Alberobello, il paese delle fiabe

Vi ricordate le case dei nostri libri di fiabe? Piccole, pareti bianche, un bel tetto a punta… chi non le ha disegnate così? Ebbene, portiamo i bambini a scoprire il paese dove queste case esistono davvero: Alberobello (Bari)!
Una distesa di case dalle pareti di un bianco abbagliante, sormontate da tetti conici di pietra grigia: sono i trulli, le caratteristiche abitazioni per cui appunto è famoso questo paese nel cuore della Puglia.

I trulli non sono un’esclusiva di Alberobello; è vero che nella Murgia si trovano quelli più antichi, ma si possono vedere anche in altre zone della Puglia. Ad Alberobello però è l’intero paese a essere formato da trulli: ce ne sono circa 1500, ciascuno con una sua caratteristica particolare. Un colpo d’occhio superbo, con il bianco abbagliante delle pareti e il grigio dei tetti, che rende la visita davvero indimenticabile.

Ma come mai tanti tutti insieme? Se i bambini ve lo chiedono, raccontate loro questa storia, bella come una fiaba: una volta, tanto tempo fa, in questa zona c’era un fitto bosco disabitato di proprietà dei conti di Conversano. Nel XV secolo cominciarono però ad arrivare pastori e contadini, che dissodarono le terre e iniziarono a coltivarle. E, naturalmente, cominciarono a costruirvi le oro case. Ma a quell’epoca far sorgere un centro abitato voleva dire pagare delle tasse, e i conti non erano tanto d’accordo; perciò i nuovi abitanti furono autorizzati a costruire solo abitazioni a secco, che potevano essere abbattute facilmente se per caso fosse arrivato un ispettore del re. Una bella storia, vero? Un’altra versione vuole invece che i conti punissero con la distruzione della casa i contadini che non erano di loro gradimento, e che quindi, per limitare i danni, i contadini scegliessero di costruire case facili da ricostruire.
Anche se all’apparenza semplici ed essenziali, i trulli nascono da una grande sapienza costruttiva: costruiti a secco, cioè senza l’uso della malta, sono formati da una serie di ambienti a pianta quadrata disposti intorno a un ambiente centrale, quello dove ci si riunisce e si consumano i pasti e in cui si trova un soppalco di legno usato come dispensa. Ogni ambiente ha il suo tetto, a forma di semicupola e realizzato con una serie concentrica di lastre (le cosiddette “chiancarelle”) disposte in strati sovrapposti che rientrano sempre più, man mano che si va verso l’alto. E in cima, sui tetti grigi, a coronare i trulli, spiccano le decorazioni, tutte diverse, con pinnacoli di varie forme e simboli dipinti a calce che si ricollegano alla tradizione cristiana o hanno un significato magico.

 

 

 

 

 

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