L’angolo del veterinario – La toelettatura del gatto

Un nuovo articolo della nostra consulente, la veterinaria Arianna Del Treste, che questa volta ci parla di una caratteristica del gatto  che tutti abbiamo potuto osservare: l’accuratezza con cui si lecca e “fa toilette”.

A tutti, anche a chi non lo possiede, sarà capitato di osservare un gatto nelle sue pratiche quotidiane di toelettatura, assolutamente spontanee e ripetute più volte nell’arco della giornata.

Perché i felini sono così votati all’igiene?

I motivi del leccamento sono vari, sia di natura fisica che comportamentale: innanzitutto la lingua, dalla caratteristica superficie ruvida, associata alla saliva, facilita la rimozione dei residui di sporco e polvere annidati tra i peli; inoltre, questa manovra permette di lisciare il mantello, aumentandone la capacità isolante; il leccamento fisiologico può contribuire anche all’allontanamento di eventuali parassiti, o quantomeno ad alleviare il fastidio da essi indotto; inoltre, essendo il gatto privo di ghiandole sudoripare, l’evaporazione della saliva depositata tra i peli abbassa la temperatura corporea nei mesi estivi, analogamente a quanto accade sulla nostra pelle con il sudore; da un punto di vista comportamentale, può addirittura calmare stati di ansia o momenti di stress.

Quando imparano a toelettarsi? Che cosa vuol dire?

Le pratiche igieniche vengono apprese dal gattino già dalla terza settimana di vita, imitando la madre. Nei gatti adulti, invece, non è infrequente notare che il leccamento avviene tra un soggetto e l’altro: in questo caso, oltre che un aiuto per raggiungere parti scomode da pulire da soli, la cosa si può considerare anche una vera e propria pratica sociale, finalizzata a rinforzare il rapporto tra animali della stessa colonia.

La pratica del leccamento può diventare patologica?

Se notate che il vostro gatto si lecca con maggiore insistenza o frequenza rispetto al solito, è consigliabile chiedere un parere al veterinario, poiché questo atteggiamento può nascondere sintomi quali prurito, magari dovuto a parassiti o a problematiche dermatologiche; oppure potrebbe anche essere ascrivibile a fattori di stress ambientale, spesso legati a un’alterata gestione della territorialità.

I pericolosi “boli di pelo”

Una rischiosa conseguenza della toelettatura del nostro amico gatto può essere quella della formazione dei tricobezoari, o boli di pelo; il gatto, leccandosi, asporta via il pelo morto che poi, se non riesce a espellere integralmente, andrà ad accumularsi nello stomaco e nell’intestino.

Per questo sarebbe buona norma aiutare l’animale a espellere i peli con le apposite paste presenti in commercio o con l’ausilio dell’erba gatta.
Inoltre, sarà senz’altro utile alimentarlo con una dieta bilanciata e che contenga una giusta quantità di fibre e vitamine. Sarebbe consigliabile anche integrare l’alimentazione con acidi grassi omega 3 e 6, in modo da rinforzare il mantello.

Bisognerebbe poi spazzolare il gatto ciclicamente, in modo da aiutarlo a eliminare il pelo in eccesso, soprattutto nei periodi della muta che si hanno a primavera e in autunno.

Infine, si dovrà provvedere ad aspirare il pelo caduto in casa, perché se ingerito nuovamente dall’animale può facilitare la coesione dei boli di pelo.

I pericoli

In ogni caso, se vedete che il gatto vomita frequentemente o che presenta una tosse secca, è bene portarlo dal veterinario e non sottovalutare il rischio che si siano formati dei boli di pelo, poiché possono determinare anche dei veri problemi di salute al nostro amico Micio, fino all’occlusione intestinale.

 

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