I segreti della stampa in un museo

Un piccolo museo, ma un vero gioiello per appassionati e un’autentica scoperta per i bambini. È il Museo della stampa “Andrea Schiavi” di Lodi, che occupa quella che era la sede di una vera tipografia, la Lodgraf (poi Il Pomerio), attiva fino agli anni Ottanta del secolo scorso. E se a noi nonni sembra ieri, in questo breve volgere di tempo nell’arte della stampa è cambiato tutto: con il passaggio al digitale, tutti gli strumenti e i macchinari delle tipografie di un tempo sono finiti in disuso. Per questo per noi è particolarmente bello e importante visitare il museo con i nostri nipotini e poter rivivere con loro un’epoca ormai tramontata.

Il Museo della stampa di Lodi però è più di questo: è un vero viaggio nell’arte della stampa, da Gutenberg ai giorni nostri.
Le macchine esposte, perfettamente restaurate, sono inserite in un percorso didattico che consente ai visitatori, anche a quelli che non hanno mai avuto dimestichezza con questo mondo, di scoprire tanti aspetti dell’arte tipografica nel corso dei secoli. Scopriremo le antiche cassettiere di legno con i caratteri a piombo (altro che i font del computer!) e i torchi e le presse in ghisa dell’Ottocento (da non perdere il “Columbian”, in ghisa e acciaio, costruito a Londra nel 1859: l’unico presente in Italia); potremo capire come sono fatte e come funzionano le macchine linotype e monotype, le macchine per la stampa a braille, quelle per le carte valori… E c’è perfino un modello ridotto del torchio a stampa di Gutenberg, oltre a tanti altri oggetti curiosi.

Il museo nasce con fini didattici, quindi l’ingresso è su prenotazione ed è aperto solo tra settembre e giugno. Ed è una bellissima meta per una gita scolastica: propone infatti visite guidate e diverse attività pratiche e laboratori didattici, per far provare “su campo” ai bambini e ai ragazzi come venivano composti e stampati un tempo i libri.

Informazioni: www.museostampa.org

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