscibile per il grosso masso con una croce che ha al centro.
Ora abbandonando la strada ci si addentra nella frescura del bosco seguendo i segnavia C3. Il sentiero si fa ripido ma, tra le verdi chiome dei faggi, si intravede il Santuario di Santa Maria di Monte Tranquillo, da cui si gode di un bel panorama.
Da qui, dopo una sosta riposante, si può tornare indietro lungo la stessa strada.

TEMPO 5 ore  A/R
DIFFICOLTÀ Media (E)
DISLIVELLO 470 m

Pescasseroli – Rifugio Prato Rosso

Il rifugio di Prato Rosso
Il rifugio di Prato Rosso

Da Pescasseroli si raggiunge in auto la località Canala percorrendo la Strada Statale Marsicana 83 in direzione Nord, voltando a destra e superando il ponte sul fiume Sangro.
Lungo il primo tratto dell’itinerario si incontra il tipico ambiente di ripa con salici e pioppi, oltre a frassini e altre essenze. Nei pressi della Canala si trovano una fonte e il capannino di accesso del Parco.
Poco dopo inizia la faggeta, con un ambiente veramente inconsueto e selvaggio, caratterizzato da grandi rocce dalle forme più strane. Licheni e muschi hanno colorato queste formazioni carsiche rendendole ancora più suggestive. Sulle rocce sono abbarbicati vecchi faggi, mentre l’ambiente circostante è ricco di grotte e anfratti utilizzati come rifugio da numerosi animali.
Lungo il percorso si incontrano deviazioni per altri itinerari; facciamo perciò attenzione che il sentiero seguito corrisponda all’A sulla carta dei Parco.
Dopo circa tre quarti d’ora di cammino si raggiunge lo ‘Stazzo di Pratorosso’, una grande radura dove restano ancora i segni di un antico stazzo in pietra. Il nome della località Pratorosso si riferisce alla moltitudine di fragoline di bosco che nel periodo estivo maturano da queste parti (un’attrazione per i bambini!).
Lungo il percorso accade spesso di sentire il caratteristico tamburellio provocato dall’impatto del becco dei picchi sui tronchi degli alberi, nei cui anfratti questi uccelli cercano insetti e larve, o le grida della ghiandaia, che mette in guardia gli altri animali dei bosco dalla presenza dell’uomo. Sui vecchi e marcescenti faggi vive una moltitudine di piccoli animali, come la rara Rosalia alpina, un coleottero dalle lunghe antenne.
Poco più avanti si incontra il Rifugio di Pratorosso (da cui è possibile tornare indietro), i sentieri di accesso A6 e A4 e successivamente una nuova, ampia radura che nella tarda primavera si ricopre di variopinte fioriture.

TEMPO 5 ore  A/R
DIFFICOLTÀ Media (E)
DISLIVELLO 350 m

Pescasseroli – Castel Mancino

Castel Mancino
Castel Mancino

Si tratta di un sentiero breve leggermente ripido, tutto dentro il bosco. Si arriva a Castel Mancino in circa mezz’ora. Dai ruderi del castello si gode di un panorama molto bello su Pescasseroli e sulla vallata dell’Alto Sangro
Il Castel Mancino è un castello-recinto, con mura perimetrali, una torre più grande, detta mastio, e tre torri minori. Costruiti nei secoli IX-X per difendere la popolazione dalle incursioni di Saraceni e Ungari, è stato più volte distrutto da battaglie e terremoti e successivamente ricostruito, fino al definitivo abbandono. Oggi ne restano solo dei ruderi.

Informazioni: trovate tutte le informazioni sul Parco a questo link: www.parcoabruzzo.it

 

Ecco alcune splendide immagini del parco:

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.