Un Paese sempre più “pet-friendly”

Un interessante articolo della veterinaria Arianna Del Treste su una ricerca Eurispes sulla presenza di animali domestici nelle nostre case.

 

Secondo il rapporto Eurispes 2019, nelle nostre case non entrano più solo cani e gatti ma anche pesci, uccelli, e diverse specie esotiche. Se nel 2018 era il 32,4% degli intervistati ad avere almeno un animale in casa, nel 2019 si arriva al 33,6%. E chi ha più di un pet, invece? Salgono i numeri delle famiglie che accolgono due, tre, o più animali domestici. Nel Nord-ovest prevalgono le famiglie con 3 animali (6,8% rispetto al 5,4% dello scorso anno). Il 4,8% degli intervistati con più 3 animali, invece, vive al Centro Italia. Nel Nord-est, invece, inverte la rotta con il 76,1% degli intervistati che si dichiara senza animali in casa. Ad ogni modo, i pet più presenti in Italia sono risultati i cani (40,6%) e i gatti (30,3%). Ma non mancano gli uccelli (6,7%), i pesci (4,9%), le tartarughe (4,3%), i conigli (2,5%), i criceti (2%), i cavalli (1,3%) e l’asino (0,4%). Presenti anche altri animali esotici (2%) e i rettili (1,1%).

A ogni territorio, la sua specie…

Al Sud e nelle Isole prevale il cane, rispettivamente con il 42,3% e il 42,7%, mentre nel Nord-est preferisce il gatto (44,3%). Una classifica territoriale a sé, invece, per gli esotici: la fa da padrone il Nord-est con il 3,3% che ama camaleonti e petauri, seguito dal 2,7% del Sud e l’1,1% delle Isole.

Diverse tipologie familiari

Il cane è l’amico a 4 zampe preferito da single e mono-genitori (rispettivamente, 40,4% e 40%). In realtà, a conferma dei dati del 2018, i principali possessori di gatti restano le persone che vivono da sole (37,1%), che accolgono volentieri anche gli uccelli (9%). Un dato interessante è quello delle coppie senza figli che, più spesso rispetto alle altre categorie, scelgono gli animali esotici (4,8%).

Ma quanto costano, i nostri amici animali?

Rispetto al passato, si è registrato un incremento significativo della spesa media per gli animali domestici. Chi spende meno di 30 euro scende al 17,9%. Viceversa, salgono al 33,2% coloro che investono dai 51 a 100 euro mensili per la cura del pet, a fronte del 15,4% del 2017 (valore all’incirca raddoppiato!). Sale la percentuale anche di chi è disposto a spendere tra i 101 e i 200 euro al mese e il 3,7% raggiunge i 300 euro (nel 2017 nessuno arrivava a spendere queste cifre). Nella maggioranza dei casi, le relative spese mensili sono state considerate non trascurabili, ma comunque non tali da compromettere il bilancio familiare; in caso di difficoltà economiche di partenza, invece, le spese per il pet rischiano di farlo diventare un lusso. In ogni caso, il Rapporto 2019 mette in luce una maggiore intenzione di garantire il benessere dei propri animali, con l’acquisto di cibi di maggior qualità e un’aumentata frequenza di cure veterinarie.  

Che cosa è cambiato con la pandemia

Rispetto a questi dati, è impossibile negare che la coronavirus disease del 2019 abbia ulteriormente modificato lo scenario occupazionale del nostro Paese. Nulla, però, potrà mai alterare l’amore che gli animali ci garantiscono ogni giorno e che noi possiamo restituirgli, prendendocene cura. Il 76,8% degli italiani, infatti, considera i propri animali membri effettivi della famiglia. I Pelosi sono considerati i propri migliori amici da 6 persone su 10, e dei “figli” dal 32,9% degli intervistati. È bene ricordare che, sulla base delle attuali evidenze scientifiche, i pet non sono ritenuti una minaccia nella trasmissione di SARS-CoV-2 all’uomo; alcuni gatti e cani, invece, sono risultati positivi al test per SARS-CoV-2, a seguito del contatto con individui positivi al virus. Perciò, se sei COVID-19 positivo (o sospetto) tutela anche i tuoi animali da un potenziale contagio, proprio come faresti con gli altri abitanti umani della casa. Seguendo le norme igieniche di base e le indicazioni del veterinario, i pet potranno continuare a garantirci il loro importante ruolo di sostegno sociale in tutti i momenti, anche i più complessi.

Arianna Del Treste

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