Fiabe per bambini – Il dono di Madre Natura

Una fiaba delicata che narra in maniera fantasiosa l’origine di uno dei frutti preferiti dai bambini, la fragola. Ce la invia una lettrice, Tonina Perrone, a cui dobbiamo anche un’atra bellissima fiaba: Bianchino, pesciolino pallidino.

Nel mondo incantato del bosco viveva fata Flora, ma gli abitanti di quel luogo meraviglioso la chiamavano Flo’. Una fatina deliziosa, due occhi color nocciola, un nasino all’insù, un viso minuto incorniciato da capelli ramati, movenze da farfalla leggiadra, ma era sempre triste.
I folletti, preoccupati per la loro amica, andarono da Madre Natura.
Al cospetto della Regina Madre s’inchinarono e solo il Grande Saggio, il folletto della saggezza, osò parlare. Le chiese un aiuto per cancellare la tristezza della fatina.   Da tempo i suoi splendidi occhi erano spenti, senza interesse.
Madre Natura, dopo averlo ascoltato, gli donò un cofanetto, dicendo: Qui dentro ci sono elementi fatati. Lo dovrà aprire solo fata Flora. Guai a chi oserà sbirciare nel suo interno: verrà tramutato in cenere che il vento disperderà!

I folletti, al sentire quelle parole e il tono duro della sua voce, si strinsero l’un l’altro trepidanti di paura. Consapevoli del proprio compito delicato, presero la via del ritorno e camminarono per molto tempo senza sosta.
A sera il Grande Saggio, vedendo i suoi compagni molto stanchi, decise di accamparsi vicino al ruscello.
– Domani lo attraverseremo e prima del tramonto saremo a casa – disse il Grande Saggio. – Ora accendiamo il fuoco. Faremo la guardia al cofanetto, a turno. Inizierai tu, Occhi di Falco, e tu, Brezza Mattutina.
Quindi adagiò il cofanetto tra l’erba. I folletti si sdraiarono intorno al fuoco per riposare, misero lo scrigno in vista vicino alla luce delle fiamme e i due preposti alla guardia salirono su un albero.

Il serpente Demian, che aveva osservato da un ramo la scena, decise che quella scatolina misteriosa sarebbe stata sua. Strisciò silenzioso e con il suo sibilo addormentò tutti. Quado arrivò davanti al cofanetto, tentò di aprirlo per vederne il contenuto, ma apparve una luce accecante e il serpente emise un urlo che rimbalzò con l’eco, nel cuore della notte, I folletti si destarono di soprassalto e videro che le parole della Regina si avveravano davanti ai loro occhi: il serpente si attorcigliò, si distese dritto come un bastone, s’intrecciò, si annodò, si dilatò nell’aria ed esplose in un’impalpabile polverina nera che un colpo di vento improvviso fece svanire nel nulla.

Mancavano ormai poche ore al sorgere del sole, quindi decisero di restare svegli tutti insieme. Brezza Mattutina e Occhi di Falco erano mortificati di non aver visto il pericolo che li minacciava e continuavano a porgere le loro scuse al Grande Saggio, ma lui li rassicurò spiegando che era stato il sibilo del serpente a farli assopire.

Quando il primo raggio di sole illuminò l’accampamento i folletti partirono. Il desiderio di aiutare Fata Flo’ era così grande che arrivarono nel bosco prima del previsto, quando il cielo non aveva ancora indossato i colori del tramonto.
Saltando come il più abile degli scoiattoli, il giovane Trottolino Gioioso precedette il gruppo chiamando a gran voce: Fata Flo’ ! Fata Flo’!
La fata sorrise nel rivedere i suoi piccoli amici e s’inginocchiò per salutarli. Il capo della spedizione fece un passo avanti e raccontò alla fatina il motivo della loro scomparsa. Poi le pose il cofanetto: Flo’ aprì delicatamente il piccolo scrigno e… petali di rose rosse iniziarono a svolazzare in una nuvola di polvere di stelle. Una voce melodiosa sussurrò tra le fronde degli alberi:

Petali rossi come cuori,
polvere di stelle
per rendere tutte le cose più belle.
Un pizzico d’amore per ridonare il sorriso
a questo bel viso.

I petali iniziarono a scendere adagiandosi sul vestito verde smeraldo della fata e la polvere di stelle ci si appiccicò sopra. Flo’ allargò il vestito per ammirare quei cuoricini tempestati di granellini dorati di stelle, sorrise, fece una giravolta e alzò le mani verso il sole. Il suo cuore era traboccante di gioia. Era ancora più bella! I folletti l’ammiravano con le bocche aperte, gli occhi sgranati dalla meraviglia.
Fata Flo’ cominciò a cantare e a ballare tra gli alberi seguita dai piccoli amici. Il suo volteggiare fece staccare dal suo vestito alcuni petali, che cadendo nella terra umida del bosco si tramutarono in piantine rampicanti.
Fu Occhio di Falco ad accorgersi per prodigio. Guardate!gridò con tutto il fiato che aveva in corpo.

Il bosco in festa si fermò di colpo. Si misero a osservare le piccole piantine che crescevano velocemente; spuntarono dei deliziosi fiori bianchi e poi avvenne l’incredibile: dai fiori nacquero dei frutti rossi, come dei cuoricini un po’ tondeggianti pieni di puntini dorati.
Nel bosco si diffuse un gradevolissimo profumo e una voce di donna portata dal vento si diffuse nel bosco:

Fata Flora assaggia uno di questi frutti.
Sono dolci come la spensieratezza,
profumati come la gioia di vivere.
Sono rossi come il cuore pieno d’amore
e dentro bianchi come l’innocenza.
Saranno i frutti preferiti dai bambini
e tu, mia Fatina, ne sarai la custode.
Le chiamerai FRAGOLE.

Fata Flo’ comprese di chi fosse quella voce melodiosa, fece un inchino e raccolse la prima fragola; quindi la portò delicatamente verso le labbra e l’assaggiò lasciando tutti gli abitanti del bosco in trepidante attesa.
È buonissima! esclamò guardando le piantine, che continuavano a crescere e riempirsi di frutti rossi. Forza, amici cari: che aspettate ad assaporare il dono che ci ha regalato Madre Natura? Le fragole sono frutti che donano allegria e gioia!
Fata Flo’ da quel giorno non fu più triste.

Un giorno passò di lì un giovane pastore che si era perso e, affamato, mangiò un bel po’ di fragole. Prima di riprendere il suo viaggio decise di portare con sé alcune piantine per farle conoscere al suo villaggio.
Da allora gli uomini impararono a coltivare le fragole anche nei loro orti per la delizia dei bambini. E ogni volta che un bimbo mangia una fragola, nel mondo del bosco Fata Flo’ sorride con tutti i suoi amici!

Tonina Perrone
toninaperrone.wordpress.com

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