La “cervicale da smartphone” colpisce anche noi nonni!

I dolori cervicali: ne ho sempre sentito parlare, fin da bambina. Pareva che tutte le donne della mia famiglia ne fossero affette: mia madre, le zie… Era uno degli argomenti di cui parlavano quando si incontravano, nelle riunioni familiari. Li attribuivano al freddo, ai colpi d’aria, ai movimenti sbagliati… Oggi però c’è un’altra causa: l’uso di smartphone e tablet, che ci induce a posizioni scorrette. Ed è un fenomeno tanto diffuso che gli americani hanno anche coniato un termine apposito per indicarlo: il “text neck”. Un disturbo che pare si stia diffondendo soprattutto tra i giovani e le donne, e che è in aumento. Ma se i giovani, grazie a un maggior tono muscolare, possono riuscire a rimediare a questo disturbo, le donne, che sono più piccole e hanno spalle più strette, hanno più difficoltà a compensare. E ora la “cervicale da smartphone” si sta diffondendo anche tra chi, come noi nonni, è nella cosiddetta “terza età”, un’età in cui l’apparato scheletrico è più fragile ed è più difficile porre rimedio alle posizioni scorrette a cui ci costringono i moderni apparati per la comunicazione digitale.

 

Ma qual è la causa della “cervicale da smartphone”? È la posizione a cui ci costringe la consultazione di questi strumenti. Una posizione molto china in avanti, con il collo proteso, guardando in basso. Secondo alcuni studi, inclinare in avanti la testa per guardare lo schermo è come caricarsi di un peso di 27 kg (!!!) sul collo. E questo, col passare del tempo, significa rigidità e dolore, che può irradiarsi fino alle braccia e intorpidirle.

Che cosa fare, allora? Prima di tutti, irrobustire i muscoli del collo e della schiena con esercizi mirati. Potrebbe essere molto utile usare almeno il tablet mettendolo su una superficie piana, rialzandolo e abbinandolo a una tastiera, in modo da utilizzarlo quasi come un portatile, stando seduti a un tavolino (con una sedia che c i assicuri una corretta posizione lombare); la cosa però è purtroppo meno praticabile con lo smartphone.

Un’altra raccomandazione dei medici è quella di fare pause frequenti nell’uso di questi mezzi, in modo da “sgranchire” il collo e consentigli di muoversi liberamente. E oggi ci sono perfino degli strumenti che ci “ricordano” di cambiare postura per assumerne una corretta: sono dei sensori che si applicano ai vestiti e suonano quando assumiamo una posizione sbagliata. Ma… dobbiamo arrivare a questo?

In ogni caso, la chiave è anche quella di stare attenti al tempo di utilizzo: se lo limitiamo, è più difficile subire gli effetti negativi di queste posizioni dannose. Purtroppo non sempre è una strada percorribile. E quindi, come si può ovviare? Certo con i farmaci antinfiammatori e miorilassanti (che agiscono cioè sulla muscolatura) che conosciamo bene, ma almeno nel periodo di infiammazione sarebbe bene mettere da parte smartphone e tablet e usarli solo per le comunicazioni indispensabili. E poi, sulla lunga distanza, facendo esercizi che potenzino i muscoli della zona cervicale. Quindi, nonni tecnologici, c’è una ragione in più per andare tutti in palestra!

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