Il leone e il topo riconoscente

leone-topo-esopoI topini di campagna amavano molto correre, divertirsi e scorrazzare tutto il giorno per i prati in cerca di cibo. Un giorno, mentre erano intenti a una delle loro solite corse, videro un enorme leone che dormiva beato sotto un albero, adagiato sull’erba. Era davvero enorme e maestoso, con quella grande criniera fulva!
Tutti i topini si fermarono, impauriti. Solo uno, il più coraggioso di tutti, decise di andare a guardare da vicino il re degli animali. Si avvicinò pian piano, strisciando tra i fiori e cercando di fare meno rumore possibile. Quando gli arrivò vicino, si fermò e tese l’orecchio, un po’ intimorito. Tutto però andava bene: il leone continuava a ronfare, con un suono profondo e potente.

Allora il topolino si fece coraggio e decise di andare a vedere proprio da vicino vicino quella belva bestione addormentato. Cominciò perciò ad arrampicarsi sulla sua coda. All’inizio avanzava piano piano, un passo dopo l’altro; poi però, visto che il leone non dava segni di risveglio, iniziò a correre. E pensava quasi di avercela fatta quando… sbam!, l’enorme zampa del leone atterrò proprio sul piccolo topolino, imprigionandolo.

Il leone, arrabbiatissimo per essere stato svegliato, lo prese per la coda, lo sollevò e se lo portò davanti agli occhi. Quando si accorse che si trattava di un topolino, aprì le fauci per farne un solo boccone. Il povero topolino, terrorizzato, si dimenava per cercare di liberarsi e intanto supplicava il leone di risparmiarlo dicendogli che, se lo avesse lasciato andare, gli avrebbe dimostrato la sua riconoscenza.
Il leone a queste parole si mise a ridere.
“In che modo pensi di potere un giorno essere utile al re degli animali tu, che sei così piccolo e debole?” gli disse prendendolo in giro. Ma poi, visto che non aveva una gran fame, decise di mostrarsi magnanimo e di liberarlo.

retePassò del tempo. Un brutto giorno il leone, mentre correva nella foresta, finì nella trappola dei cacciatori. Questi lo presero e lo imprigionarono, legandolo a un albero e avvolgendolo in una rete robusta. Invano il leone di dibatté per liberarsi: più si agitava, più la rete di stringeva intorno al suo corpo. Alla fine, esausto, si sdraiò a terra, emettendo di tanto in tanto rauchi ruggiti.
Giunse la sera e i cacciatori si addormentarono. Fu allora che, alla pallida luce della luna, comparve il topolino, che aveva udito da lontano i lamenti del re degli animali. Si mise subito all’opera e in men che non si dica rosicchiò le corde che tenevano legato la maestosa bestia, liberandola.
Quando il leone si fu messo in salvo, correndo lontano dai cacciatori, il topolino gli disse: “Tu ti sei fatto beffe di me perché non immaginavi mai che un giorno avresti avuto bisogno di un essere piccolo e debole come me. Ora però ti ho dimostrato che anche i topi sono capaci di gratitudine”.

 (adattamento da Esopo)
 

Trovi una filastrocca ispirata a questa favola al seguente link:
Il topolino e il leone

Trovi altre favole di Esopo anche a questi link:
Il topo di campagna e il topo di città
Pierino e il lupo
Il corvo e la volpe

 

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