Perdita dell’udito? Niente paura!

I miei nonni li ricordo così: con vistosi apparecchi acustici che spuntavano dalle orecchie e che ogni tanto si manifestavano con qualche sibilo, e un po’ persi quando non li indossavano. Ho anche alcuni ricordi di quando non si erano ancora “arresi”  a riconoscere la loro perdita di udito: il pranzo di famiglia con l’inevitabile telegiornale tenuto a volume altissimo, lo sforzo per alzare la voce quando parlavamo, la loro mortificazione quando si accorgevano di non capire, gli sguardi un po’ canzonatori che ci scambiavamo noi bambini, inconsapevolmente “crudeli” come sono un po’ tutti i bambini, che ridacchiavamo ai qui pro quo che ogni tanto si generavano.
Oggi, quella della perdita di udito è una delle mie paure inconfessate, che si riaffaccia ogni tanto, quando mi accorgo di non cogliere tutte le parole di un discorso. Certo, mi dico che è anche un po’ colpa delle mascherine, che attutiscono e distorcono il suono e soprattutto mi impediscono di cogliere quella mimica facciale che tanto ci aiuta nella comunicazione interpersonale, ma è indubbio (e fisiologico) che con l’età l’udito si affievolisca un po’.

Ormai però gli apparecchi acustici non sono quelli ingombranti e vistosi del tempo dei miei nonni. Sono piccoli, praticamente invisibili, e funzionano molto bene. Mi è capitato addirittura di non notarli, quando ho incontrato qualche amica mia coetanea che li ha adottati: hanno dovuto dirmelo loro! Una mi ha raccontato di avere cominciato a usarlo in seguito a un piccolo incidente d’auto che le ha causato una perdita di udito unilaterale; un altro paio, più semplicemente, si erano accorte di non percepire più alcune frequenze, il che impediva loro di cogliere completamente tutte le parole dei discorsi.

Due di loro hanno fatto un test dell’udito EarPros presso un centro specializzato. Si è trattato, mi hanno raccontato, di un test completamente gratuito ma molto accurato, eseguito da un tecnico specializzato che, prima di effettuarlo, ha raccolto tutte le informazioni necessarie per avere un quadro completo della situazione.
Già, perché ci sono molti tipi di ipoacusia, e ognuna ha caratteristiche particolari: può essere non solo monolaterale o bilaterale, ma anche neurosensoriale (quando a essere danneggiate sono le cellule ciliate dell’orecchio interno o il nervo uditivo), conduttiva (quando liquidi o tessuti bloccano il canale uditivo)… E poi, la perdita di udito può essere accompagnata dalla sensazione di udire suoni ovattati, oppure da fastidiosi acufeni, o ancora da senso di instabilità e di perdita di equilibrio.
Prenotarlo, mi hanno detto le mie amiche, è stato facilissimo: l’hanno fatto online, e hanno potuto scegliere tra i numerosi centri che EarPros ha nelle maggiori città italiane.  Anche nella scelta dell’apparecchio più adatto alle loro esigenze sono state seguite e consigliate da tecnici competenti e attenti alle loro esigenze, che hanno illustrato loro le caratteristiche di diversi apparecchi per identificare quello più idoneo.

Certo, anche per loro non è stato facile accettare l’idea di avere questa piccola “menomazione”, che è anch’essa, ahimè, un segnale dell’avanzare dell’età, ma poi hanno scoperto che è facilmente rimediabile. In fin dei conti, se indossiamo gli occhiali, che consideriamo perfino un accessorio di moda, perché farci problemi per un apparecchio acustico quasi invisibile?

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