Aiuto, i pidocchi!

Durante l’anno scolastico può succedere. Sì, stiamo parlando delle infestazioni di pidocchi, che trovano l’ambiente ideale nelle comunità, come appunto le scuole.  Questi minuscoli insetti che si nutrono di sangue si diffondono infatti facilmente nelle classi, tra bambini che stanno gran parte del tempo gomito a gomito (o meglio, testa a testa…) scambiandosi cappelli, sciarpe, indumenti…
E allora, per quanto ci dispiaccia, andiamo a conoscerli meglio, questi pidocchi…

Quante sono le specie di pidocchi?

Prima di tutto, cominciamo a distinguere. Eh già, perché non esiste una sola specie di pidocchio, ma ben tre. Il più diffuso è il pidocchio del capo (Pediculus capitis), che infesta la testa, ma c’è anche il pidocchio del corpo (Pediculus humanus), che infesta il corpo e che oggi è poco diffuso, e quello del pube (Pediculus pubis), che invece si diffonde sulle aree pelose del corpo.
Dei tre il più pericoloso, perché può provocare delle malattie, è il Pediculus humanus. Quello che però in genere colpisce i nostri bambini è  il primo, quello del capo.

 Come riconoscerli?

pidocchio Pediculus capitis

I pidocchi sono insetti di colore bianco-grigiastro che misurano da 1 a 3 mm. Delle tre specie, il Pediculus capitis e il Pediculus humanus sono molto simili, mentre il Pediculus pubis ha una forma più schiacciata.
Tutte le specie si muovono facilmente sui capelli o sui peli, sui quali depongono le uova, grazie a minuscoli uncini che hanno sulle zampe.

Come si diffondono?

I pidocchi si diffondono solo per contatto diretto o attraverso lo scambio di indumenti e di oggetti personali, quindi è buona regola evitare di usare cuscini, pettini, cappelli e indumenti di chi ne è infestato.
La loro diffusione però non ha nulla a che fare con l’igiene personale, perciò se scoprite che il vostro nipotino (o la vostra nipotina) è infestato dai pidocchi, non c’è nulla di cui vergognarsi: basta ricorrere a un trattamento adeguato per sradicare il problema. Lo stesso, naturalmente, se capita a un compagno di classe; anzi, dobbiamo sforzarci di evitare che i bambini, influenzati dal nostro atteggiamento, emarginino gli amichetti affetti da pidocchi, con conseguenze negative dal punto di vista psicologico.

La trasmissione avviene nella maggior parte dei casi attraverso le uova, dette lendini, di colore chiaro e lunghe circa 1 mm, che si schiudono in sette giorni.
Il pidocchio del capo depone le uova alla radice dei capelli, a cui le attacca con una sostanza che funziona come una colla. Il pidocchio del pube le attacca invece sui peli del corpo, mentre il pidocchio del corpo le attacca sugli indumenti, in particolare su quelli di lana.

I primi sintomi di un’infestazione da pidocchi sono un intenso prurito e una forte irritazione, ma poi si manifestano dermatiti e infezioni.
Per essere certi che si tratti proprio di un’infestazione da pidocchi, bisogna esaminare attentamente i capelli, con un pettine a denti fitti e l’aiuto di una lampada e, se occorre, di una lente di ingrandimento. È facile individuare le uova, attaccate soprattutto nella zona della nuca e intorno alle orecchie.

Che cosa fare?

In caso di infestazione da pidocchi, purtroppo bisogna ricorrere agli insetticidi. Quelli più usati sono  l’estratto di piretro o delle sostanze sintetiche come la tretrametrina. In commercio esistono diversi prodotti, sotto forma di polveri, spray, shampoo o lozioni.
Però applicare questi prodotti non basta: bisogna armarsi di un pettine a denti fitti e rimuovere le uova e i pidocchi uccisi dal trattamento insetticida. E poi, bisogna fare una seconda applicazione di insetticida a distanza di 4-7 giorni dalla prima, per uccidere i pidocchi nati dalle uova che si sono schiuse dopo il primo trattamento. Anzi, secondo uno studio recenti pubblicato su Medical and Veterinary Entomology, sarebbe bene addirittura ripetere il trattamento dopo altri 14 giorni, per eliminare le uova residue, che possono resistere fino a due settimane.

Quando si scopre un caso di pediculosi in famiglia, è bene controllare anche gli altri membri del nucleo familiare per essere certi che non ci sia stata trasmissione e, per prudenza, è meglio sottoporre a un trattamento anche gli altri. Già dopo il primo trattamento, però, non c’è più pericolo di propagare i pidocchi!

E poi, bisogna lavare con acqua bollente i tessuti toccati da chi è infestato dai pidocchi nei giorni prima del trattamento, così come pettini, spazzole e fermagli per i capelli (che comunque non dovrebbero essere usati in comune).
Per gli oggetti e i giocattoli che non è possibile lavare ad alte temperature (tipo peluche, bambole eccetera), il nostro consiglio è di metterli in un sacchetto di plastica ben chiuso per un paio di settimane, in modo da verificare la presenza di insetti.

 

 

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