Benessere nonni e nipoti: le allergie ai pollini

Bambini e allergia

Circa il 20% degli italiani soffre di qualche tipo di allergia; una percentuale che addirittura aumenta tra i bambini, che soffrono con maggiore frequenza di eczema, asma e rinite allergica, disturbi più frequenti nella stagione primaverili, perché spesso provocati dai pollini. Una buona notizia però c’è: molti bambini, allergici nella prima infanzia, quando giungono all’adolescenza vedono ridurre la loro sensibilità ai fattori che provocavano l’allergia che, in alcuni casi, addirittura scompare.
Invece per le forme allergiche che si manifestano in età adulta, purtroppo, questo in genere non avviene, ed è probabile che chi diventa sensibile a una sostanza dopo una certa età debba rassegnarsi a convivere con questo disturbo.

Che cos’è l’allergia?

Ma che cos’è l’allergia? È una risposta anomala del nostro sistema immunitario, che reagisce ad alcune sostanze estranee con cui entriamo in contatto, e che sono del tutto innocue per chi non è allergico, producendo particolari anticorpi, definiti IgE.
Le allergie, quindi, ci sono sempre state; oggi, però, sono decisamente in aumento, a causa soprattutto di due fattori: il riscaldamento del clima, che allunga il periodo di fioritura delle piante, e quindi la produzione di polline, e l’inquinamento, che favorisce l’infiammazione delle vie respiratorie, rendendo più probabile la reazione allergica. Ma un ruolo importante ce l’ha anche il miglioramento delle condizioni igieniche: noi ci laviamo di più, viviamo in ambienti più puliti, e questo fa sì che veniamo in contatto con un minore numero di batteri rispetto al passato; così, il nostro sistema immunitario è meno stimolato, e quindi, invece di combattere i batteri, si attiva contro sostanze che ritiene pericolose, come appunto i pollini.
Alla base delle allergie, però, sembra esserci sempre una predisposizione genetica:  bambini nati da madri allergiche hanno il 30-40% di probabilità in più di soffrirne anche loro; se ad essere allergici sono sia la madre, sia il padre, la probabilità arriva fino al 70-80%.

Quali cure?

Prima di tutto, non tutti sanno che un potente alleato dei bambini è il latte materno: i bambini, anche quelli che hanno una predisposizione genetica all’allergia, diventano più difficilmente allergici se sono allattati dalle madri, soprattutto se l’allattamento dura almeno fino al sesto mese.
Poi, naturalmente ci sono i farmaci (antistaminici, colliri e, nei casi più gravi, cortisonici), che però agiscono solo sui sintomi e comunque devono essere somministrati sotto stretta prescrizione medica.
Infine, ci sono i vaccini, utili soprattutto nelle allergie che danno problemi respiratori. I vaccini funzionano così: si somministrano piccole dosi della sostanza a cui il soggetto è allergico, in modo che la risposta del sistema immunitario diventi sempre più debole fino a scomparire del tutto. In pratica, cerchiamo di abituare l’organismo alla sostanza che provoca l’allergia, dicendo al sistema immunitario “vedi? Non è pericolosa!”.

Le reazioni incrociate

Chi è allergico ai pollini dovrebbe stare attento anche… a quello che mangia! Infatti l’allergia ad alcuni pollini potrebbe scatenare delle reazioni anche in  chi mangia determinati tipi di frutta e verdura. Si tratta del fenomeno noto come “cross reattività”, che però deve essere sempre  verificato dal medico attraverso gli opportuni accertamenti, per evitare di privarsi inutilmente di deterrminati alimenti.
La  “cross reattività” più frequente è quella tra la mela e la betulla: circa il 70% di chi è allergico ai pollini di betulla lo è anche alla mela. Ma ce ne sono anche altre; ecco quelle più note:

  • Pollini di graminacee (frumento, orzo, mais, e quelle spontanee di prati, pascoli e terreni incolti) – frumento, anguria, melone, limone, arancia, prugna, esca, albicocca, ciliegia, kiwi, mandorla, pomodoro, arachide.
  • Pollini di parietaria (una pianta molto diffusa, che con le specie “officinalis” e “judaica” cresce su muri e rocce, sotto i 1000 metri di altitudine, con una fioritura molto prolungata) – gelso, basilico, pisello, melone, cilegia, pistacchio.
  • Pollini di betulacee (una famiglia che comprende la betulla e altre 150 specie di piante) – mela, pera, fragola, lampone, prugna, pesca, albicocca, ciliegia, mandorla, sedano, finocchio, carota, prezzemolo, kiwi, arachide, noce, nocciola.
  • Pollini di composite (una famiglia di piante erbacee che comprende circa 20 000 specie, tra cui la camomilla, il fiordaliso, il girasole eccetera) – miele di girasole e di tarassaco, camomilla, olio di semi di girasole, margarina, dragoncello, genepy, lattuga, cicoria, sedano, finocchio, carota, prezzemolo, anguria, melone, mela, castagna, pistacchio, banana, arachide, noce, nocciola.

Da fare/da non fare

Ecco alcuni accorgimenti ch è possibile prendere se si è allergici ai pollini, per limitare i disturbi tipici della stagione (occhio gonfi, starnuti, attacchi di asma):

  • Dopo che il medico ha identificato, attraverso le opportune analisi, il polline a cui si è allergici, informarsi sul periodo di fioritura (ci sono alcuni utilissimi siti internet che danno queste informazioni, come www.pollinieallergia.net o www.meteopolline.it).
  • Evitare di fare gite in campagna nel periodo di fioritura della pianta a cui si è allergici, soprattutto in caso di vento (che disperde i pollini anche a grande distanza) o subito dopo un temporale.
  • Sempre nel periodo di fioritura, limitare gli sport all’aria aperta e programmare se possibile un periodo di vacanza al mare o in alta montagna, dove i pollini sono molto ridotti.
  • Potrebbe essere utile dotarsi di un condizionatore munito di filtri per l’aria, che quindi possono raccogliere i pollini. Attenzione però: ricordatevi di pulire i filtri con regolarità, altrimenti gli allergeni si accumulano!
  • Dotare anche l’automobile di un filtro antipolline per il condizionatore (i prezzi sono piuttosto contenuti). Inoltre potrebbe essere utile limitare l’uso di biciclette, motorini e motociclette nel periodo di fioritura delle piante che ci provocano allergia o, se non lo si può fare, indossare sotto il casco occhiali protettivi e una mascherina.
  • In casa, passare spesso l’aspirapolvere per asportare i pollini che entrano quando si cambia l’aria. Per lo stesso motivo, rimuovere regolarmente la polvere usando un panno leggermente inumidito, in modo da”imprigionarla” ed evitare che svolazzi negli ambienti. Lavare di frequente le tende e, se possibile, sostituire la moquette con pavimenti facilmente lavabili.
  • Per evitare poi che le nostre allergie provochino disturbi anche nei bambini, bisognerebbe cercare di allattarli al seno il più a lungo possibile.

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