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Tra cavalieri e armature al Museo Stibbert, a Firenze

Metti un grande appassionato di arte, un collezionista dalle grandi possibilità economiche. Metti una città come Firenze, con le sue straordinarie tradizioni artistiche; anzi, metti una grande villa immersa nel verde nella zona di Montughi, che nell’Ottocento era una serena campagna appena fuori della città, meta di villeggiatura delle famiglie fiorentine. Ecco, nasce così il Museo Stibbert, una straordinaria casa-museo circondata da un meraviglioso parco che è la meta ideale per una visita, anche con i bambini.

La storia

Ma cominciamo con la storia. Una storia che si chiama Frederick Stibbert, figlio di un militare inglese e di una giovane toscana. Erede di un’enorme fortuna accumulata dal nonno, generale comandante della Compagnia delle Indie e governatore del Bengala, Frederick visse tra Firenze e l’Inghilterra. Ma dedicò la vita soprattutto alla sua passione per l’arte, non solo collezionando armi, costumi e oggetti artistici, ma allestendo fin dall’inizio la sua villa come un museo in cui ambientare in maniera stilisticamente coerente le sue collezioni.
Il museo nasce così e alla morte del fondatore passa alla città di Firenze, diventando così un patrimonio inestimabile per tutti noi.

Il museo e le collezioni

Il museo, dicevamo, è ricchissimo e occupa una vasta ala del complesso, i cui spazi furono organizzati dallo stesso Stibbert, che già aveva pensato di allestire le sue collezioni in umodo che fossero fruibili anche al pubblico.
E le collezioni sicuramente lasceranno senza fiato non solo noi, ma anche i bambini. La parte più spettacolare, per i bambini, è quella ospitata nell’edificio principale, un castello neo-gotico: la Sala della Cavalcata, un grande salone dove davanti ai nostri occhi si materializza una cavalcata di cavalieri cinquecenteschi, imponenti e chiusi nelle loro armature. Manichini, certo, ma ricostruiti con tale verosimiglianza e attenzione ai particolari da dare l’impressione di cavalieri in carne e ossa. Non a caso le pose dei guerrieri e dei cavalli si ispirano ai grandi monumenti equestri o a personaggi storici, come Emanuele Filiberto di Savoia o l’Imperatore Massimiliano d’Austria.

Ma questa non è l’unica sorpresa dell’armeria del museo; c’è anche una sezione dedicata alle armi e agli armamenti del mondo islamico, oltre a una collezione interessantissima sul Giappone, con guerrieri sorprendenti e coloratissimi con abiti e armature di estrema eleganza.

Il parco

Oltre alle armi e alle armature, Stibbert collezionò anche altro, e tutte le sezioni del museo meritano attenzione. Se però vedete che i bambini sono stanchi, riservatevi di completare la visita in un altro momento, magari da soli, e andare a godervi il parco, anch’esso curato da Frederick Stibbert con grande attenzione.

Si tratta di un vero parco romantico con tempietti, suggestive false rovine e specie botaniche pregiate, su cui sorgono diversi edifici: la limonaia, dove si riponevano gli agrumi e le piante più delicate e si coltivavano rare piante tropicali; le scuderie per i cavalli di grande valore di cui erano appassionati Stibbert e sua madre; un tempietto ellenistico, eretto nel 1863, e uno egizio, degli stessi anni, che si specchia in un laghetto. Insomma, un giardino tutto da scoprire, che riserva una sorpresa in ogni angolo, e che insieme alla casa-museo ci permette di gettare uno sguardo sulla vita di questa nobile famiglia della fine dell’Ottocento.

 

Informazioni: Museo Stibbert , Via Stibbert n. 26, Firenze -Tel.055-475520; biglietteria@museostibbert.it ; www.museostibbert.it
Orari museo: lunedì-mercoledì 10-14 ; venerdì-domenica 10-18; giovedì visita in gruppi accompagnati, partenza ogni ora
Orari parco: aprile – ottobre 8-19 ; novembre marzo 8-17; chiuso giovedì

 

 

 

 

 

 

 

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