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Carnevale a Ivrea: la Battaglia delle arance

Un Carnevale davvero particolare, quello di Ivrea (Torino). Un Carnevale noto in tutta Italia per la “Battaglia delle arance” che si svolge ogni anno nella cittadina piemontese nei tre giorni culmine del Carnevale, dalla domenica al martedì grasso.
Ma se tutti lo conoscono per questa colorita “battaglia”, che ne è la manifestazione folcloristica più eclatante (e magari per chi ha bambini non la più abbordabile), non tutti sanno che il Carnevale di Ivrea è il più antico Carnevale storico d’Italia (il primo verbale è del 1808!) e che il suo complesso cerimoniale affonda le radici in diversi episodi storici e leggendari, che risalgono fino al Medioevo.

La Vezzosa Mugnaia

Prima di tutto, c’è la Vezzosa Mugnaia, eroina della festa, che rievoca un episodio leggendario di ribellione e di affrancamento dalla schiavitù di epoca medievale.
La Mugnaia infatti secondo la leggenda si chiamava Violetta ed era una coraggiosa giovane che si ribellò all’odiosa consuetudine delle “ius primae noctis” (sì, proprio quello di cui parla anche Manzoni!) uccidendo il marchese che pretendeva di esercitarlo con lei. La sua ribellione diede il via a una rivolta popolare nel corso della quale il maniero del tiranno fu distrutto.

Il Corteo storico

Questa la leggenda (che a quanto pare ha un fondo di verità). Poi c’è… la festa! E il momento culmine della festa, a parte la battaglia delle arance, è il Corteo storico, popolato da tanti personaggi di epoche diverse: la Vezzosa Mugnaia infatti ha una scorta d’onore ed è affiancata dal Generale (con un costume napoleonico) e il suo brillante Stato Maggiore, formato da ufficiali e vivandiere. C’è poi il Podestà, gli Alfieri che portano le bandiere di cinque rioni della città rappresentati dagli Abbà (dieci bambini in costumi rinascimentali) e la bada di pifferai e tamburi.
Il Corteo storico completo, guidato dalla Mugnaia che, a bordo di un cocchio dorato trainato da tre cavalli bianchi, lancia mimose e caramelle, sfila la domenica pomeriggio e il martedì grasso, il gioco della chiusura del Carnevale con il rogo degli “Scarli”, lunghi pali di legno che vengono bruciati per propiziare il raccolto.

La Battaglia delle arance

Ma poi, naturalmente, c’è la Battaglia delle arance (con arance non adatte a essere mangiate).
La Battaglia delle arance rievoca proprio, simbolicamente, le rivolte popolari del passato e ha anch’essa delle regole (anche se non così rigide!): gli “arancieri” a piedi sono i opolari che combattono contro le guardie del tiranno (gli arancieri sui carri), protette da elmi di cuoio e maschere. La battaglia ha luogo in zone fisse della città

Durante la battaglia, meglio non avvicinarsi troppo, soprattutto con i bambini, e ricordarsi di usare il berretto frigio, il copricapo rosso che serve a non essere colpiti dalle arance! Ma poi, è così divertente che… si passa sopra anche a qualche lancio un po’ maldestro!

 

Informazioni: www.storicocarnevaleivrea.it

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